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venerdì 17 giugno 2011

Torino-Roma No Stop: per sempre!

Ultramarathon - Ultra - Giugno 2011
Torino_Roma_No_Stop_2011“Per sempre...” E' l'ultima fatica di Susanna Tamaro, e anche l'ultimo libro che sto ancora leggendo che si intreccia nella vita vissuta. Un cammino interiore molto moderno e attuale, il cammino interiore di un uomo colpito da una tragedia più grande di lui. E' cosi la Torino-Roma, una corsa, un'avventura, un cammino esteriore ed interiore che, dal programma che avevamo in mano, era di 715 km, ma da alcuni rilevamenti dei GPS forse aveva qualche chilometro in più. Senza contare le salite, gli attraversamenti dei passi come quello del Bracco, ad un livello di 600 m e un D+ superiore. E' finita! Giovedì 9 giugno, una settimana dopo quel 2 giugno, ore 11 e qualche minuto di ritardo, mente in Piazza Castello a Torino, gli alpini suonavano l'alza bandiera, 17 intrepidi protagonisti partivano alla volta di Roma. Sono arrivati in 8 in Piazza del Popolo a Roma, che all'ultimo momento ha sostituito l'Altare della Patria, un sogno a lungo caldeggiato dai protagonisti: Antonio Tallarita, mercoledì 8 giugno, alle ore 14, si presenta per primo nella Piazza accompagnato dai suoi sostenitori venuti da Reggio Emilia, nella notte è arrivato Roy Pirrung, americano dal curriculum di ultramaratoneta impressionante. Alle ore 13 di giovedì 8 giugno è arrivato l'ultramaratoneta Aldo Maranzina, un'ora dopo la prima donna, Marinella Satta, già azzurra di ultramaratona negli anni a cavallo fra i '90 e il 2000. Qualche ora successiva giunge il maltese di Roma, Victor Vella, in serata, con qualche minuto di anticipo dello scadere del tempo limite dato dagli organizzatori, sono giunti in ordine: Paolo Aiudi, finanziere nella vita, la seconda donna, la trentenne Paola Pari, l'altro fratello Aiudi, Luca, poliziotto.
Sono loro tre i vincitori morali di questa avventura, soprattutto lo è la piccola grande Paola Pari, per la sua tenacia, forza interiore, per la costanza e capacità di sopportare il dolore. 715-720 km non sono uno scherzo, sono un cammino interiore che non lascia indifferenti. Un arrivo a Roma un po’ spartano per tutti tranne che per il primo e per gli ultimi. Il primo, Tallarita, perché seguito da molti suoi fan venuti da Reggio Emilia e anche da Roma, gli ultimi i fratelli Aiudi e Paola Pari, aiutati negli ultimi 50 km di questa lunga avventura dai loro amici del Marathon Truppen. Sono stati gli ultimi 50 km in cui hanno corso insieme a qualcuno, per il resto la loro lunga corsa è stata solitaria, senza aiuti che quelli forniti dagli organizzatori de Il Giro d'Italia Run di Torino.
Li abbiamo seguiti in questi lunghi 7 giorni, abbiamo fatto il tifo per loro, abbiamo sperato, perché quando si supera metà del cammino, ritirarsi è un verbo che non può esistere dal vocabolario. A partire con loro c'erano altri grandi atleti del calibro di Paolo Rovera, Fausto Parigi, l'ironman Vincenzo Catalano, Pietro Frendino, Vasile Frigura, Giovanni Giuliano, Fortunato Grillo, Nicola Adamo e l'ideatore-organizzatore, Enzo Caporaso, l'ultimo a ritirarsi. Tutti loro compreso i ritirati sono gli eroi della Torino-Roma No stop 2011.
La Torino-Roma è stata una delle più belle e affascinati avventure vissute su suolo italico in questo anno: ci vuole una buona dose di capacità e freddezza e anche “pazzia” a inventarsi una gara simile, a metterla in piedi senza sapere, ma ci vuole ancora più dose di “pazzia”, incoscienza, a mettersi in cammino per 720 km, e non tutti erano forniti di personale assistenza. A parte l'organizzatore Caporaso, la Satta e Tallarita, gli altri, nessuno di loro aveva alcuna personale assistenza. Ed è qui che entra in gioco l'organizzazione: 13 check-point posti lungo il cammino fra i 50 e gli 80 km di distanza l'uno dall'altro, attraverso quattro regioni, il Piemonte, la Liguria, la Toscana, il Lazio.
Sono gli eroi di questa lunga avventura, i decani delle lunghissime distanze, l'americano Roy Pirrung e Aldo Maranzina, esperti delle gare oltre 48 ore, gli altri alla loro primissima esperienza, tranne che per lo Spartathleta Tallarita, gli altri avevano solo nel curriculum la 24 ore e alcuni la Nove Colli, come i tre magi solitari gli Aiudi e la piccola Pari, peraltro senza neanche finirla. L'eroina, la vincitrice morale di questa avventura la trentenne Pala Pari, partita con le vesciche ai piedi e finirla senza piedi su cui riversare le proprie lacrime di gioia.
Ma ci sono altri eroi di questa splendida avventura che ha visto il sole nascere e tramontare diverse volte, per compagnia solo le stelle del cielo e a volte anche la pioggia, l'oscurità della notte neanche rischiarata dalla luna a condurre i viaggiatori verso la meta.
Ci sono altri eroi in questa splendida avventura, e sono i 15 volontari al seguito della carovana. Ci sono altresì due eroine che hanno dato tutto se stesse affinché tutto andasse per il meglio, due eroine senza la quale questa avventura non era e sarebbe tale, la conditio sine qua non. Sono due fiori nel deserto che rispondono al nome di Cristina Borra, avvocato nella vita e Tiziana DeMaria, tra l'altro anche la portavoce, l'ufficio stampa della manifestazione e delle altre manifestazioni organizzate dal Il Giro d'Italia Run. Per loro due, cosi come per gli altri volontari non ci sono parole e frasi sufficienti per ringraziarli e le lacrime di Tiziana a fine avventura forse dicono tutto. Insieme a loro ci sono stati volontari dal cuore grande, incommensurabile, non hanno dormito molto in qusta lunga settimana, spostandosi da un check-point all'altro, mentre le due eroine erano sempre per strada notte e giorno a macinare chilometri con le loro macchine strapiene di ogni genere di conforto. Non ci sono parole per la loro tenacia, la loro passione, la dedizione, la loro grande umanità, cosi come per gli altri, Giannina (colei che mi ha regalato la bella maglia della 24 ore di Torino, a Livorno prima di tornare a casa, alla vita di sempre), Paola, un'altra grande del gruppo, pronta a soddisfare ogni piccola o grande richiesta e poi Giorgio, Domenico, Vito, Emilio e tutti gli altri di cui non ricordo i nomi. Perché se è vero che “Nessuno si salva da solo”, sono loro, insieme ai magnifici otto vincitori, gli eroi di questa grande avventura in mezzo al deserto delle nostre strade, talora affollate, talora trafficate, talora solitarie.
Alla fine, tutti felici i protagonisti di questa memorabile avventura, ancora da raccontare, tutti dimentichi delle sofferenze patite, al telefono Marinella Satta dice: “Ora so quali sono i miei limiti” così le fa eco Paolo Aiudi, che nella vita è stato colpito da una tragedia quasi simile a quella del protagonista del libro di Susanna Tamaro.
La Torino-Roma è giunta al termine, con la festa finale nella bella Piazza del Popolo a Roma, ma la sua eco rimarrà nel nostri cuori “Per sempre...”

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"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
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Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
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Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

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