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B E N V E N U T I nel blog di corsa più consultato, criticato, invidiato, amato, odiato, copiato... compresi gli errori! Un blog trasformato in piccolo sito, strumento di informazione di un mondo quello del running e dell'atletica molto vasto e ancora ignoto ai più...
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lunedì 23 maggio 2011

Nove Colli Running 2011: stravince Ivan Cudin, il sogno continua!

14^ Nove Colli Runnig: Stravince Ivan Cudin!
E' appena calato il sipario sulla 14esima Nove colli Running e, in attesa delle classifiche, dei comunicati, dei racconti dei protagonisti, qualche pensiero sparso sul vincitore di questa edizione e sugli altri protagonisti. Ivan Cudin ha stravinto con un tempo eccezionale, tanto da sorprendere lo stesso Patron Mario Castagnoli....


Nove Colli Running 2011: stravince Ivan Cudin, il sogno continua!

La grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli porta il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste”
E’ una frase tratta dal bellissimo libro di Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, ed è la prima frase che mi viene in mente oggi, pensando alla grandezza di talune persone, dopo l’ennesimo gioiello messo a segno dall’immenso Ivan Cudin! Si è appena conclusa la 14^ NCR Nove Colli Running 2011, per molti “il sogno”, per alcuni si è realizzato, per altri questo sogno è solo rimandato, per altri ancora ci penseranno perché vivere di taluni sogni è indispensabile quasi quanto l’acqua che si beve, l’aria che si respira. Kalil Gibran diceva: “Fidatevi dei sogni, perché in essi si cela la porta dell’eterno…”.
Il vincitore della Sparathlon, che, fino allo scorso anno era andato sui colli romagnoli per dare “un aiuto” a chi ne aveva bisogno, soprattutto a Mister Nove Colli, Mario Castagnoli, un pioniere, un uomo che ha contribuito a creare il mito dell’ultramaratona in Italia prima, colui che ha creato “il sogno”, la NCR Nove Colli Running; il vincitore della Spartathlon orfano del mondiale di 24 ore, annullato, decide all’ultimo di provare l’ebbrezza di accarezzare il sogno, dopo che ha ben sfatato il mito in quel di Sparta, lo scorso settembre 2010.
Sulla scia della Nove colli ciclistica, la NCR andò in scena per la prima volta nel 1998 con appena 5 partecipanti, compreso il Castagnoli! Nel 2011 gli iscritti sono stati 120 fra cui 113 partenti, ma per molti l’arrivo da “uomo di acciaio” rimane un sogno. Se la Spartathlon , 246 km da Atene a Sparta attraverso l’ostico Peloponneso, è chiamata “mito”, la NCR è definita “il sogno”. Un sogno che molti ultramaratoneti, anche ultratrailer, e sempre più amatori delle medie-lunghe distanze vogliono vivere!  

Non doveva esserci l’eroe di Sparta, ma sabato mattina si è presentato, con la sua umiltà, il suo sorriso, la sua modestia, pettorale 114, la sua insostituibile canotta azzurra, senza scritte, semplice, semplicemente azzurra come la volta celeste che Atlante portava sulle spalle! Niente di più, quella canotta in cui ti puoi specchiare, semplice, schiva umile come la persona che l’indossa! Dopo appena 50 km si capisce subito che oggi non ce n’è per nessuno, neanche per i francesi accorsi in buon numero in questo lembo di terra romagnola, o lo svizzero, o lo svedese, o addirittura per il finlandese. No, non ce n’è per nessuno! Ci ha provato Remo Lavarda a stargli accanto fino al Barbotto, 4° colle, al km 84.400, una sorta di prima vera tappa dove molti dei 100 e più partenti si sono ritirati. Dopo, l’ingegnere con le scarpette ai piedi e le ali dietro la maglietta azzurra, si è involato su e giù verso gli altri colli e nessuno l’ha più rivisto...se non all'arrivo, ad attendere gli altri! Ha fatto fatica il buon Mario Castagnoli a “correre” giù per dargli una “parvenza” dignitosa di vero arrivo, perché lui, l’uomo del sorriso, l’eroe di Sparta, senza volere, in silenzio, se n’è andato diritto per la sua strada, solo con i suoi pensieri, lui e le stelle del cielo, l’eroe con l’immensità dell’oscurità rotta solo dal fascio di luce dell’apripista. E non era ancora l’alba quando Ivan ha imboccato il viale di Cesenatico fino all’arrivo: il crono? 202 km in 18 ore 26minuti 7 secondi! Il secondo miglior tempo in assoluto mai realizzato in 14 edizioni, l’unica eccezione del francese Jean Jacques Moros che, nel 206, realizzò lo stratosferico tempo di 18 ore 8 minuti 22 secondi. All’eroe di Sparta, ora anche il nuovo eroe della NCR solo 18 minuti lo hanno separato dal nuovo record! Erano le 6 e 26 minuti di domenica mattina, con il sole che si stava appena svegliando e con esso i sogni di molti dei rimasti in gara! Marco Bonfiglio arriverà dopo 3 ore, 21h35’’33’’, lo svedese Michael Andersen terzo dopo 22h35’. Quarto Marco Baggi, mentre prima donna, la francese Brigitte Beck, partita fortissima con in testa di frantumare il record di Martina Juda, si è fermata nel cuore della notte, arrendendosi a quei nove colli che non perdonano. Riprenderà la strada dopo lunga crisi, e giungerà 11esima assoluta in 27h4’30’’.Ma la sorpresa più grande l’ha fornita la seconda donna, e prima italiana, la piemontese lady di ferro, Giancarla Agostini, nota agli ultratrailer e agli addetti ai lavori per la sua costanza, grande caparbietà e senso della misura. Non si prepara Giancarla, parte e va anche lei “dove la porta il cuore e la testa”, incurante e sprezzante del pericolo, e, fedele al suo agnosticismo, allergica a qualunque tipo di preparazione pre-gara. Una tosta! E questo secondo posto se lo meritava proprio tutto!
C’è festa per tanti, per tutti, Antonio Mammoli toscano, ha portato tranquillamente a termine la sua decima NCR, anzi portando con determinazione e senso di amicizia, un amico al traguardo. Era questo il suo obiettivo dichiarato alla vigilia e così è stato. Alcuni di questi amici non ce l'hanno fatta a terminare tutti i 202 km del percorso, Stefano Santarini sì. Un aneddoto che difficilmente sarà confermato dall'interessato: oltre ad aver fatto un bel pezzo del percorso con quel giullare reggiano che è Ciro Di Palma, pare che, Mammoli, a pochi chilometri dall'arrivo, è stato visto steso sull'erba a schiacciare un pisolino insieme al suo amico Alessandro Papi, per poi rialzarsi all'arrivo di altri amici, e giungere tranquillamente al traguardo. Parliamo di un uomo che la NCR l'ha vinta, oltre ad altri importanti piazzamenti. Di ognuno dei finisher della Nove Colli si potrebbe raccontare la propria personale storia, il proprio sogno di completare questa considerata da tutti, una delle più dure gare al mondo, più dura della Spartathlon, che, seppur più lunga di ben oltre un'altra maratona, è meno dura dal punto di vista muscolare. Chiunque abbia portato a termine le due prove, “il mito” e “il sogno”, concordano con questa tesi. E poi gli altri: Daniele Cesconetto, Gianluca Belardini, l'atleta di casa Andrea Galimberti, il romano Francesco Accarino e poi il toscano amiatino Massimiliano Taliani, addirittura 13esimo assoluto, un risultato di prestigio per lui!

Riporto un passaggio rilevante scritto sulla bacheca di Ivan su FB da un amico: Dai Ivan! la serenità con la quale affronti queste imprese mi fanno sempre pensare che "un mondo diverso è possibile". Bellissima! Un mondo sportivo ove non ci sono speculazioni, ove c'è passione, amore per ciò che si fa, sopratutto dove tutti sono e tutto è pulito!

Meditavo oggi sulla grandezza dell'uomo, ho cosi scritto nell'incipit di questa mia, da Kundera e a un libro tutto da riscrivere: “La... sostenibile leggerezza dell'essere!” al poeta Gibran e ai suoi sogni, alla filosofia di Heidegger, “La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca”.
Nei prossimi giorni ci sarà modo di leggere e continuare a seguire questa impresa, “per molti, ma ancora non per tutti”, con i vari comunicati, i racconti dei protagonisti che di sicuro arriveranno, le classifiche finali, ma intanto godiamoci ancora una volta il sogno che ci ha regalato l'uomo dal sorriso di fanciullo, dalla maglietta azzurra senza scritte ove, di notte, attraverso puoi guardarci le stelle. “Non è difficile arrivarci, basta avere un cuore pulito”
Denise Quintieri

Cosa c'è da vedere al cinema?


