14^ Nove Colli Runnig: Stravince Ivan Cudin!
Nove Colli Running 2011: stravince Ivan Cudin, il sogno continua!
“La grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli porta il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste”
E’ una frase tratta dal bellissimo libro di Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, ed è la prima frase che mi viene in mente oggi, pensando alla grandezza di talune persone, dopo l’ennesimo gioiello messo a segno dall’immenso Ivan Cudin! Si è appena conclusa la 14^ NCR Nove Colli Running 2011, per molti “il sogno”, per alcuni si è realizzato, per altri questo sogno è solo rimandato, per altri ancora ci penseranno perché vivere di taluni sogni è indispensabile quasi quanto l’acqua che si beve, l’aria che si respira. Kalil Gibran diceva: “Fidatevi dei sogni, perché in essi si cela la porta dell’eterno…”. Il vincitore della Sparathlon, che, fino allo scorso anno era andato sui colli romagnoli per dare “un aiuto” a chi ne aveva bisogno, soprattutto a Mister Nove Colli, Mario Castagnoli, un pioniere, un uomo che ha contribuito a creare il mito dell’ultramaratona in Italia prima, colui che ha creato “il sogno”, la NCR Nove Colli Running; il vincitore della Spartathlon orfano del mondiale di 24 ore, annullato, decide all’ultimo di provare l’ebbrezza di accarezzare il sogno, dopo che ha ben sfatato il mito in quel di Sparta, lo scorso settembre 2010.
Sulla scia della Nove colli ciclistica, la NCR andò in scena per la prima volta nel 1998 con appena 5 partecipanti, compreso il Castagnoli! Nel 2011 gli iscritti sono stati 120 fra cui 113 partenti, ma per molti l’arrivo da “uomo di acciaio” rimane un sogno. Se la Spartathlon , 246 km da Atene a Sparta attraverso l’ostico Peloponneso, è chiamata “mito”, la NCR è definita “il sogno”. Un sogno che molti ultramaratoneti, anche ultratrailer, e sempre più amatori delle medie-lunghe distanze vogliono vivere!
Non doveva esserci l’eroe di Sparta, ma sabato mattina si è presentato, con la sua umiltà, il suo sorriso, la sua modestia, pettorale 114, la sua insostituibile canotta azzurra, senza scritte, semplice, semplicemente azzurra come la volta celeste che Atlante portava sulle spalle! Niente di più, quella canotta in cui ti puoi specchiare, semplice, schiva umile come la persona che l’indossa! Dopo appena 50 km si capisce subito che oggi non ce n’è per nessuno, neanche per i francesi accorsi in buon numero in questo lembo di terra romagnola, o lo svizzero, o lo svedese, o addirittura per il finlandese. No, non ce n’è per nessuno! Ci ha provato Remo Lavarda a stargli accanto fino al Barbotto, 4° colle, al km 84.400, una sorta di prima vera tappa dove molti dei 100 e più partenti si sono ritirati. Dopo, l’ingegnere con le scarpette ai piedi e le ali dietro la maglietta azzurra, si è involato su e giù verso gli altri colli e nessuno l’ha più rivisto...se non all'arrivo, ad attendere gli altri! Ha fatto fatica il buon Mario Castagnoli a “correre” giù per dargli una “parvenza” dignitosa di vero arrivo, perché lui, l’uomo del sorriso, l’eroe di Sparta, senza volere, in silenzio, se n’è andato diritto per la sua strada, solo con i suoi pensieri, lui e le stelle del cielo, l’eroe con l’immensità dell’oscurità rotta solo dal fascio di luce dell’apripista. E non era ancora l’alba quando Ivan ha imboccato il viale di Cesenatico fino all’arrivo: il crono? 