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B E N V E N U T I nel blog di corsa più consultato, criticato, invidiato, amato, odiato, copiato... compresi gli errori! Un blog trasformato in piccolo sito, strumento di informazione di un mondo quello del running e dell'atletica molto vasto e ancora ignoto ai più...
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venerdì 24 giugno 2011

2^ L’EROICA RUNNING, 6 novembre

2^ L’EROICA RUNNING - com. 1 24-06-2011

Una maratona ed un’ultramaratona tutte da scoprire!


E’ la nuova nata ed era nell’aria da un pò di tempo. Da un’idea platonica alla realizzazione di un sogno, il passo non sempre è breve, non sempre facile, costellato da insidie di diversa natura. Lo scorso anno ci furono le “prove generali” con una 1^ edizione di 37 km lungo le vie epiche de L’Eroica, quel gioiello sublime conosciuto in tutto il mondo per chi ama la due ruote “L’emozione di salire su una bici d’epoca, percorrere strade sterrate e lasciarsi andare all’emozioni di paesaggi unici...”:
è L’EROICA RUNNING che si svilupperà sulle strade bianche, attraverso paesaggi mozzafiato, in mezzo tanti comuni dell’area senese e del Chianti, attraverso castelli e manieri, tutti da scoprire.

La formula dello scorso anno, sulla distanza classica (la prima per le due ruote), di 37 km è stata allungata per meglio adattarla alla specialità a piedi e alle esigenze degli atleti: la maratona.
Il passo successivo era instituire un’ultramaratona, perchè i percorsi de L’eroica in bici sono di km 37, 75, 135, 205..oltre il sogno!
Adattando le esigenze di percorso a quelle reali a piedi, gli organizzatori storici della Fondazione L’Eroica e L’eroica SSD hanno individuato in due i percorsi da effettuare per questa edizione: la maratona sulla distanza classica, e l’ultramaratona sulla distanza di 65 km, fra strade bianche e asfalto, con una percentuale quasi uguale per consentire agli atleti che vorranno vivere questa emozione di godere appieno del panorama circostante.

Il periodo scelto è la prima domenica di novembre, che quest’anno cade il giorno 6 novembre, con partenza e arrivo a Gaiole in Chianti (SI), luogo storico de L’eroica in bicicletta. Le due competitive sicuramente saranno appetibili dagli addetti ai lavori, soddisfandone il giusto palato, mentre per gli accompagnatori e per chi non vuol affrontare i due percorsi maggiori, ci sono due NON competitive di 15 e 6 km, intorno al Comune di Gaiole in Chianti e, per i ragazzi, una mini-passeggiata di 1 km.

Per agevolare la venuta da fuori regione, sarà predisposta la palestra per il riposo notturno, fra sabato e domenica, con proprio sacco a pelo. Nella medesima saranno in funzione sia le docce che spogliatoi per tutta la durata dell’evento. Ampia possibilità di parcheggio anche per i camper. Hotel convenzionati vicino e a pochi chilometri da Gaiole previa prenotazione, cosi come ristoranti e altro.

Per le iscrizioni a L’Eroica Running la quota è di €20 fino al 2 ottobre, domenica, giorno della famosa L’Eroica in bici, ove nella piazzetta fra gli altri sarà predisposto un punto di iscrizioni.
Da lunedi 3 ottobre la quota di iscrizione alle due competitive di 42 e 65 km salirà a quota 25€. Il giorno della gara le iscrizioni constano di 30€, ma è preventivamente e vivamente consigliato prenotare anzitempo il proprio pettorale, diversificato per i due traguardi. Per le NON competitive la quota è invariata e consta di 5€.
La partenza della Maratona e della ultramaratona di 65 km è prevista alle ore 08,00 di domenica 6 novembre, mentre le non competitive partiranno alle ore 9.00.
Il tempo massimo per la Maratona è di 7 ore, mentre per l’Ultramaratona di 65 km è di 10 ore!