 
VENERDÌ 27 MAGGIO
SABATO 28 MAGGIO
DOMENICA 29
MAGGIO

PRIMA VISIONE
ore 21.00
IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA(Le gamin au vélo)
Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne (Francia 2011) 87'
Il dodicenne Cyril ha una sola idea fissa: ritrovare il padre che l'ha momentaneamente affidato a un istituto per minori. Il ragazzino stringe amicizia con Samantha, una parrucchiera che decide di portarlo a casa con sé nei fine settimana, ma Cyril non vuole l'amore di Samantha perché continua a sognare il ritorno del padre.
“Questo film può essere paragonato a una favola – afferma Jean-Pierre Dardenne – ad un certo punto uno dei titoli di lavorazione era proprio ‘Una favola moderna’. Ci sono tutti gli elementi: il ragazzino che è una figura tra Pinocchio e Cappuccetto rosso, il lupo cattivo nella foresta e poi c’è la fata buona che con il suo amore tenta di salvare il protagonista”.
Film vincitore ex aequo del Grand Prix al Festival di Cannes appena concluso
vedi trailer
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LUNEDÌ 30 MAGGIO
GLI INVISIBILI
ore 21.00
BEYOND
Pernilla August (2011) 95’
Lena ha lottato tutta la vita per dimenticare il dolore di un’infanzia difficile, ma una telefonata dall’ospedale della sua città natale che la informa che la madre è in fin di vita la costringe ad affrontare il proprio passato. Opera prima di Pernilla August, attrice scoperta da Ingmar Bergman che la volle in Fanny e Alexander.
vedi trailer
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MARTEDÌ 31 MAGGIO
ore 21.00
IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA(Le gamin au vélo)
Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne (Francia 2011) 87'
Il dodicenne Cyril ha una sola idea fissa: ritrovare il padre che l'ha momentaneamente affidato a un istituto per minori. Il ragazzino stringe amicizia con Samantha, una parrucchiera che decide di portarlo a casa con sé nei fine settimana, ma Cyril non vuole l'amore di Samantha perché continua a sognare il ritorno del padre.
“Questo film può essere paragonato a una favola – afferma Jean-Pierre Dardenne – ad un certo punto uno dei titoli di lavorazione era proprio ‘Una favola moderna’. Ci sono tutti gli elementi: il ragazzino che è una figura tra Pinocchio e Cappuccetto rosso, il lupo cattivo nella foresta e poi c’è la fata buona che con il suo amore tenta di salvare il protagonista”. Film vincitore ex aequo del Grand Prix al Festival di Cannes appena concluso
vedi trailer
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MERCOLEDÌ 1 GIUGNO
GLI INVISIBILI
ore 21.00
THE WARD - IL REPARTO
John Carpenter (2011) 88’ v.m. 14
Kristen è rinchiusa in un ospedale psichiatrico senza sapere il motivo per il quale vi è finita, e senza avere alcuna memoria della sua vita precedente. La sola cosa che sa è che non è al sicuro e che le cose non sono come sembrano. A inizio anno avevamo ospitato la rassegna dedicata a Carpenter e non potevamo non proporre il suo ultimo film uscito ad aprile solo in multisala.
vedi trailer

domenica 22 maggio 2011

4^ Sei ore e Maratona di Curinga, sabato 30 luglio 2011

4^ Sei ore e Maratona di Curinga, sabato 30 luglio 2011
 
Sabato 30 luglio 2011 si svolgerà la 4^edizione della Sei ore e Maratona di Curinga, per le vie della ridente cittadina calabrese. E una di quelle manifestazioni organizzate più con il cuore e la passione ed offrono sia agli atleti, sia agli accompagnatori, motivi per vivere uno o due giorni alla riscoperta di valori genuini, fatti di piccole cose. Il calore che trasmettono manifestazioni come la Sei ore di Curinga, lascia una traccia indelebile sulla propria pelle per molto tempo. Di seguito un primo comunicato stampa sull'evento...



4^ Sei ore e Maratona di Curinga, sabato 30 luglio 2011 - com. Stampa n.1
Sono aperte le iscrizioni alla 4^ edizione della Sei ore e Maratona di Curinga, che si svolgerà, nella ridente cittadina calabrese, sabato 30 luglio 2011.
La sei ore e Maratona di Curinga è una idea di Giovanbattista Malacari, direttore amministrativo didattico nella vita, podista delle lunghe distanze nei giorni di festa. La manifestazione viene organizzata sotto l'egida della ASD Villa De Sanctis di Roma, società cui fa parte il Malacari. Tuttavia nel marzo 2011 è ufficialmente nata la ASD Podistica Curinga, pertanto oltre al "padre vero", la manifestazione assume un significato ancor più rilevante per la piccola cittadina calabra, in quanto l'organizzazione materiale è anche a carico della nascente società. Un modo per rendere partecipi ed unire le realtà esistenti sulla piazza, valorizzare al massimo le risorse del territorio.
Curinga, è un piccolo e tranquillo comune della provincia catanzarese, fa parte del circondario del lametino, ha una storia millenaria, le sue origini affondano nel neolitico, per poi proseguire con il periodo della Magna Grecia. Il patrimonio archeologico è tanto rilevante quanto seminascosto e semisconosciuto. Fiorente fu fino a qualche decennio fa la produzione e la lavorazione della seta e del lino e i telai producono ancora capi pregevoli.
La Sei ore di Curinga ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dalla IAU, l'International Association Ultramarathon, il maggior organismo internazionale in fatto di ultramaratone: il Bronze Label, che viene conferito alle manifestazioni che eccellono per qualità d percorso, di servizi offerti e per l'organizzazione.
Quest'anno la Sei ore sarà valida come Campionato Italiano IUTA di specialità, inserità altresì nel 9° Trofeo Gran Prix IUTA e valido per la 3° prova del Challenge di specialità IUTA 2011. Il percorso di gara si sviluppa nel centro storico e per le vie cittdine del piccolo borgo calabro, su un circuito omologato di km 3,605m.
QUOTE D’ISCRIZIONE
€ 30 fino a sabato 23 luglio 2011 - € 40 fino a giovedì 28 luglio 2011
QUOTE AGEVOLATE
Per i fedelissimi (coloro che hanno fatto tutte le edizioni): € 18,00 (sconto del 40%)
Per gli scritti al Club Super maratoneti e ai Nobili: € 20,00
Agli atleti e accompagatori saranno offerti il pasta-party al sabato, il 30 luglio, alle ore 13 e a fine gara alle ore 0.30 cena party in piazza. Mentre domenica 31 luglio pranzo presso un ristorante convenzionato, dietro contributo di 10 euro pro capite, da versare al ritiro del pacco gara.
Sabato 30 luglio e domenica 31 luglio agli atleti ospiti che pernotteranno presso la palestra comunale, sarà offerta la colazione, dalle ore 7 alle ore 9 presso i bar convenzionati.
A tutti gli iscritti ricco pacco gara contenente abbigliamento sportivo, prodotti alimentari, e gadget vari.
Come raggiungere Curinga?
Per chi viene in macchina
Autostrada A3 – Salerno – Reggio Calabria,
da Nord: uscire a Lamezia Terme, proseguire direzione Aeroporto, direzione Reggio Calabria (SS18), dopo circa 15km bivio per CURINGA;
da Sud: uscire a Pizzo, proseguire direzione Catanzaro e seguire le indicazioni per CURINGA
Per chi viene in treno
Scendere alla stazione di Lamezia Terme Centrale e, dietro prenotazione, navetta per Curinga a cura dell’organizzazione
Per chi viene con l’aereo
Aeroporto di Lamezia Terme e, dietro prenotazione, navetta per Curinga a cura sempre dell'organizzazione.
Per tutte le altre info: GiovanBattista Malacari Telefono: 3311110501 - 3924785310 -sito web: www.curingamarathon.it - E-mail: ma.gianni@yahoo.it
Denise Quintieri
Ufficio Stampa – Sei ore e Maratona di Curinga

IVAN CUDIN VINCE LA 14^ NCR 2011!

