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martedì 15 febbraio 2011

In 300 sulla sabbia di S.Benedetto


San_Benedetto_del_Tronto_Maratona___sulla_sabbia_2011Antonello Martucci, ultrarunner, ultra-uomo,ultra-scrittore, nel libro “Graffiti di Ultramaratona” ad un certo punto scrive: “L’Ultramaratona è quella esperienza di vita che appiattisce le differenze: l’ingegnere emiliano, il professore pugliese, l’avvocato di Roma, il bancario di Cuneo, lo scrittore di Bologna, il pescatore (di uomini direi, considerando i suoi valori) di San Benedetto del Tronto…”
Quel pescatore di San Benedetto non è altri che Francesco Capecci, capace da solo di organizzare una 24 ore per Telethon al solo scopo di raccogliere fondi per beneficenza, ma soprattutto da anni, non solo corre in lungo e in largo per lo stivale, in particolare le ultra, ma da 9 anni organizza quel gioiello unico e raro che è la Maratona sulla sabbia, e da due l’Ultramaratona di 50 km, un giro in più dell’abituale percorso per coprire la distanza ultra.

La vigilia
La vigilia è stata caratterizzata dalla prima assemblea del 2011 del Club Super Marathon Italia. Una settantina di partecipanti per discutere importanti novità, come il regolamento che conferma a 100 per gli uomini e 50 per le donne, l’effettiva entrata nel Club, ma anche per confermare la volontà di mantenere l’apertura a 50 maratone per tutti, come soci affiliati. Decisa anche la data della seconda Maratona del Presidente, in onore di Sergio Tampieri per il prossimo 11 settembre, a Forlì. Altri importanti temi sono stati presi in esame e votati. Confermati i vertici del Club che vedono alla guida dal giugno scorso di Gianfranco Gozzi, eletto Presidente all’unanimità. A fine assemblea, man mano che arrivavano tutti o quasi i partecipanti, il ritrovo per la classica cena del Maratoneta a base di pesce e la festa di Andrea Accorsi per il traguardo di 100 fra maratone e ultra.

La gara
Alle ore 8.30 sulla spiaggia si aggiravano circa 300 podisti in attesa della partenza, chi per solo un allenamento, un giro o due del percorso, gli altri per fare l’ennesima maratona chi per provare l’ebbrezza delle ultra. Non sono numeri gonfiati ad arte ma i numeri effettivi dei partecipanti. Alle ore 9.00 il via, dapprima un giro corto e poi i 5 giri lunghi lungo il percorso rigorosamente tutto sul bagnasciuga. Un variopinto gioco di colori di magliette in una giornata che si è mantenuta fresca e coperta per tutto il giorno. Le ore sono volate via all’insegna dell’allegria, spensieratezza, del fairplay, della sportività.