Le quote sono da versare sul C/C postale n.79594537 intestato a L’Eroica SSD Via Don Minzoni 47 – 53034 Colle Val D’’Elsa.
In alternativa B/B iban IT 20H 01030 14203 000001100004 (sono tutti “zero” ovvero numeri, nessuna vocale O ), Monte Paschi Siena Ag.5 inviando copia dell’avvenuto pagamento, comprensivo di tessera societaria e/o certificato medico e/o carta intestata della società e firmata dal Presidente della stessa al fax 0577.1645170 email iscrizioni@eroica.it sito web http://www.eroica-ciclismo.it/

Perchè partecipare a L’Eroica Running?
Ve lo abbiamo già anticipato, volete vivere l’emozione dei campioni di un tempo? Volete vivere anche voi l’emozione di calcare le strade che già sono di tanti eroi delle due ruote d’epoca?
L’Eroica è leggenda, è fato, è epos, un tuffo nel passato senza dimenticare l’ultra-moderno. La manifestazione del 6 novembre sarà un immergersi nella memoria storica, fra le colline più belle del mondo, tra fango, sudore e polvere!

Ufficio stampa L’Eroica Running

LE FOTO DELLA SCORSA EDIZIONE


Passatore, DeejayTen, Gargano: le FOTO

LE FOTO DELLE ULTIME CORSE: DAL PASSATORE 2911 FIRENZE FAENZA 100KM DI GODURIA, ALLA DEEJAYTEN ALLA MARATONA DEL GARGANO

BUONA VISIONE! per qualsiasi cosa contattare per email: runnerspercaso@alice.it





lunedì 20 giugno 2011

Maratona del Gargano: le FOTO! vince Del Giudice davanti a Calcaterra!

Maratona del Gargano: vince Del Giudice davanti a Calcaterra! 

L'arrivo dell'8^ Maratona del Gargano, mentre nel frattempo proseguivano gli arrivi della mezza maratona, ha visto due soli atleti al comando: Michele Del Giudice, idolo di casa, pur vivendo a Pescara, in Abruzzo, che va a cogliere una bellissima vittoria, in un tempo dilatato dalle alte temperature, in 2h40'17'' e, appena dietro il campionissimo ultramaratoneta Giorgio Calcaterra, ad un solo secondo, ma che sulla dirittura di arrivo, in leggera salita, sembrava fare da “pacer” al giovane Del Giudice, proprio come un fratello maggiore, mai avido, ma comprendendo come Michele tenesse molto a vincere nella “sua terra”. A 3'31'' Marco D'Innocenti, con la bimba in braccio che, sulla dirittura d'arrivo alza al cielo, più per mostrare il pettorale n.1 ai giudici, quel pettorale da vincitore uscente della manifestazione. Seguono Giuseppe Palumbo e Nino Zagaria. Al femminile nella maratona ha trionfato Angela De Nittis, società Il Crampo, con il tempo di 4h14'' netti. Seguono la molisana ultramaratoneta Giovanna Zappitelli, a 4' di distacco e Cinzia Calabrese, Ama Campobasso.
Ma in programma non c'era solo la maratona, anche la Mezza ove ha trionfato Matteo Notarangelo, Atl. Vomano, Teramo, che ha chiuso in 1h16'04'', al secondo e terzo posto Giovanni Gratton, Le ombre dell'albero, a 2'50'', e, Francesco Milella, Atl.Perignano a 4' dal vincitore. Al femminile la mezza maratona ha visto salire sul gradino più alto del podio Chiara Cruciami, Farnesi Vini, a seguire, Veronica Correale, CUS Tirreno atletica e Libera Caputo, Atl. Sannicandro. Fra gli altri al via nella mezza maratona Pietro Pitoia, Atl. Venosa, un trapiantato che è stato felice di festeggiare con una mezza maratona il suo “quinto compleanno” da triplice trapiantato (fegato, reni, pancreas).
Nella 10 km dopo un iniziale errore al giro di boa, spostato erroneamente e forse involontariametne da un Giudice, ha prevalso Silvio Furio, dell'Atl. San Severo. Seguono Alfredo Bronda e Giuseppe Grieco. Sara Pedicino, della Pod. Capitanata, ha vinta la dieci k al femminile, salendo sul podio insieme a Daniela Aristide e Brigida Todisco.