14^ NCR Nove Colli Running 2011: diretta live! IVAN CUDIN VINCE!
Alle ore 12 di sabato 21 maggio è partita la 14esima ediz. della Nove Colli Running 2011. Gli iscritti 120, partenti dovrebbe essere 113. I primi 21 km sono a passo lento tutti insieme, un modo diverso di concepire la corsa. Alle ore 14 il via dalla frazione Settecrociari,
IVAN CUDIN VINCE LA 14^ EDIZIONE DELLA NCR 2011!

 sabato 21 maggio

Ore 12. Partiti in 113 
Ore 14. Dopo 21 km partenza libera! In evidenza, Accarino, villa de sanctis Roma, Remo Lavarda...  

Ore 15.00. Dopo quasi 40 km in evidenza a guidare il gruppo, Ivan Cudin, Remo Lavarda. Staccato a circa 20' Francesco Accarino di Roma, segue lo svizzero Eusebio Bochon. Fra le 12 donne iscritte (record della corsa), in testa Brigitte Bec a quasi 9 minuti dai primi
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Domenica 22 maggio
ore 07.00  IVAN CUDIN VINCE LA 14ESIMA EDIZIONE DELLA NCR, il suo tempo 18ore26minuti7secondi
Il record della gara rimane a 18ore08minuti
ore 16.00 Per MARIO CASTAGNOLI, patron della manifestazione, questa è la più bella ed esaltante edizione!...
classifica provvisoria
1-CUDIN IVAN  18H26'7''
2-BONFIGLIO MARCO  21'35'33''
3-ANDERSON MICHAEL   22H15'48
4 BAGGI MARCO  22H40' ?
5 SAINT MARTIN LAURENT
6 BOCHON EUSEBIO
7 CESCONETTO DANIELE
8 BELARDINI GIANLUCA
9 JUMISKO JUTTA
10 PALLARUELO JLLES
11 BECK BRIGITTE - 1^ DONNA - 27H04'30''
12 CONRAUX EMMANUEL
13 TALIANI MASSIMILIANO
14 LIEVORE SILVIO
15 BUSETTI FABIO
16 GALIMBERTI ANDREA
17 CARLI CLAUDIO
18 DI PALMA CIRO
19 AGOSTINI GIANCARLA - 2^ DONNA - 1 ITALIANA
20 SANTARINI STEFANO
21 MAMMOLI ANTONIO
22 ACCARINO FRANCESCO
23 ALDOVINI ROBERTO

1^ 50km lungo il Mare, Vallecrosia-Bordighera (IM): vince Zenucchi!

Si è volta in quel di Bordighera e Vallecrosia, in provincia di Imperia, la 1^ edizione della 50 km lungo il mare, su un percorso di km 6,250m da ripetersi 8 volte. La gara partita alle ore 10.00 di sabato 21 maggio ha visto trionfare fra gli uomini Emanuele Zenucchi, che ha chiuso in 3h16'. Al secondo posto Andrea Anselmi, 3h24, Paolo Panzeri terzo 3h48, Vincenzo Tarascio quarto 3h55. Per la IUTA presente Gregorio Zucchinali, Presidente IUTA, mentre la IAU presente il delegato Bonnifait. Prima società Runners Bergamo. Di seguito la classifica definitiva

Antonio Mammoli alla Nove colli Running 2011

Antonio Mammoli alla Nove colli Running 2011
Sabato 21 maggio parte la 14^Nove Colli Running nota nella sua abbreviazione di NCR, la più importante manifestazione nel panorama delle ultra italiane. La NCR nasce da uno dei più forti pionieri delle ultramaratone italiane, Mario Castagnoli, tre volte maglia azzurra. La NCR parte dal porto di Cesenatico a attraversando molti colli dell'Appennino romagnolo. Sono previsti 3 traguardi: “La Montagna“ in cima al Barbotto, corrispondente al 4° colle, al km 84 dove è posto anche l’arrivo della 7^ prova del Grand Prix IUTA; “La Roccia“ al km158 di Ponte Uso ; “Uomo d’acciaio“ alla fine dei 202 km.
Alla sua decima partecipazione ci sarà anche quello che è definito il "pioniere" delle lunghe distanze in Toscana: ANTONIO MAMMOLI, più e più volte azzurro della 24 ore, un curriculum da ultramaratoneta davvero impressionante che spazia dalla semplice 50 km, alla 24 ore, alla 100 km, e non si è neanche fatto mancare una partecipazione all'ultratrail per eccellenza, la UTMB. Fra gli ultimi punti messi a segno, il terzo italiano assoluto all'ultimo mondiale di Gibilterra. Anche se non faceva testo nella classifica degli assoluti, visto che partecipava al mondiale "master", ove è riuscito a strappare un 4° posto di categoria. Ad Antonio Mammoli, ormai ultracinquantenne, manca un solo sigillo per completare una carriera splendida: la Spartathlon!.. Ci sta pensando Mammoli, ma intanto, sabato 21 sarà alla partenza della sua decima partecipazione a questa affascinante avventura chiamata NCR. Ricordiamo che Antonio mammoli, questa gara per "uomini d'acciao" l'ha già vinta nel 2008, ha poi collezionato, due secondi posti, una volta terzo, due volte quarto. Insomma, è sempre stato un protagonista per eccellenza in questa meravigliosa avventura. Ci sarà anche stavolta Antonio e, mentre gli altri si "arrabbattano" a fare previsioni che lo vedono protagonista, lui Antonio, non se ne cura, in quanto il suo obiettivo sarà aiutare alcuni amici che si cimenteranno per la prima volta in questa impresa e poi, arrivare al traguardo. E' questa la forza di Mammoli: lui non corre per se stesso, bensì per gli altri. E' grazie a lui che molte persone in Toscana hanno cominicato ad interessarsi delle Ultramaratone, è grazie a lui che la gente pian piano timidamente ha cominciato a chiedersi: "se lo fa lui, perchè non io?". In un contesto come la Toscana, ove, Pistoia-Abetone a parte e la classica 100 km del Passatore, per il resto chi corre le ultra al di sopra dei 42 km, è ancora considerato "un pazzo", "uno o una che non c'è proprio tutto/a con la testa!"
Abbiamo chiesto ad Antonio di dirci le sue impressioni generali su questa sua decima partecipazione, ed ecco la risposta del campione toscano:
"La storia delle mie NCR, inizia nel lontano 2000, quando insieme ad Alessandro Papi provammo a portare a termine questa bellissima e durissima gara".
Il nostro vanto è essere stati i primi a portare l'ultramaratona oltre i 100km a Prato e in generale in Toscana. A volte quando corro con Alessandro parliamo di come adesso le cose siano molto pù facili di 11 anni fà, sì i km sono gli stessi, ma il sentirne parlare e sapere un pò alcune cose sulla gara già dapprima, documentarsi, confrontarsi, guardare tabelle, planimetrie, percorsi ecc.ecc., fà in modo che atleti facciano il salto alle ultra prima e poi dai 100 ai 200 km con più naturalezza e meno timore.
Il movimento ultra è cresciuto in questi anni , ricordo la mia prima NCR nel 2000, eravamo poco più di 10 partenti e adesso hanno ampiamente superato i 100 iscritti già da qualche anno.
Ricordo passo passo tutte le mie edizioni alla Nove Colli Running, le più sofferte, le più gioiose, le più allegre, ogni anno una nuova storia ma sempre bellissima.
E' stato il mio primo amore ultra, dalla NCR in poi sono riuscito a fare tantissimi km , molte gare, ho molte soddisfazioni e ho versato molte lacrime di gioia .
Anche in questo 2011 sarò alla partenza con alcuni "amicissimi" e cercheremo di arrivare in quel viale dell arrivo che ogni anno mi fa venire i brividi e ci commuove tutti.
Stefano Santarini, Andrea Tavanti, Alessandro Papi (per il traguardo del Barbotto), saranno i miei compagni di avventura sui colli Romagnoli.
Atri Toscani saranno presenti a cui auguro di centrare il proprio obbiettivo.
Il nostro staff di supporto durante la gara sarà la nostra migliore garanzia per centrare il traguardo, Gaspare Livornese, Romeo Romiti, Renzo Chiaramonti, tutti uniti sotto la nostra fraterna società , la ASD Croce D'Oro Prato..
La NCR 2011 CI ASPETTA. AVANTI , AVANTI SOLO AVANTI SINO AL TRAGUARDO!...".

