Il cielo d'Irlanda si tinge d'argento per gli azzurri
Sembra un gioco di parole, ma quello che è successo a Connemara è soprattutto un gioco di colori.
Azzurro
Questo
fantastico gruppo ha saputo vestire l’azzurro con umiltà,
determinazione e passione, ma anche con professionalità e tecnica.
La
maggior parte di questi ragazzi erano matricole al loro esordio in
nazionale, fatta eccezione per Cecilia Mora, Cristina Zantedeschi,
Francesco Caroni e Lorenzo Trincheri.
Argento
Sono
arrivate tre medaglie, tutte d’argento. Quella di Cecilia Mora, dopo
due anni dalla vittoria iridata a Serre Chevalier, ha un peso specifico
notevole. Non è facile confermarsi sul podio della competizione più
importante, soprattutto se sono passati anche due anni. Cecilia ci è
riuscita, con serenità ed esperienza, due qualità che in qualche modo ha
trasmesso a tutti i suoi compagni di squadra. Le altre medaglie
d’argento, quelle della squadra femminile e della squadra maschile, sono
pesanti per il movimento italiano, perché hanno dato uno spessore ed un
riconoscimento all’UltraTrail. Gli atleti che hanno voglia di sfondare
in questo movimento ora sanno di poter contare su delle certezze.
Verde
Se
è vero che il verde simboleggia l’Irlanda, ricorderò soprattutto questo
colore abbinandolo al vestito tutto verde che Ilaria (ndr Fossati) ha
indossato appositamente per venirci ad accogliere all’aeroporto di
Bergamo al nostro rientro. La sua è stata una testimonianza personale e
personalizzata dell’affetto che c’è per questa rappresentanza del gruppo
di ragazzi UltraTop, al quale Ilaria, Nicola Tiso (il grande capo) e
Sara Valdo stanno dedicando tempo, passione e competenza.
Bianco
Qualche
capello bianco c’è l’ha anche lui tra i suoi famosi riccioli. Enrico
Vedilei, il Vichingo, ha creduto in questi ragazzi da subito. Si è fatto
dare una mano da persone fidate e veramente in gamba, primo fra tutti
Roberto Beretta. Da tempo Enrico mi confidava che era difficile fare
delle scelte in Italia, tanti sono i protagonisti di un certo spessore,
anche perché non era per niente sicuro che il percorso di Connemara
fosse così facile, come veniva anticipato. Ma alla fine non ha sbagliato
nulla. Ha dato fiducia ai suoi ragazzi, ricevendo tutto quello che
potevano dare.
Rosso
Rosso
come il cuore che hanno dimostrato tutti gli assistenti che hanno
lavorato e collaborato per la trasferta e per l’assistenza. Le capacità
organizzative di Nicola hanno saputo amalgamare l’entusiasmo dei
massaggiatori Stefano Punzo e Francesco Damiani, ma anche lo spirito
volontario di amici e familiari, quanto mai apprezzato e soprattutto
molto professionale. Gregorio Zucchinali, il gran Presidente della Iuta,
ha più volte ringraziato tutti formalmente per il super lavoro fatto e
l’ho visto più volte emozionato.
I sogni hanno colore?
Non
lo so, ma di certo so che questo è un sogno diventato realtà. L’ho
sentito dire spesso nel dopo gara. Ma altri sogni arriveranno ancora e
non bisogna aver paura di sognare. Qualcuno c’ha anche provato in gara.
Silvano Fedel, quinto all’arrivo, è arrivato durante la gara anche fino
al secondo posto, subito dopo il passaggio dei 60 km. Ed ha fatto
benissimo a provarci. Ci abbiamo provato anche noi a sognare all’arrivo,
nel vedere scorrere sul tabellone la sua progressione e poi ad
apprendere da Nicola, via sms, che era secondo.
Oro
Enrico
ha vissuto a Torhout nel 2002 un esperienza che gli ha segnato
profondamente e positivamente la sua carriera sportiva. L’oro di Mario
Fattore nel Campionato del mondo della 100 km era venuto in quella
serata un po’ a sorpresa. Enrico si trovava sul terzo scalino del podio
assieme ai compagni di squadra e sognava un domani tinto del metallo più
prezioso. Per anni ho tenuto quella foto nel mio desktop del PC. Aveva
ragione Enrico a sognare. L’anno successivo a Taiwan arrivarono quattro
medaglie d’oro, due individuali su due e due di squadra su due.
Permettemi
ora un grazie mio personale. L’impegno che ho preso all’inizio di
questo mandato quadriennale, sia in ambito tecnico in Federazione, sia
in seno alla Iuta, sembra talvolta essere pesante ed anche eccessivo. Le
difficoltà emergono quando previsto, ma talvolta vengono anche dove
meno te le aspetti. Ma una cosa era sicura all’inizio e a maggior
ragione dopo questa esperienza fantastica. So di poter contare
sull’appoggio di un sacco di amici. Amici fidati e competenti, siano
essi dirigenti, siano essi tecnici, siano essi atleti UltraTop, siano
essi semplici amatori partecipanti di questo mondo, un po’ d’altri
tempi, dell’Ultramaratona.
Stefano Scevaroli
dal sito www.iutaitalia.it
foto di Nicola Tiso






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