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NON LI AVETE UCCISI, LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE! [23 MAGGIO 1992 - 23 MAGGIO 2012]

lunedì 11 luglio 2011

Un bimba cresciuta come un cane!

Bimba come un cane E' solo il triste simbolo di un’Italia incapace...


Choc a Bari: sette anni, figlia di genitori problematici, la piccola non parla ma abbaia. Assistenti sociali e scuola non l’hanno aiutata. La piccola ora vice in una casa famiglia e si esprime a gesti. E il pm non trova colpevoli...


Il magistrato si è arreso. Ha fallito anche lui. La bimba, nove anni, non sa ancora parlare. E non può sporgere denuncia. Senza denuncia non si possono perseguire i genitori per il reato di abbandono di minori. Dunque, ha deciso il pm della Procura di Bari Angela Borea, archiviamo. Mancano le prove. Mancano i capi d’imputazione e gli indagati. A giorni si pronuncerà il giudice per le indagini preliminari. E si aspetta, ancora increduli. Intanto un fatto è certo: l’archiviazione sarebbe la certificazione definitiva del fallimento, un’autodenuncia d’impotenza del sistema giudiziario. Dei magistrati. Ma nella raccapricciante storia che ha per protagonista una disgraziata famiglia del quartiere Carrassi di Bari, il fallimento del tribunale è solo l’ultimo in ordine di tempo. Prima del magistrato, infatti, hanno fallito assistenti sociali, psicologi e maestri. Una débâcle senz’appello di tutte le istituzioni dello Stato: scuola, servizi sociali, magistratura. Il fallimento di un’intera comunità. Solo così si spiega la storia di degrado e abbandono che stiamo per raccontarvi. Una storia raggelante. Rimasta confinata in ambito locale e venuta alla ribalta dei media nazionali solo ora che il Pm della Procura di Bari ha deciso per l’archiviazione. Perché si sa, quando manca il delittaccio che sfruculia morbosità e audience, telecamere e reporter non si scomodano. 
Una storia incredibile nell’Italia del Terzo millennio, che è un atto d’accusa contro tutte le istituzioni. E, in un certo senso, contro tutti noi senza troppe distinzioni, che queste istituzioni abbiamo prodotto. 

Ora la bambina ha nove anni, vive in una casa famiglia, va a scuola e mangia seduta a tavola. Ma anche adesso, come quando fu trovata nell’ottobre del 2009, non sa parlare. Si esprime a gesti. Mima la violenza subita. Chissà per quanto tempo e da chi. Sono i suoi stessi genitori a dare l’allarme. Non trovano più la loro figlia, pensano sia scappata. Chiamano il 112 e il 113. Il papà, 57 anni, è invalido civile, disoccupato e privo di reddito. La mamma, 46 anni, ha problemi psichici e una piccola pensione con la quale non riesce a mantenere la famiglia. Quando arrivano gli uomini del Pronto intervento sono costretti ad avviare le ricerche a lume di candela perché la luce elettrica è stata tagliata causa morosità. 

I genitori non sanno descrivere la figlia, né ricordano che abiti indossi. Alla fine la bimba viene trovata dentro un armadio. Addormentata vicino al suo cagnolino. In mezzo a escrementi, materassi sporchi, avanzi di rifiuti. Ma lo scenario si fa ancora più sconvolgente quando gli uomini del 113 cercano di farsi raccontare i fatti. La bambina non parla. Abbaia. Si comporta come il suo cane, l’essere vivente che le è stato più vicino. Anche lei mangia da una ciotola posata sul pavimento. Non è difficile immaginare lo sconcerto che avrà colpito i soccorritori. Mentre è inspiegabile il comportamento degli addetti ai servizi sociali e d’igiene mentale che già assistevano la famiglia con visite qundicinali nell’appartamento dei Carrassi. Possibile non si fossero accorti di nulla? E se sì, perché non hanno tolto la bambina ai genitori? Ci vorranno delle risposte su questo. E si attendono risposte anche dall’istituzione scolastica. Aveva contezza dell’esistenza di questa bambina? Si è mai accorta della sua assenza? È successo a Bari, una delle città più moderne del Mezzogiorno. Non nella campagna sottoproletaria di Avetrana.
Dopo il ritrovamento la bambina è stata ricoverata in ospedale per sospetta scabbia e pidocchi....

.............. a qeusto articolo non ci sono davvero parole, invece di pensare a riempire le tasche dei soliti con las cusa solidale, perchè non pensiamo a chi ha davvero bisogno.. facile tirar dalla giacchetta 5 euro-10 euro..poi se tendi una mano chiedendo un aiuto, la risposta è negativa ! gli stessi che un attimo prima si sono riempiti la bocca sulla solidarietà ... interroghiamoci prima...

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"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Se non puoi correre, cammina...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
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Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

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