Denise Quintieri

Antonio Tallarita partecipa alla Torino-Roma No stop

Antonio Tallarita partecipa alla Torino-Roma No stop
Presentata alla stampa, nella sala Rossa del Palazzo del Comune di Reggio Emilia, martedi 17 maggio,  la partecipazione dell’ultramaratoneta e azzurro della 24 ore, Antonio Tallarita, alla prossima “Torino - Roma no stop”.
Il comune di Reggio Emilia, nella persona dell’Onorevole Mauro del Bue  Assessore allo Sport e la Provincia di Reggio Emilia, nella persona del dott. Marco Fantini, Assessore alla Sicurezza sociale, sanità, servizi sociali, casa,  hanno  voluto ufficializzare la partecipazione di Antonio Tallarita, che veste i colori della Podistica Biasola, alla ultramaratona Torino-Roma No Stop. La manifestazione, organizzata da Il Giro d’Italia Run, collega la prima e l’attuale Capitale d’Italia, Torino e Roma e, con la partecipazione del cittadino più rappresentativo in fatto di ultramaratona, l’intento è quello di voler suggellare l’importanza storica di Reggio Emilia nella costruzione dell’Unità d’Italia, essendo stata la città che ha dato i natali  al simbolo per eccellenza dell’Unità d’Italia: il Tricolore.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il dott. Roberto Citarella, Direttore sanitario del CRT di Reggio Emilia, posturologo che insieme al suo staff seguirà l’ultramaratoneta azzurro Antonio Tallarita, durante il periodo della gara, della durata di 7 giorni e  il sig. Giuliano Mainini  presidente della società podistica per la quale è tesserato, la Asd Biasola.
Presenti una rappresentanza delle maggiori testate giornalistiche reggiane tra cui  L’informazione, Il Resto del Carlino, Il giornale di Reggio e la Gazzetta di Reggio e i giornalisti delle due televisioni locali Telereggio e Teletricolore, oltre ad una ventina di “simpatizzanti”.
L’Assessore allo Sport, On. Del Bue, ha parlato dell’importanza dello sport ai fini di una integrazione sociale e culturale, mentre l’Assessore Fantini ha parlato dell’importanza dello sport per migliorare lo stato di salute della cittadinanza, avanzando la proposta di utilizzare l’immagine ed il risultato di una impresa che a molti può sembrare titanica, per diffondere la cultura dello sport come parte integrante di uno stile di vita sano, sia dal punto di vista fisico, che mentale.
Sono poi seguiti gli interventi del Dott. Roberto Citarella che ha fatto un cenno sull’attuale stato di salute di Tallarita e del programma che intende applicare per garantire un perfetto recupero ed una performance degna di rappresentare la città ideatrice del tricolore; mentre il Presidente Mainini, oltre ad aver fatto una breve enunciazione dei risultati sportivi ottenuti dall’ultramaratoneta azzurro in questi ultimi anni, ha lamentato la scarsa importanza che i media danno a sport che richiedono grossi sforzi e grandi sacrifici, praticati da un numero ancora minore di persone ma di grande stimolo per quanti si voglio avvicinare ad uno sport semplice e naturale come la corsa.
Alla conferenza stampa è poi seguita una breve presentazione sotto forma di slide dei maggiori avvenimenti sportivi ai quali ha preso parte l’azzurro Antonio  Tallarita, fra cui, la Spartathlon e il Campionato mondiale di 24 ore a Brive de la Gaillard, in Francia, nel 2010.
Dal canto suo, Antonio, ha espresso ringraziamenti per quanti credono in lui. Alla domanda, perché proprio la Torino-Roma No stop, ha risposto: “ Non potevo mancare ad un appuntamento nell’anno del 150esimo dell’Unità d’Italia, che vuol unire le due Capitali. Il pensiero è di rappresentare al meglio la città che ha dato vita al tricolore, Reggio Emilia!”
Un ringraziamento a tutti gli sponsor che hanno “scommesso” sull’azzurro Antonio Tallarita, alla Provincia di Reggio Emilia, al Comune, al CRT, alla SIXS che fornisce l’abbigliamento.
Ora per Antonio Tallarita, ingegnere alla Lombardini, è il momento di fare “sul serio”: il 2 giugno parte la Torino-Roma No stop, più di 700 km da coprire in 7 giorni, per portare a Roma quel simbolo di indipendenza, unitarietà e libertà nato ufficialmente il 7 gennaio 1797, proprio a Reggio Emilia!
 
Denise Quintieri
Ufficio stampa  

(Nella foto, da sx : dott Roberto Citarella, Dott Marco Fantini, On. Mauro Del Bue, Antonio Tallarita, Giuliano Mainini, Presidente ASD Biasola)

Andrea Accorsi: la mia sei giorni running

LA MIA 6 GIORNI RUNNING: “NESSUNO SI SALVA DA SOLO”

Di rientro da quest'esperienza unica, restano vive sulla pelle le mille e mille emozioni che si sono susseguite nell'arco di quelle interminabili 144 ore. Difficile l'operazione di darne descrizione senza cadere nel retorico, schivando gli ostacoli del patetico. Sono davvero troppi i momenti di enfasi che si sono alternati a quelli di scoramento; le immagini colorite alternate a quelle con tonalità assai più cupe, quando la fatica e la sofferenza toccavano note molto alte. Ma se è vero che tutto questo condensato di suggestioni ha provocato uno Tsunami emozionale di potenza incomparabile, non potrei prescindere da una verità assodata, assaporata, nel tentare di descrivere la mia esperienza: "NESSUNO SI SALVA DA SOLO".
Eppure il contesto di gara appare come qualcosa di magico, unico. Per 6 lunghi giorni i miei occhi hanno guardato e riguardato gli stessi alberi, le stesse foglie, il medesimo lago, ed i volti delle stesse persone che, come me, all'interno di quel circuito correvano e camminavano. Ma quel che più emerge da questa esperienza è la constatazione di come per 144 ore ognuno di noi sia stato in contatto con l'esterno, pur essendo in conflitto con l'interno. Capita raramente nella vita di un uomo l'opportunità di rimanere solo con se stesso per un tempo tanto lungo. Ecco allora che la vita per quel periodo subisce una metamorfosi unica, uno straordinario cataclisma che ti catapulta in una dimensione nuova: non sei più tu, il solito Andrea di tutti i giorni, ma devi imparare a conoscere un uomo nuovo, a difenderti da situazioni nuove, a capire dove e quando i tuoi limiti diventano segnali ed i tuoi bisogni necessità. Il tutto in relazione al fatto che condividi questi momenti con altri che hanno le tue stesse difficoltà e che cercano, come te, ancore di salvataggio. Ho imparato come siano limitate le visioni di noi stessi che abbiamo nella quotidianità, frutto per lo più di luoghi comuni dei quali siamo diventati inesorabilmente vittime e schiavi, fino al punto di assumerli come verità. In situazioni estreme emergono invece le verità, quelle che il più delle volte tendiamo a sommergere con le bugie che ci fanno comodo, quelle che aiutano a sopportare meglio l'indolenza generale che manda avanti il mondo. Ma in corsa impari che nemmeno l'illusione ha un senso, figuriamoci la menzogna. Arriva il momento in cui qualcosa non funziona più, così all'improvviso. prima era sereno ed ora il temporale. Prima era gioia ed ora dolore. Prima era caldo ed ora è freddo. In quel preciso momento ti restano solo due possibilità, senza mediazione, senza scorciatoie e la scelta tra una di esse è qualcosa di urgente: fermarsi o resistere. Fermarsi è l'urgenza di sempre, quella che ci fa incazzare di fronte alle ingiustizie della vita, ai problemi in famiglia, alle diatribe sul lavoro, ai mali del mondo e a quelli che affiggono noi e i nostri cari. Fermarsi è il vaffanculo a tutto, è il "che cazzo me ne frega", è "tanto è lo stesso", è "la prossima volta...". Fermarsi è la strada più breve, la fatica migliore, il senso che ammorbidisce, il respiro che consola. FERMARSI E' LA BUGIA. Resistere è la voglia di scoprirsi, e di farlo là dove il territorio cambia e dove tu sei uno straniero che si confronta con un popolo che parla una lingua nuova, quella della sofferenza. Il popolo sono le tue ferite, i tuoi dolori, i tuoi piedi, le tue gambe, i tuoi occhi che si chiudono, le tue speranze che se ne vanno a puttane, le tue aspettative che s'infrangono su di un muro troppo alto, le tue lacrime che sanno di sconfitta. La lingua straniera è quella che arriva al tuo cervello alle tue orecchie stanche di avere un rumore, da ore, e non una musica. Ti siedi al bordo di questo mondo nuovo per un momento e guardi la proiezione di quello che potevi essere, mentre ti passa davanti quello che sei, in quell'istante: sei la sconfitta. Sei quello che non ha più armi per la battaglia, ma che forse, quella battaglia non l'ha nemmeno mai combattuta, perchè hai un vuoto nello stomaco che sa di resa. E tutto si dilata inverosimilmente, tutto prende i connotati dell'immenso. Il dolore è atroce, il sole è accecante, l'avversario è immenso, irraggiungibile; i compagni sono stranieri, i passi diventano chilometri. L'amore? DOV'E' L'AMORE? Siamo talmente piccoli dinnanzi al mondo, talmente rinchiusi nelle nostre convinzioni e talmente barricati nei nostri palazzi di autostima, da riuscire a dimenticare di quanto AMORE ci sia in ogni cosa che facciamo, in ogni singola goccia di sudore che sudiamo, in ogni persona che ci riserva uno sguardo, una carezza, un sorriso. Anche quando dentro tutto è buio.