I vincitori
Marco Olmo, del GS Roata Chiusani, l’uomo dei deserti e delle montagne, era anche quest’anno ai nastri di partenza, soltanto per esserci, richiesto e “rubato” da molti, chi per una foto, chi per un autografo. E se l’ingegnere friulano, Ivan Cudin, che per primo ha scritto il suo nome sulla stele di Sparta non è potuto essere presente, per subentrati motivi di lavoro, altre importanti presenze calpestavano la sabbia della riviera delle palme: Accorsi, Barchetti, Vedilei, Di Palma, Villella, Martucci, le sorelle Delfine. E’ stata una gara incerta per molti fino all’ultimo, in particolare per la 50 km, mentre per la maratona maschile, dopo qualche giro, il vincitore si profilava all’orizzonte: Antonio Filippo Salaris, della Podistica amatori Olbia, allunga il passo sulla sabbia e va a scrivere il suo nome sull’albo d’oro di questa manifestazione, il suo tempo 2:48’22”. Bisogna attendere altri ventun minuti buoni per vedere il secondo, Daniele Giacobone, che chiude in 3h09’38”. Intanto Marco Olmo continua tranquillo la sua corsa, affiancato da Enrico Vedilei, il quale al termine allunga, giungendo terzo di pochi secondi sull’immenso maestro del trail italiano, il tempo è 3h11’30” per Vedilei, a 19” Marco Olmo. A seguire il pugliese Francesco Cassavia, il bolognese Andrea Accorsi, il marchigiano Diego Ciattaglia e l’abruzzese Mario Fattore.
Non c’è voluto poi tanto per vedere spuntare i primi della 50 km: Fabio Costantini, della Pol. Montecchio 2000, già vincitore a sorpresa lo scorso anno, alla prima edizione di questa particolare 50 km, ci crede fino in fondo e, a pari merito con il pesarese Daniele Scola, chiude la speciale classifica che ha visto al debutto molti maratoneti. Il tempo di entrambi è di 3h46’26”. Per Daniele Scola non è la prima ultra: aveva concluso Il Passatore 2010 tranquillamente al 18esimo posto assoluto. Per Fabio Costantini, una conferma: “è la mia gara questa”, dirà durante le premiazioni. Al terzo posto si posiziona il romagnolo Andrea Guiducci, 3h47’37”, seguono Giovanni Gratton e Andrea Furlan. I due giullari delle ultramaratone, l’abruzzese Marco Zulli, già vincitore di alcune sei ore e lo spartathleta finisher Ciro Di Palma concludono rispettivamente al nono e decimo posto.
Per la parte femminile, spiccano le presenze per la 50 km: prima partecipazione per la trailer amante come Olmo delle montagne, vincitrice di varie eco maratone e ottimi piazzamenti a molti ultratrail tra i quali spicca il suo secondo posto nostrano alla CCC 2010, sorella minore della UTMB con i suoi 98 km e 5600 di dislivello positivo (D+), l’abruzzese Alessandra Carlini che ha chiuso sulla sabbia in 12esima posizione assoluta con il tempo di 4h11’32’’. Ma la sorpresa più grande la reca la pugliese Emma Delfine, della società Nadir di Putignano, alla sua primissima esperienza in una ultramaratona e già vincitrice di alcune blasonate maratone. Emma Delfine inanella giro su giro e sembra trovarsi a suo agio sulla sabbia di San Bendetto, chiudendo al 19esimo posto assoluto della speciale classifica in 4h20’33”. Al terzo splendido posto l’azzurra di ultramaratona Maria Grazia Villella, insegnante in una scuola nell’hinterland torinese, non in perfetta forma, che chiude in 4h39’54”. Seguono la molisana Giovanna Zappitelli e l’altra sorella Delfine, Marcella. Per quanto riguarda la maratona, fuori tutte le atlete più accreditate, rimangono in gara soltanto le atlete “amatoriali”, quelle che amano correre per divertirsi, senza neanche guardare l’orologio se non per rientrare nel tempo massimo, ed ecco dare spazio alla fanese Paola Pari, che aveva vinto una 24 ore a Fano lo scorso anno. Il suo tempo è relativo 4h30’59”. Al secondo posto la veneta Natalina Masiero e gioia anche per l’umbra dell’Amatori Terni Carolina Agabiti.

Conclusioni
Sulle note mixate di The Time of my life e e alla presenza delle maggiori istituzioni sanbenedettesi, si sono svolte le premiazioni e la fine di un’altra giornata di festa. Messer Capecci, stanco ma felice, ha incassato la soddisfazione di un’altra bella manifestazione dove tutto si è svolto nella semplicità più assoluta, ma anche tecnicamente quasi perfetta. Visi stanchi e soddisfatti e per lo più con il sorriso sulle labbra, perché questa è la magia di San Benedetto e per dirla con le parole di Antonello Martucci, presente come negli ultimi anni sulla spiaggia della Riviera delle Palme, tratte da Graffiti dui Ultramaratona “..l’ultramaratona ci spoglia del superfluo e, nel vortice della spirale, ci fa riscoprire fratelli..Tutti uguali alla fine, tutti che hanno desiderato quel traguardo immerso nella nebbia di gioia”..e di sabbia!

le foto sono mixate da Zio Roby di Podnet - le foto dell'evento le troverete a breve- le classifiche qui
Classifica Maratona e Ultra sulla sabbia-S.Benedetto/Tronto
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Se non puoi correre, cammina...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
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Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

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