Le altre prove in programma nella giornata la gara dei bambini, intorno al centro storico del paese e la maratona a staffetta, che ha infiammato i presenti.
Una ottava edizione spumeggiante e accaldata, con temperature che hanno superato i 36° e svoltasi su un percorso difficile, impegnativo, quanto affascinante paesaggisticamente. Partenza per tutti alle 16.30, alla presenza dell'Assessore allo Sport del Comune e dopo che la banda di Cagnano ha suonato l'Inno di Mameli a cui ha fatto seguito il minuto di raccoglimento per la tragica scomparsa di Mimmo Caliandro. Dopo un iniziale lancio all'interno del comune di Cagnano Varano, gli atleti si sono diretti verso Sannicandro attraverso un panorama di assoluta bellezza, da vera macchia mediterranea con vista sul lago che all'occhio dell'atleta può sembrare immenso, e ritorno, nel centro storico di questo comune immerso nel Parco del Gargano.
In difficoltà il patron Pasquale Giuliani che proprio non si aspettava una raffica di iscrizioni in questa edizione e tutte proprio “all'ultimo giorno”, quasi da record, e non lo ha nascosto, sottolineandolo più volte al microfono, con quella reticenza che è propria delle persone schive; più di 700 infatti gli iscritti alle varie competizioni e tanto pubblico divertito e attento, pronto ad applaudire tutti, dai propri beniamini di casa, come il Parroco della Parrocchia Santa Maria le Grazie, Don Luca Santoro, Atl. Stracagnano, che ha chiuso la sua gara in 3h53'18, e che si è presentato in calzoncini e maglietta dopo che per tutto il giorno, fino a qualche minuto prima del via, si era dato da fare risolvendo qua e la piccoli e grandi problemi dell'ultima ora. E una volta completata la sua corsa, dopo aver ricevuto gli applausi e le ovazioni come se fosse stato lui il vincitore, svestiti i panni di atleta è andato a rivestire subito i panni di coorganizzatore accanto a Pasquale Giuliani e il suo team, con la croce sul petto e Dio nel cuore. Lui, Don Luca, già Rettore del Seminario di Manfredonia, diventato Parroco di Cagnano, mentre era intento a trascinare giovani e non verso una nuova Chiesa, è rimasto folgorato sulla via della maratona proprio dal “Peppone” di turno, Pasquale Giuliani. I due si intendono a meraviglia e in questa sinergia di intendi che è maturata la manifestazione che ha visto l'epilogo questo caldo sabato di giugno.
E mentre tutti gli altri maratoneti e supermaratoneti completavano a loro volta l'ennesima maratona, intanto nel cortile dell'Oratorio della Parrocchia si andava consumando il secondo atto di una giornata, quella di sabato 18 giugno, da ricordare a lungo, con canti, balli, il mega pasta-party con bruschette, pasta, arrosti e un'impepata di cozze degne delle migliori sagre paesane.
Inutile sottolineare che l'eroe della giornata, il divo da tutti richiesto, per una foto, un abbraccio, un consiglio, il solo potergli stringere la mano è stato Giorgio Calcaterra. Il suo sorriso schivo, il suo mai atteggiarsi a divo, il suo modo di porsi, come un atleta fra i tanti, insieme alle sue prodezze, l'ultima delle quali è stato vincere il Passatore, per la sesta volta consecutiva e con un tempo da record, battendo se stesso, ne fanno il beniamino di tutti, acclamato, richiesto, ricercato, ammirato.
La maratona era valida anche come 11° Lupo Sport Marathon, del negozio Lupo Sport di Modena, presenti come partner e main sponsor della manifestazione. L'Atletica Stracagnano, la Parrocchia Santa Maria della Pietà, il centro giovanile, gli scout, le donne, le massaie, gli uomini di Cagnano, il mentore, il presidente Giuliani, ci hanno creduto e le soddisfazioni sono giunte, dopo che per qualche anno, la partecipazione alla manifestazione aveva subito un pò un calo di presenze. La paura che qualcosa andasse storto glielo si leggeva prima del via negli occhi del Patron Giuliani, ma poi, si poteva leggere oltre che la fatica, anche la soddisfazione di aver creato un grande evento che ha avuto e avrà eco anche in futuro. Certo qualche piccola defaillance c'è stata, qualche mancanza qua e la, qualche cosa ancora da sistemare, ma la serata è proseguita nella soddisfazione generale e con in testa che le cose si possono solo migliorare, basta un pò più di attenzione e buona volontà. Il Club Supermarathon Italia, guidati del Presidente Gianfranco Gozzi, reduce dalle fatiche della Maratona di Suviana, era presente in massa a Cagnano.