Nei giorni che precedevano la trasferta ungherese avevo terminato la lettura dell'ultima fatica letteraria di Margaret Mazzantini: "NESSUNO SI SALVA DA SOLO" (Mondadori), una delle autrici capaci di umanizzare, a mio modesto avviso, la cattiveria e la bontà umana, come pochi altri, rendendola lettura di facile comprensione nella  complessità dell'argomento.
Parla di rapporti umani la Mazzantini, di come sia assurdo e a volte inspiegabile che quello che fino a ieri era amore, oggi sia diventato all'improvviso odio, sdegno, rigetto, reietto. Per poi avere ancora nuove involuzioni, ritorni di fiamma, ventate di sentimento che veleggiano su piani comuni con la menzogna e la negazione di se stessi fino alla mortificazione del sentimento stesso. Ognuno di noi porta dentro di sè un cuore che non serve soltanto per sopravvivere nelle giornate tutte uguali. Ci passano accanto un'infinità di mondi che ignoriamo in silenzio, rinchiusi all'interno del nostro microcosmo, abbarbicati sulle nostre immense polverose rovine, e mettiamo su delle facce lavorate dalla solitudine come roccia. Il tempo passa, gli anni si sbriciolano nel ricordo di un attimo e ad un tratto ti domandi: come cazzo è possibile che la vita si mangi tutto? Come una risacca brutta. Rotola e sputa su una spiaggia di rottami. E tu sei lì al centro di quella tempesta che ti ha inghiottito, inerme. Ci hai provato, a dire il vero; hai lottato più di quanto ti sia stato riconosciuto, e ti sei sporcato le mani come tutti gli altri, afferrando momenti di gioia e ingoiando bocconi amari, cercando di mantenere un equilibrio improbabile, perché la vita (ma di questo te ne rendi conto solo dopo un po’) è tutto, tranne equilibrio.
E del resto è anche il suo bello, della vita. Perché proprio nella precarietà sta la perfezione. Basti pensare a quei momenti provvisori che precedevano una scelta importante, come al termine degli studi, quando si doveva scegliere cosa fare del dopo… Ecco, in quegli istanti dove tutto era nebuloso, avvolto dal dubbio e dalla voglia di gustare solo l’attimo fine a se stesso, c’era qualcosa che pervadeva il mio animo di assai simile alla perfezione. La stessa percezione che avverto sulla linea di partenza di una corsa, quando sta per partire la gara. Tutto è tremendamente provvisorio: il cuor batte, ma dura il tempo di uno sparo, poi comincia il viaggio. La mente vola oltre il tempo, ma dura un attimo, la frazione di uno sparo, poi inizia il tempo della pazienza. Le gambe esplodono, ma dura il tempo di uno sparo, poi comincia la corsa, la vita che amo sentire scorrere nelle vene. Perfezione provvisoria, l’unica che recapiti il senso del compimento. Ho trovato molte similitudini in questi stati d’animo con quelli decritti dalla Mazzantini, quando narra le vicende di Delia e Gaetano, una coppia che esplode e che deve imparare ad essere, per l’appunto, una coppia esplosa. Ma dove hanno sbagliato? Il fatto è che non lo sanno. La passione dell’inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Cenere e fiamme convivono e sotto questo cielo d’inquietudine bisogna ritrovare il modo di guardare avanti, per non rischiare di farsi risucchiare del quel maledetto meccanismo della memoria che ci svilisce con immagini di quello che eravamo, ma sempre e solo fotogrammi d’inquietante prosperità emotiva che al momento ci sfugge come un bicchiere unto quando scivola tra le dita della mano. E allora come darsi delle risposte alle domande, come fare a trovare un senso, una ragione ai perché delle cose che sono franate all’improvviso? Come fermare questa montagna che rotola  e che ci schiaccia la pelle?
Accade la stessa cosa durante la corsa, in modo particolare nel genere di corsa che pratico io, l’ultramaratona. La condizione è ottimale, il senso del presente diventa qualcosa che visualizzi per tutto il tuo futuro prossimo, come una certezza, una garanzia, una promessa che verrà mantenuta. Il pensiero si alimenta di consistenza, ad ogni passo, e lo nutre l’illusione che questa perfezione provvisoria possa divenire qualcosa di definitivo. Ecco l’inganno… La perfezione, l’avevamo già detto, sta solo nelle cose provvisorie. La forza che occupa i muscoli, che unisce le ossa, che ciba le cartilagini si fa potenza con il passare delle ore, tanto da manifestarsi nelle forme più materiali possibili, come una percezione di sapore dolce sul palato, o di onnipotente vigore della mente e del corpo. L’illusione di averne una riserva infinita di questa forza nutre il cervello più delle malto destrine, più dei sali minerali, più della pasta asciutta. Poi qualcosa esplode proprio come nella vita di due innamorati, come Deilia e Gaetano, e la domanda che ti fai è la stessa: dove ho sbagliato?
Perché devo avere sbagliato qualcosa, qualcosa di maledettamente importante o qualcosa di stupidamente insignificante, ma qualcosa ho sbagliato. S’infiamma un tendine e correre diventa un’agonia che a ogni passo vomita sull’asfalto più dolore di quanto sia possibile immaginare. Esattamente come i giorni che segnano il trapasso dall’amore allo stallo, quei giorni che vorresti solo accelerarli perché diventano peso e turbamento. In quei giorni dimentichi in una frazione tutto quello che è stato e ti senti solo uno straniero al centro di un mondo che parla una lingua sconosciuta: l’amore.
“Le cose si sono messe storte e poi si sono annodate storte come rami stregati e tu sei in quella foresta con un tronco che ti preme sul petto. Soffochi”
Il male dolore non è più un compagno, ma un nemico che ti opprime e senti il peso della sua spada che penetra la tua resistenza. E soccombi.
“Devi imparare a stare. Semplicemente stare. Tornare dentro la tua vita. Fare un passo avanti, definitivamente.”
Devi imparare a guardarti dentro nuovamente. Semplicemente vederti per quello che sei ora e pensare che rimane solo una cosa da fare: un passo avanti. Anche se lento, anche se claudicante e malfermo, ma solo un passo avanti, definitivamente.
Nella sofferenza accentuata impari una grande lezione: LE PERSONE DIVENTANO SEMPLICEMENTE QUELLO CHE SONO.
Ecco che pensi cose come: e se la vita dev’essere questa frode…Non si può mai immaginare quanta stupida disperazione, quanta incapacità di vivere c’è in fondo alle persone. Ascolti parole come: mi dispiace, non è stata colpa tua (Che schifo pensi mentre le senti, sembrano le parole di una canzonetta)
C’è un po’ di vento che si alza adesso lungo il lago, rotola sull’asfalto fino alle mie gambe, mi raggiunge e mi agita i capelli. Smuove i pensieri, fruga la schiena sudata nella maglietta, mentre io respiro nel mio corpo, andando a caccia di un senso. E’ l’ultimo cerotto che salta in una mattina di maggio. Non sposto lo sguardo, muovo appena le pupille come uno con il glaucoma che cerca il buco dove vederci, per sondare intorno, se qualcuno se n’è accorto.
La psiche , come un mare chiuso, fa i suoi viaggi interni. Propone sempre nuove soluzioni, per salvaguardare i miei inganni. Sono fermo esattamente al bordo della frana e continuo così, a spiarla affacciato sul buco, con il timore di caderci dentro. Da dove è partita la crepa che ha aperto la zona in due? Mi guardo intorno, mi guardo addosso, ma non trovo un vero epicentro. Guardo gli altri, sorrido e penso se vale la pena di ricominciare, esattamente quello che pensano Delia e Gaetano quando si guardano negli occhi: “Vale la pena di infilarsi in una vita fatta di strappi e di rattoppi?”
Dillo, cazzo. Dillo. Solo se lo dici, solo se lo te lo urli nella faccia puoi fartelo scendere. Dillo, porca puttana, dillo che adesso sei in pace. Dillo, fattelo scendere. Nessuna tensione, nessun attrito, nessuna scossa dolorosa.
In quell’istante la vita è un fulmine, un treno in corsa che passa dentro agli occhi e devasta il territorio del cuore, quello dei sensi. Rompe i binari e deraglia impazzito. Avverto di nuovo la sensazione di voler essere ingoiato. Dai miei sbagli, quelli di sempre. Da gli affetti che ho trascurato, da quelli che non ho trovato sulla mia strada. Dalle occasioni mancate, forse solo per distrazione, perché avevo la testa girata altrove mentre il treno passava. Chissà se ci saranno ancora altre stazioni. Qualcosa ho imparato oggi: “NON CI SI SALVA DA SOLI”. E capisco qualcosa, in quel preciso momento, qualcosa che mi era sempre sfuggito in precedenza: sto solo aspettando che qualcuno mi dia una mano per mandare all’aria tutto. C’è un meccanismo che lavora dentro di me, che non dipende dalla sopportazione del dolore, dalla gravità dell’infortunio, ma che esercita la sua pressione solo per effetto di quello che sono: un uomo. Debole e costretto a confrontarsi con la propria debolezza, messo alle corde da delle domande, da delle aspettative, da un tradimento, da tutto quello che, a pensarci bene, è la vita. Da ragazzo volevo essere un artista. Gli artisti erano le sole persone che mi piacevano, gli unici che cercavano di rosicchiare qualcosa oltre la banalità della vita. Sapevo di non avere particolari attitudini, ma rimanevo in attesa di me stesso, ascoltando i Led Zeppelin con gli occhi chiusi. Mi stringevo fisso a un pensiero e non lo mollavo, fino a quando non mi faceva male. Immaginavo che dovesse partire tutto da lì, da una sospensione, da uno stato d’animo irreale. Speravo di raggiungere questa condizione con un salto improvviso. Pensavo che ci fosse bisogno di volare in alto per vedere il basso. Non avevo capito che bastava camminarsi dentro e farlo con le persone che mi passavano a fianco, per vedere tutto quello che c’era da vedere.
Mi prende una mano Monica e dice: “Alzati. Prendi freddo lì seduto.” Dentro a quelle parole c’è tutto quello che mi serve per andare avanti, anche se avanti non sarà vincere, anche se avanti non sarà stringere quello che avevo in mente, anche avanti sarà soffrire, bestemmiare, piangere, morire di notte per rinascere con l’alba al mattino, con il canto del merlo, con gli occhi stanchi degli altri, anche se avanti farà rumore, perché  avanti sarà una risposta a quella domanda:  “Dove ho sbagliato?”
Monica è una donna, sento la sostanza della sua persona profonda, lo sento come il rumore del mare nelle grotte. Una che ti guarda e non ti lascia. Ti viene a salvare nel fondo dove ti sei impigliato. Ha un coltello in bocca, ti sgancia i pesi, taglia i lacci delle bombole. O muore lì sotto con te o tornate in superficie insieme.
“Puoi camminare amore. Anche se fa male, puoi camminare.”
Lei riparte leggera coma una farfalla, una farfalla che vola da 100 ore sull’asfalto e che batte le ali nel mio cuore, che spinge il mio sangue e che abita il mio cervello. Da sempre. Ha un sorriso in bocca. I miei pensieri vanno così veloci su quel sorriso senza turbarlo, succhiano spine e polvere come il vento che soffia sul lago, tra i miei capelli.
“La disperazione rende più umani. Però non insegna a vivere. Quello che unisce e che ti porta in alto, di colpo ti separa, ti porta via.”
La guardo mentre si allontana, mentre i suoi capelli danzano nell’aria e la sua figura occupa tutto il mio mondo. La vedo mentre siamo soli, mentre stringo tra le braccia il suo corpo, sento l’odore della sua pelle che scorre dentro. Mi alzo mentre penso: “Sono troppo fragile per vivere e troppo potente per morire”.
Urlo nel vento delle parole. Sento nell’aria delle risposte: “Non ci sono veri responsabili. Puoi ritenerti innocente. E’ semplicemente andata così”.
Quando ripasso dal via butto gli occhi sul display: mancano 40 ore. Il cielo è sereno e l’odore dell’acqua si fa più intenso. Me lo faccio scendere in gola, e sorrido. Mi sento di nuovo parte di questo quadro, di questa 6 giorni. Mi sento unito agli altri, come cose che si sono incontrate sotto il mare. Una farfalla si posa sul bordo di una sedia bianca a lato del circuito, come una chiazza di colore su un lenzuolo bianco. La mia farfalla si fermerà solo dopo 705 km, come un sogno che si avvera. Che bella la vita…
Grazie CLAUDIO, MICHELE, LEO, ANTONELLA, CHIARA, FABIO, CARSTEN, EDIT, GYULA, CATHERINE.
Andrea Accorsi

