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venerdì 17 giugno 2011

Banzi: 6 ore dei Templari 2011

Ultramarathon - Ultra - Maggio 2011
Banzi_Ore_dei_Templari_2011Lo scorso anno, alla mia prima presenza, scrissi un articolo davvero bello su questa splendida manifestazione, anzi a dire il vero si tratta di una vera e propria festa che coinvolge primariamente non meno di una ventina di comuni del potentino che notoriamente guardano al proprio orticello (come spesso succede a tutte le latitudini del nostro paese e non solo). Difficile quest’anno superarmi o avvicinarmi alle parole di elogio che ebbi lo scorso anno, pertanto chiedo venia se quanto andrò ad esporre sarà una semplice e pura cronaca di una giornata in cui un migliaio e più di persone hanno potuto vivere un medesimo sogno.
Ecco cos’è la Sei ore e maratona dei Templari: un sogno lungo un giorno. A dire il vero il sogno comincia il giorno prima, appena “sbarcati” in quel di Banzi, un minuscolo comune del potentino praticamente al confine fra Basilicata e Puglia, di sole 1500 anime, cani compresi. Sì perché i nostri amici a quattro zampe sono anch’essi protagonisti, partecipano alla gara... senza pettorale, loro sono del luogo, ma ne sono attori inconsapevoli, aiutano i podisti, li rincorrono, li aiutano, silenziosamente e senza disturbare!
Parlavo di sogno, e i sogni sono difficili da raccontare, specie quando il sogno supera qualunque immaginario, quando il sogno si confonde beatamene con la realtà. E’ cominciato tutto venerdi 6 maggio, quando sulla strada che da Genzano di Lucania porta a Banzi, si possono ammirare distese verdi, una tavolozza di colori variopinti, un’aria fine che ti entra nei polmoni e da essa ne sei impregnata: aria pura, fresca, pulita. Un attimo, chiudi gli occhi e ti ritrovi catapultata nel medioevo, come se la macchina di Luciano Mastrodonato, maratoneta con un buon e lungo curriculum sportivo, fosse stata predisposta per un viaggio oltre i confini del tempo e dello spazio o, semplicemente indietro di circa mille anni.
Arrivati a Banzi, si notano tutti, dal sindaco Nicola Vertone all’assessore allo sport, cultura, sociale e chi ne ha più ne metta, Antonio Massaro, maniche di camicia in su, insieme ai tanti volontari sistemano panche, tavoli, ed impegnati a superare barriere logistiche di vario genere. La piccola ed operosa Banzi, i volontari provenienti da alcuni paesi della vallata, perché questo è un primo miracolo della Sei ore dei Templari: unire una vallata di circa 20 comuni, e far festa con loro, condividerne gioia e dolori e da qui estendere a tutto il territorio lucano, l’aria di festa , sport e solidarietà. Irene Franculli, Presidente della Genzano On the road, è di Palazzo San Gervasio, a pochi chilometri dalla cittadina bantina, Gabriele Mazzoccoli mente e braccia di questa festa, di Genzano, insieme ad altri e cosi via… L’elenco sarebbe lungo! Poi nel primo pomeriggio, resto in macchina con l’Assessore Antonio, c’è un atleta, anzi uno Spartatleta da recuperare, seduto tranquillamente su una panchina di un paese accanto: è Ivan Cudin, l’eroe di Sparta 2010, l’eroe di Banzi 2011!
E intanto arrivano anche gli altri da ogni regione d’Italia, dal Piemonte, dalla Lombardia con mitici Runners Bergamo, il Road Runners Milano, la Valsugana, tanto per citare qualche società. Arrivano tanti podisti con famiglie al seguito e intanto… è subito sera! E’ al tramonto che la cittadina sembra come sospesa, si viene coinvolti in un gioco incantevole e ingegnoso sul rapporto fra immaginazione e realtà (La storia infinita). E’ il 1088 quando sale al soglio pontificio Urbano II e l’anno successivo consacrerà la Chiesa di Banzi e la sua Abbazia. E’ da qui che, per ordine di Urbano, partiranno sette cavalieri appartenenti all’Ordine dei Templari, per le crociate. Ed è a Banzi che la sera prima della sei ore e maratona, si rinnova il rito dei Templari, ovvero dei "Pauperes commilitones Christi templique Salomonis" . Una sera di festa alla quale gli atleti non vogliono mancare: fra essi vestito da cavaliere Ivan Cudin, Fabio Ricci, il grande Boris Bakmaz e via via tutti gli altri. Un viaggio nel mito, nella storia, nella letteratura, un viaggio alla ricerca delle proprie impronte all’interno della storia infinita…
Sabato mattina, lo scenario cambia letteralmente, passato e presente, la piazza bantina si anima di svariate associazioni di ragazzi diversabili pronti per la camminata, preceduti dalle varie gare dei ragazzi delle scuole elementari e medie di tutta la vallata. Ecco la diversità con altre manifestazioni: l’interesse per questi ragazzi, l’importanza di farli sentire protagonisti, una giornata per loro, eleva questa organizzazione ad un rango di alto valore umano e rilevanza sociale: il loro sorriso, i loro gesti non lasciano indifferenti e non c’è pietismo, ma umanità, amore. Una festa nella festa che dura fino a mezzogiorno, quando viene offerto ai numerosi atleti e accompagnatori giunti da ogni dove il pasta party, sempre nella parte storica, dentro le mura di ciò che rimane della famosa abbazia benedettina. Nel pomeriggio comincia la kermesse per sei ore alla quale hanno partecipato 73 finisher sulla maratona, 165 finisher sulla lunga distanza. Il percorso certificato è di km 1,980, con un lancio iniziale di 615 m, mentre gli ultimi 25 minuti, si ritorna sul giro piccolo. Quest’anno il circuito ha subito uno spostamento di 330 m per l’improvvisa nube abbattutasi su una giornata spettacolare: l’ex sindaco di Banzi, colto da infarto, che abitava lungo il percorso della gara.