202 km in 18 ore 26minuti 7 secondi! Il secondo miglior tempo in assoluto mai realizzato in 14 edizioni, l’unica eccezione del francese Jean Jacques Moros che, nel 206, realizzò lo stratosferico tempo di 18 ore 8 minuti 22 secondi. All’eroe di Sparta, ora anche il nuovo eroe della NCR solo 18 minuti lo hanno separato dal nuovo record! Erano le 6 e 26 minuti di domenica mattina, con il sole che si stava appena svegliando e con esso i sogni di molti dei rimasti in gara! Marco Bonfiglio arriverà dopo 3 ore, 21h35’’33’’, lo svedese Michael Andersen terzo dopo 22h35’. Quarto Marco Baggi, mentre prima donna, la francese Brigitte Beck, partita fortissima con in testa di frantumare il record di Martina Juda, si è fermata nel cuore della notte, arrendendosi a quei nove colli che non perdonano. Riprenderà la strada dopo lunga crisi, e giungerà 11esima assoluta in 27h4’30’’.Ma la sorpresa più grande l’ha fornita la seconda donna, e prima italiana, la piemontese lady di ferro, Giancarla Agostini, nota agli ultratrailer e agli addetti ai lavori per la sua costanza, grande caparbietà e senso della misura. Non si prepara Giancarla, parte e va anche lei “dove la porta il cuore e la testa”, incurante e sprezzante del pericolo, e, fedele al suo agnosticismo, allergica a qualunque tipo di preparazione pre-gara. Una tosta! E questo secondo posto se lo meritava proprio tutto!
C’è festa per tanti, per tutti, Antonio Mammoli toscano, ha portato tranquillamente a termine la sua decima NCR, anzi portando con determinazione e senso di amicizia, un amico al traguardo. Era questo il suo obiettivo dichiarato alla vigilia e così è stato. Alcuni di questi amici non ce l'hanno fatta a terminare tutti i 202 km del percorso, Stefano Santarini sì. Un aneddoto che difficilmente sarà confermato dall'interessato: oltre ad aver fatto un bel pezzo del percorso con quel giullare reggiano che è Ciro Di Palma, pare che, Mammoli, a pochi chilometri dall'arrivo, è stato visto steso sull'erba a schiacciare un pisolino insieme al suo amico Alessandro Papi, per poi rialzarsi all'arrivo di altri amici, e giungere tranquillamente al traguardo. Parliamo di un uomo che la NCR l'ha vinta, oltre ad altri importanti piazzamenti. Di ognuno dei finisher della Nove Colli si potrebbe raccontare la propria personale storia, il proprio sogno di completare questa considerata da tutti, una delle più dure gare al mondo, più dura della Spartathlon, che, seppur più lunga di ben oltre un'altra maratona, è meno dura dal punto di vista muscolare. Chiunque abbia portato a termine le due prove, “il mito” e “il sogno”, concordano con questa tesi. E poi gli altri: Daniele Cesconetto, Gianluca Belardini, l'atleta di casa Andrea Galimberti, il romano Francesco Accarino e poi il toscano amiatino Massimiliano Taliani, addirittura 13esimo assoluto, un risultato di prestigio per lui! Riporto un passaggio rilevante scritto sulla bacheca di Ivan su FB da un amico: Dai Ivan! la serenità con la quale affronti queste imprese mi fanno sempre pensare che "un mondo diverso è possibile". Bellissima! Un mondo sportivo ove non ci sono speculazioni, ove c'è passione, amore per ciò che si fa, sopratutto dove tutti sono e tutto è pulito!
Meditavo oggi sulla grandezza dell'uomo, ho cosi scritto nell'incipit di questa mia, da Kundera e a un libro tutto da riscrivere: “La... sostenibile leggerezza dell'essere!” al poeta Gibran e ai suoi sogni, alla filosofia di Heidegger, “La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca”.
Nei prossimi giorni ci sarà modo di leggere e continuare a seguire questa impresa, “per molti, ma ancora non per tutti”, con i vari comunicati, i racconti dei protagonisti che di sicuro arriveranno, le classifiche finali, ma intanto godiamoci ancora una volta il sogno che ci ha regalato l'uomo dal sorriso di fanciullo, dalla maglietta azzurra senza scritte ove, di notte, attraverso puoi guardarci le stelle. “Non è difficile arrivarci, basta avere un cuore pulito” Denise Quintieri



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