mercoledì 18 maggio 2011

Corri per la Ricerca, Fiorgen 22 maggio 2011

Corri per la Ricerca

22 MAGGIO 2011 
Corsa di 17 Km o 6 Km organizzata dalla Fiorgen per raccogliere fondi a favore della Ricerca Scientifica. La manifestazione parte e torna al Campo di Atletica Leggera del Polo e il percorso prevede un sali scendi attraverso Colonnata e Quinto Alto. Sono invitati tutti gli atleti, ma anche accompagnatori e sostenitori! Come tutti gli anni tantissimi i premi in palio a sorteggio...

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domenica 15 maggio 2011

Straverona sotto le stelle

Scusate, abbiamo scherzato.Una transenna spostata per il transito di un pullman turistico non é stata ripristinata ed i primi corridori sono stati dirottati fuori percorso. Classifica azzerata e così la prima edizione della "Straverona sotto le stelle" non avrà vinti né vincitori. Il misfatto è successo nel rione di San Zeno, nel cuore della Verona antica, dove da anni la viabilità è stravolta per la costruzione di un discusso parcheggio sotterraneo. Secondo Giovanni Fontana, presidente del comitato organizzatore, un quarto d'ora prima della partenza ci sarebbero state delle defezioni tra i circa duecento collaboratori della manifestazione. Come non bastasse i veronesi prigionieri del traffico cittadino hanno protestato strombazzando ed imprecando nei confronti dei podisti. Al traguardo diversi atleti hanno affermato di aver corso addirittura 22 chilometri, quasi mille metri in più del percorso ufficiale. Con queste premesse è difficile ipotizzare che la corsa possa rivivere una seconda edizione. Perlomeno ce lo auguriamo....

mercoledì 11 maggio 2011

martedì 10 maggio 2011

Sei ore dei Templari, il sogno che continua....