I ringraziamenti vanno al Comune di Cagnano e agli altri Comuni interessati dalla manifestazione, ai tanti volontari, singoli e delle varie associazioni, alle autorità locali, alla Polizia Stradale, all'Assistenza medica, ai giudici Fidal,ai cronometristi, ma sopratutto i ringraziamenti vanno agli atleti, ai top runner e a tutti quelli che hanno partecipato facendo grande la Maratona e Mezza del Gargano. Un caloroso ringraziamento a tutti e, al prossimo anno!

Denise Quintieri - Ufficio stampa Maratona del Garganoratona del Gargano

LE CLASSIFICHE QUI ANCHE
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LE FOTO QUI


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domenica 19 giugno 2011

Notturna di S.Giovanni vince la Marconi!

Allo sprint si impone il marocchino Saji. Gloria Marconi vince tra le donne e raggiunge quota 10 vittorie
Immagine articolo - Il sito d'Italia
Sprint serrato per assegnare la vittoria in campo maschile con il marocchino Abdelkabir Saji che prevale al fotofinish sul ruandese Jean Baptiste Simukeka. Vittoria in solitaria per Gloria Marconi in campo femminile. Così la 72esima Notturna di San Giovanni organizzata dalla Firenze Marathon, che ha avuto partenza e arrivo in piazza San Giovanni a Firenze. Sono stati 1361 i podisti effettivi al via (lo scorso anno erano stati 1137) e colpo di pistola dato dal presidente del Coni fiorentino Eugenio Giani. In campo maschile l’epilogo è stato in volata con un serratissimo sprint: c’è voluto il fotofinish per decidere il vincitore nella serrata volata tra il marocchino Abelkabir Saji e il keniano Jean Baptiste Simukeka, portacolori dell’Orecchiella Garfagnana. Per il primo, portacolori dell’Atletica Casone Noceto, già 14esimo alla Maratona di New Jork, il tempo di 29’29” per coprire i 10 km del percorso. Terzo il keniano Philemon Kipkering, in 29’41”, poi l’altro marocchino della Casone Noceto Adil Lyazali e quinto il primo dei toscani e degli italiani, Daniele Del Nista, in 30’59”, per il Parco Alpi Apuane.
In campo femminile la vittoria è andata a Gloria Marconi, sestese della Corradini Rubiera che, pur non essendosi presentata nelle migliori condizioni di forma, ha centrato la sua decima vittoria, la terza consecutiva e la quinta nelle ultime sei edizioni. E’ stata 24esima assoluta in 34’52”. Era passata subito in testa già al quarto chilometro, poi la keniana Chebet l’aveva avvicinata ma la Marconi ha poi allungato nuovamente e si è presentata solitaria e sorridente al traguardo. “La mia condizione era pessima – ha detto la vincitrice - ed oggi era davvero difficile, ma ci volevo essere per godermi questo spettacolo stupendo”.
Terza la pratese Tiziana Gianotti dell’Atletica Vinci, che ha preceduto Martina Celi, seconda lo scorso anno, poi Sara Orsi del Lammari. Il primo dei Veterani è stato Paolo Chiericoni della Galla Pontedera (36’16”).
 