Alle ore 14 in punto, dopo l’affanno di sistemare tutto, affinchè si potesse tenere in piedi e continuare una festa e al contempo portar rispetto alla famiglia e a una persona che tanto ha dato per il paese, i quasi 250 atleti si sono lanciati lungo il percorso in un tripudio di colori, suoni, magia, non prima di aver ascoltato l’inno di Mameli e cosa più importante il dovuto minuto di raccoglimento per coloro che non son più, come Vito Frangione, cui la manifestazione porta il nome, un atleta, sportivo morto giovane, che, anche come dirigente, aveva portato l’atletica e altre iniziative sportive in una terra ancora troppo avara e ancora sorda al richiamo sportivo atletico, come del resto lo sono tanti altri posti della nostra penisola. In questo contesto che la sei ore si pone come collegamento fra storia, cultura, sport, volontariato. Tutti sono impegnati, la Pro Lco, il Comune, le associazioni dell’Alto Bradano, gli Amici di Ursone, la Protezione civile, la Croce Rossa e poi scultori e pittori, nonché espositori vari dei prodotti di una terra ricca e fertile. E mentre i grandi atleti inanellavano giro su giro, nella piazza gruppi folckloristici, scuole di ballo davano il meglio di sé, allietando accompagnatori e gente accorsa dai paesi vicini, perché tutti desiderosi di partecipare ad una festa senza tempo. Inutile dire che, se lo scorso anno il nome sulla bocca di tutti era l’inglese Richard Withehead che con le sue protesi sembrava trovarsi a suo agio, sull’asperita di un percorso non proprio piatto, quest’anno il nome più gettonato è stato quello di Ivan! Oltre a lui, una presenza importante fra tanti campioni: Cristian Sighel, Valsugana, ipovedente che ha corso affiancato dalla sua fidanzatina, Romina Ioratti, naturalmente senza cordino, per sei ore. Sono stati loro la coppia più acclamata, più applaudita. Non è voluta mancare Angela Gargano, reduce dalla 1.000 km di Atene, il marito Michele Rizzitelli, e poi gli atleti dell’esercito, con in testa Fabio Ricci, il forte atleta Saverio Giardiello. Sarebbero da menzionarli tutti, uno ad uno i partecipanti di questa edizione, come i tre ragazzi sordomuti capitanati da Vincenzo Perrone.
Passando all’aspetto agonistico e numerico, la maratona è stata vinta invece da Saverio Giardiello, atleta irpino, in poco meno di 3 ore, secondo posto per Fabio Ricci, terzo è stato Giuseppe Di Maio. La maratona femminile, infine, è stata vinta da Angela Latorre, con Alessandra Camassa e Wilma Chiarlone arrivate rispettivamente seconda e terza.
Naturalmente la sei ore è stata vinta da Ivan Cudin che, ad un successivo controllo dei bravissimi ed attenti cronometristi della DreamRunners di Perugia, risulta aver percorso 80,321 km. Secondo Valerio Fatatis, con 76,627 km e terzo Vito Intini, con 73,479 km. Vito è reduce dall’aver conquistato la miglior prestazione sulla 100 km corsa su un tapis roulant. Al femminile Luisa Zecchino, di Massafra, vince con 64,188 km percorsi, seconda l’atleta molisana Giovanna Zappitelli, con 59,893 km, terza la pesarese Chiara Zurli, con 58,269 km. Curiosità: tre atleti che hanno corso per la prima volta una sei ore e tutti e tre anno 1985, ovvero i più giovani in gara. La sei ore è stata salutata con i classici fuochi di artificio, mentre le premiazioni si sono protratte come in una festa senza fine fino a ora tarda.
Esternare gli elogi verso chi ti offre due giorni sospesi fra passato e presente, come a vivere una terza dimensione, a chi ti ha aperto la propria casa, il proprio ufficio, anche la biblioteca a disposizione, pranzo e cene per due giorni, e, per chi correva una minima spesa a fronte di un pacco gara che le migliori maratone si sognano di offrire ai podisti, fatto di prodotti locali, poi tavole imbandite per due giorni, vino a fiumi e tanto altro, uniti al benvenuto caloroso, alla disponibilità e cortesia di gente semplice che, senza tanti giri di paorle, ci hanno lascito tanti piccoli aneddoti su cui meditare una volta tornati a casa; tessere parole di elogio in questo contesto sembra semplice e scontato. Non ci sono parole, anzi una sola, forse banale: GRAZIE! Grazie per averci fatto vivere un sogno lungo due giorni. E’ questo il meraviglioso mondo della Genzano On The Road, di Gabriele Mazzoccoli e di Irene Franculli, del sindaco Nicola Vertone e il suo braccio destro, l’assessore Antonio Massaro, della Pro loco e di tutti coloro che si sono prodigati per questa magnifica festa. Un sogno e oltre al grazie, chiediamo a gran voce: non smettete di farci sognare!

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"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Però ciò che é importante non cambia;
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Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
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Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
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