Lo scorso anno, alla mia prima presenza, scrissi un articolo davvero bello su questa splendida manifestazione, anzi a dire il vero si tratta di una vera e propria festa che coinvolge primariamente non meno di una ventina di comuni del potentino che notoriamente guardano al proprio orticello (come spesso succede a tutte le latitudini del nostro paese e non solo). Difficile quest’anno superarmi o avvicinarmi alle parole di elogio che ebbi lo scorso anno, pertanto chiedo venia se quanto andrò ad esporre sarà una semplice e pura cronaca di una giornata in cui un migliaio e più di persone hanno potuto vivere un medesimo sogno.
Ecco cos’è la Sei ore e maratona dei Templari: un sogno lungo un giorno. A dire il vero il sogno comincia il giorno prima, appena “sbarcati” in quel di Banzi, un minuscolo comune del potentino praticamente al confine fra Basilicata e Puglia, di sole 1500 anime, cani compresi. Sì perché i nostri amici a quattro zampe sono anch’essi protagonisti, partecipano alla gara... senza pettorale, loro sono del luogo, ma ne sono attori inconsapevoli, aiutano i podisti, li rincorrono, li aiutano, silenziosamente e senza disturbare!
Parlavo di sogno, e i sogni sono difficili da raccontare, specie quando il sogno supera qualunque immaginario, quando il sogno si confonde beatamene con la realtà. E’ cominciato tutto venerdi 6 maggio, quando sulla strada che da Genzano di Lucania porta a Banzi, si possono ammirare distese verdi, una tavolozza di colori variopinti, un’aria fine che ti entra nei polmoni e da essa ne sei impregnata: aria pura, fresca, pulita. Un attimo, chiudi gli occhi e ti ritrovi catapultata nel medioevo, come se la macchina di Luciano Mastrodonato, maratoneta con un buon e lungo curriculum sportivo, fosse stata predisposta per un viaggio oltre i confini del tempo e dello spazio o, semplicemente indietro di circa mille anni.
Arrivati a Banzi, si notano tutti, dal sindaco Nicola Vertone all’assessore allo sport, cultura, sociale e chi ne ha più ne metta, Antonio Massaro, maniche di camicia in su, insieme ai tanti volontari sistemano panche, tavoli, ed impegnati a superare barriere logistiche di vario genere. La piccola ed operosa Banzi, i volontari provenienti da alcuni paesi della vallata, perché questo è un primo miracolo della Sei ore dei Templari: unire una vallata di circa 20 comuni, e far festa con loro, condividerne gioia e dolori e da qui estendere a tutto il territorio lucano, l’aria di festa , sport e solidarietà. Irene Franculli, Presidente della Genzano On the road, è di Palazzo San Gervasio, a pochi chilometri dalla cittadina bantina, Gabriele Mazzoccoli mente e braccia di questa festa, di Genzano, insieme ad altri e cosi via… L’elenco sarebbe lungo! Poi nel primo pomeriggio, resto in macchina con l’Assessore Antonio, c’è un atleta, anzi uno Spartatleta da recuperare, seduto tranquillamente su una panchina di un paese accanto: è Ivan Cudin, l’eroe di Sparta 2010, l’eroe di Banzi 2011!
E intanto arrivano anche gli altri da ogni regione d’Italia, dal Piemonte, dalla Lombardia con mitici Runners Bergamo, il Road Runners Milano, la Valsugana, tanto per citare qualche società. Arrivano tanti podisti con famiglie al seguito e intanto… è subito sera! E’ al tramonto che la cittadina sembra come sospesa, si viene coinvolti in un gioco incantevole e ingegnoso sul rapporto fra immaginazione e realtà (La storia infinita). E’ il 1088 quando sale al soglio pontificio Urbano II e l’anno successivo consacrerà la Chiesa di Banzi e la sua Abbazia. E’ da qui che, per ordine di Urbano, partiranno sette cavalieri appartenenti all’Ordine dei Templari, per le crociate. Ed è a Banzi che la sera prima della sei ore e maratona, si rinnova il rito dei Templari, ovvero dei "Pauperes commilitones Christi templique Salomonis" . Una sera di festa alla quale gli atleti non vogliono mancare: fra essi vestito da cavaliere Ivan Cudin, Fabio Ricci, il grande Boris Bakmaz e via via tutti gli altri. Un viaggio nel mito, nella storia, nella letteratura, un viaggio alla ricerca delle proprie impronte all’interno della storia infinita…
Sabato mattina, lo scenario cambia letteralmente, passato e presente, la piazza bantina si anima di svariate associazioni di ragazzi diversabili pronti per la camminata, preceduti dalle varie gare dei ragazzi delle scuole elementari e medie di tutta la vallata. Ecco la diversità con altre manifestazioni: l’interesse per questi ragazzi, l’importanza di farli sentire protagonisti, una giornata per loro, eleva questa organizzazione ad un rango di alto valore umano e rilevanza sociale: il loro sorriso, i loro gesti non lasciano indifferenti e non c’è pietismo, ma umanità, amore. Una festa nella festa che dura fino a mezzogiorno, quando viene offerto ai numerosi atleti e accompagnatori giunti da ogni dove il pasta party, sempre nella parte storica, dentro le mura di ciò che rimane della famosa abbazia benedettina. Nel pomeriggio comincia la kermesse per sei ore alla quale hanno partecipato 73 finisher sulla maratona, 165 finisher sulla lunga distanza. Il percorso certificato è di km 1,980, con un lancio iniziale di 615 m, mentre gli ultimi 25 minuti, si ritorna sul giro piccolo. Quest’anno il circuito ha subito uno spostamento di 330 m per l’improvvisa nube abbattutasi su una giornata spettacolare: l’ex sindaco di Banzi, colto da infarto, che abitava lungo il percorso della gara.
Alle ore 14 in punto, dopo l’affanno di sistemare tutto, affinchè si potesse tenere in piedi e continuare una festa e al contempo portar rispetto alla famiglia e a una persona che tanto ha dato per il paese, i quasi 250 atleti si sono lanciati lungo il percorso in un tripudio di colori, suoni, magia, non prima di aver ascoltato l’inno di Mameli e cosa più importante il dovuto minuto di raccoglimento per coloro che non son più, come Vito Frangione, cui la manifestazione porta il nome, un atleta, sportivo morto giovane, che, anche come dirigente, aveva portato l’atletica e altre iniziative sportive in una terra ancora troppo avara e ancora sorda al richiamo sportivo atletico, come del resto lo sono tanti altri posti della nostra penisola. In questo contesto che la sei ore si pone come collegamento fra storia, cultura, sport, volontariato. Tutti sono impegnati, la Pro Lco, il Comune, le associazioni dell’Alto Bradano, gli Amici di Ursone, la Protezione civile, la Croce Rossa e poi scultori e pittori, nonché espositori vari dei prodotti di una terra ricca e fertile. E mentre i grandi atleti inanellavano giro su giro, nella piazza gruppi folckloristici, scuole di ballo davano il meglio di sé, allietando accompagnatori e gente accorsa dai paesi vicini, perché tutti desiderosi di partecipare ad una festa senza tempo. Inutile dire che, se lo scorso anno il nome sulla bocca di tutti era l’inglese Richard Withehead che con le sue protesi sembrava trovarsi a suo agio, sull’asperita di un percorso non proprio piatto, quest’anno il nome più gettonato è stato quello di Ivan! Oltre a lui, una presenza importante fra tanti campioni: Cristian Sighel, Valsugana, ipovedente che ha corso affiancato dalla sua fidanzatina, Romina Ioratti, naturalmente senza cordino, per sei ore. Sono stati loro la coppia più acclamata, più applaudita. Non è voluta mancare Angela Gargano, reduce dalla 1.000 km di Atene, il marito Michele Rizzitelli, e poi gli atleti dell’esercito, con in testa Fabio Ricci, il forte atleta Saverio Giardiello. Sarebbero da menzionarli tutti, uno ad uno i partecipanti di questa edizione, come i tre ragazzi sordomuti capitanati da Vincenzo Perrone.
Passando all’aspetto agonistico e numerico, la maratona è stata vinta invece da Saverio Giardiello, atleta irpino, in poco meno di 3 ore, secondo posto per Fabio Ricci, terzo è stato Giuseppe Di Maio. La maratona femminile, infine, è stata vinta da Angela Latorre, con Alessandra Camassa e Wilma Chiarlone arrivate rispettivamente seconda e terza.
Naturalmente la sei ore è stata vinta da Ivan Cudin che, ad un successivo controllo dei bravissimi ed attenti cronometristi della DreamRunners di Perugia, risulta aver percorso 80,321 km. Secondo Valerio Fatatis, con 76,627 km e terzo Vito Intini, con 73,479 km. Vito è reduce dall’aver conquistato la miglior prestazione sulla 100 km corsa su un tapis roulant. Al femminile Luisa Zecchino, di Massafra, vince con 64,188 km percorsi, seconda l’atleta molisana Giovanna Zappitelli, con 59,893 km, terza la pesarese Chiara Zurli, con 58,269 km. Curiosità: tre atleti che hanno corso per la prima volta una sei ore e tutti e tre anno 1985, ovvero i più giovani in gara. La sei ore è stata salutata con i classici fuochi di artificio, mentre le premiazioni si sono protratte come in una festa senza fine fino a ora tarda.
Esternare gli elogi verso chi ti offre due giorni sospesi fra passato e presente, come a vivere una terza dimensione, a chi ti ha aperto la propria casa, il proprio ufficio, anche la biblioteca a disposizione, pranzo e cene per due giorni, e, per chi correva una minima spesa a fronte di un pacco gara che le migliori maratone si sognano di offrire ai podisti, fatto di prodotti locali, poi tavole imbandite per due giorni, vino a fiumi e tanto altro, uniti al benvenuto caloroso, alla disponibilità e cortesia di gente semplice che, senza tanti giri di parole, ci hanno lasciato tanti piccoli aneddoti su cui meditare una volta tornati a casa; tessere parole di elogio in questo contesto sembra semplice e scontato. Non ci sono parole, anzi una sola, forse banale: GRAZIE! Grazie per averci fatto vivere un sogno lungo due giorni. E’ questo il meraviglioso mondo della Genzano On The Road, di Gabriele Mazzoccoli e di Irene Franculli, del sindaco Nicola Vertone e il suo braccio destro, l’assessore Antonio Massaro, della Pro loco e di tutti coloro che si sono prodigati per questa magnifica festa. Un sogno e oltre al grazie, chiediamo a gran voce: non smettete di farci sognare!

giovedì 5 maggio 2011

38° CAMINATA DEL DONATORE 2011

38° CAMINATA DEL DONATORE

pubblicata da Podistica Avis Foiano il giorno martedì 26 aprile 2011
E' stata veramente una bellissima esperienza, per il neo Gruppo Podistico dell'AVIS Foiano, prendere parte all'organizzazione della 38° Caminata del Donatore. Certo senza l'aiuto degli amici dell'Atletica Sinalunga, sarebbe stato tutto molto più difficile, ma anche noi abbiamo cercato di dare il nostro contributo. Partecipare ad una manifestazione podistica da organizzatori è stata per noi oltre ad una nuova esperienza, anche una sensazione un pò strana, vissuta con tensioni e preoccupazioni, ma poter accogliere tanti amici podisti nel nostro paese ci ha riempito di entusiasmo. Numerosi sono stati i partenti con oltre 600 iscritti, 290 dei quali hanno preso parte alla corsa competitiva. Grazie a tutti per aver partecipato, dal primo arrivato, fino alla signora con il passeggino. Due parole sulla gara: vincitore è stato il keniano Edwin Kiptanui che ha stabilito anche il nuovo record del percorso, seguito da Filippo Occhiolini ed Alessandro Annetti. Nel campo femminile netta l'affermazione della ruandese Nyiransabimana Angeline, anche lei stabilendo il nuovo record del tracciato. Seconda e terza delle donne sono state rispettivamente Parigi Maria Chiara e Pignanelli Paola. Da segnalare il debutto del nostro atleta Stefano Turchetti che alla sua prima corsa podistica da competitivo si è piazzato al 57 posto con il tempo di 50'33": Grande Stefano! Alla fine è stato comunque il ristoro a fare da padrone, con ciacce fritte, crostini e dolci delle nostre massaie per tutti. GRAZIE A TUTTI E AL PROSSIMO ANNO!

mercoledì 4 maggio 2011

classifiche della settimana

Classifica THE ABBOTS WAY 30.04.01.05.2011

Classifica Maratona del Riso-Vercelli 01.05.2011

I primi 200 Maratonina di Varenne -Vigone_(to)_

Classifica 35^Camminata della salute- Pistoia-01.05.2011

Classifica 18^Festa del Podista-Prato- 01.05.2011

Classifica Trenzalonga 2011

Classifiche Pasqua EcoTrail 23-25.04.2011

qui sotto invece le classifiche dell'ECOTRAIL DELLA LUNA, CHE SI è SVOLTA IN SICILIA



CIRCUITO ECOTRAIL SICILIA 2011
CLASSIFICHE DELLE GARE DEL CIRCUITO
Data Evento
Luogo
Classifiche
01.05.2011 ECOTRAIL DELLA LUNA - 2^ Tappa
3^ prova Ecotrail Sicilia 2011
Caltavuturo (PA)
30.04.2011 ECOTRAIL DELLA LUNA - 1^ Tappa
3^ prova Ecotrail Sicilia 2011
Caltavuturo (PA)
17.04.2011 ECOTRAIL DELLA VALLE D'IPPARI
2^ prova Ecotrail Sicilia 2011
Vittoria (RG)
13.03.2010
ECOTRAIL DI MONTE PELLEGRINO
1^ Prova Ecotrail Sicilia 2011
Palermo
 

martedì 3 maggio 2011

Domenica 8 maggio la Maratona del Custoza

Comunicato stampa Maratona del Custoza-
3 maggio 2011

Ieri pomeriggio tra i vigneti del Custoza abbiamo potutuo gridare E’ RECORDDDD!!!!
Il totale di 826 iscritti dell’edizione 2009 è stato superato e alla sera del 2 maggio, ovvero meno 3 giorni dalla chiusura delle iscrizioni abbiamo raggiunto quota 847, con ancora 153 pettorali disponibili.
Grazie a tutti i maratoneti che saranno con noi a festeggiare l’ultima edizione della maratona del Custoza l’8 maggio a Sommacampgna (VR).

Ultime info per i maratoneti:
sabato ritiro pettorale presso Pormosport-Palazzina impianti sportivi al primo piano sopra il bar (Via Bassa) dalle 10.30 alle 18.00
domenica mattina in Villa Venier come il solito dalle ore 6.30 alla partenza.
Per chi dorme in palestra (a 20 metri dalla palazzina ritiro pettorali) l stessa apre alle 18.30.
La maratona parte dal cancello principale della villa ed arriva all’interno della stessa
I bagni sono sotto il porticato della villa e sempre nella palestra limitrofa alla palazzina impianti sportivi dove c’e’ anche servizio custodia borse e docce.
Prima della partenza dovrete fare la punzonatura con i giudici CSI e potrete così entrare nel recinto di partenza.
La gara parte alle 8.30, due minuti prima verrà suonato l’Inno Nazionale e canteremo tutti assieme.
Ci sono rispetto agli anni scorsi un nuovo tratto di percorso dal km 28,2 al km 31,1 con 2000 metri sterrato tra i vigneti, prestate attenzione alle indicazioni che sono numerose e con personale di servizio.

Per le ultime novità consultate www.maratonadelcustoza.it o il blog maratonadelcustoza.wordpress.com.

Saluti Simone

Le FOTO de 10.000 passi x il cuore- Montevarchi 2011

Le foto della gara che si è svolta a Montevarchi il 1 maggio 2011. 10.000 passi per il cuore si scioglie

domenica 1 maggio 2011

Campionato del mondo IAU 2011 di UltraTrail - Connemara Irlanda


Campionato del mondo IAU 2011 di UltraTrail - Connemara Irlanda
La Segreteria della IAU ha inviato formalmente alla Federazione Italiana di Atletica Leggera e alla Segreteria Nazionale della Iuta i dettagli organizzativi (GIS) del Campionato mondiale IAU 2011 di UltraTrail, che avrà luogo a Connemara in Irlanda il prossimo 9 luglio. Per la prima volta, grazie anche all'importante supporto del Comitato Organizzatore Locale, la IAU ha inserito anche la competizione a squadre nazionali.
Ogni squadra, sia quella femminile, sia quella maschile, potrà essere composta da max 6 atleti per sesso. I tre migliori risultati di ogni squadra andranno a comporre le due classifiche per nazione.
La Iuta segnalerà le proprie proposte di convocazione al settore tecnico della Federazione Italiana di Atletica Leggera, tramite il Coordinatore Tecnico federale, ad inizio di maggio, non appena avrà avuto luogo l'ultima prova di valutazione e selezione 2011, la "Abbots Way del 30aprile-1 maggio 2011.

_____________LE NOSTRE FOTO LE POTETE TROVARE SU...

LE FOTO DEL 2010-2011 LA MAGGIORANZA QUI-

*FOTO 2010-2011*

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io non getto i miei rifiuti

"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Se non puoi correre, cammina...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
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Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

Prototipo giornalino runnerspercaso

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