Immagine articolo - Il sito d'Italia
La Notturna di San Giovanni giunta alla 72esima edizione ha avuto come previsto un prologo d’eccezione, con l’assegnazione del Trofeo Fernando Bini tra le staffette di alcune delle migliori società di atletica della Toscana. Quattro atleti per squadra, rigorosamente Under 18, di cui almeno una donna. Il percorso era il giro del Duomo di Firenze ovviamente da ripetere quattro volte complessivamente. Hanno vinto gli atleti della Toscana Atletica Caripit diretti da Tiziano Checcucci: Camilla Matese, classe 95, Guido Lo Giudice, 94, Paride Pucci, 93, e Michele Bartolini, 93. Il tempo complessivo è stato di 4’41”68. Al secondo posto l’Atletica Futura di Figline con Rebecca Grifoni, Francesco Teglia, Niccolò Fiorino, Taulant Tuka, in 4’43’98”.
Sul terzo gradino del podio l’Atletica Firenze Marathon, con Sofia Papola, Federico Rogai, Davide Monnetti e Marco Sandrucci, e il tempo di 4’49”21&rdquo.
 
 

28° Triathlon Internazionale Città di Bardolino

28° Triathlon Internazionale Città di Bardolino
18 giugno 2011 - Bardolino (VR)

PARLA STRANIERO IL TRIATHLON DI BARDOLINO SUCCESSO DI POCSAI (HUN) E SIMIC (SLO)


Il via lo ha dato una divertita Katia Ricciarelli

Un’edizione da record, con l’ungherese e della slovena al successo

Migliori azzurri Alberto Casadei (2°), e Gaia Peron (4.a)

In 1250 prenotano un pettorale, ora Armanini punta in alto



Una madrina d’eccezione, Katia Ricciarelli, ha dato il via alla ventottesima edizione del Triathlon Internazionale di Bardolino (VR), il più importante appuntamento che questo sport vanta nel nostro Paese. Ben 1.250 atleti iscritti tra uomini e donne, davvero poche le defezioni, si sono contesi la vittoria, ottimamente gestiti da un’organizzazione impeccabile e oliata a puntino. Un’edizione che si può definire perfetta, grazie anche al fatto che le nubi minacciose addensatesi nel cielo del Garda all’ultimo momento hanno deciso di risparmiare i concorrenti, contrariamente allo scorso anno, e con le strade chiuse al traffico. Per la cronaca la pioggia è cominciata a cadere subito dopo la fine, con squisita delicatezza.

Alle 12,30 il suono comandato da una divertita e coinvolta Katia Ricciarelli, che ha segnato l’avvio della competizione femminile con 1.500 metri di nuoto da punta Cornicello per approdare ad una fascinosa zona cambio, prima dei 40 km in bicicletta e poi dei 10 km “running”. Poco dopo è partita anche l’elite maschile, promettendo subito battaglia con tanti favoriti alla vigilia.

Tra le donne invece la favorita c’è: si chiama Mateja Simic e, pur essendo slovena, è italiana d’adozione e gareggia per il Triathlon Cremona. Mateja controlla le rivali, terminando la prima frazione (vinta dall’azzurra Gaia Peron - FFOO) al sesto posto, ma in bici pianta tutte in asso e mette in atto la strategia vincente che svelerà poi nelle interviste del dopogara: fare selezione in bici e gestire il vantaggio nella corsa, conscia di dover rivaleggiare con atlete come la Vodickova, capace di tenere il suo ritmo nella parte conclusiva. Dietro di lei si forma un duo composto dalla stessa Radka Vodickova e dalla nostra Gaia Peron; un’accoppiata che sembra potersi giocare indisturbata i gradini più bassi del podio. Molto staccate le altre, guidate dalla francese Camille Donat e da Elisa Battistoni. Ma l’ultima frazione porterà la sorpresa negativa per la Peron, che dopo essere stata staccata dall’atleta ceca in avvio, patisce anche una crisi di crampi e subisce l’incredibile rimonta dell’ungherese Erika Csomor, la quale le recupera ben tre minuti nei 10 km conclusivi in centro a Bardolino e sul lungolago, tra due ali di folla e i tanti turisti che hanno affollato, come decantato da il Sole 24 ore, il “Borgo più vivibile d’Italia”. La triathleta delle Fiamme Oro è arrivata al traguardo comunque quarta in quella che ha definito la gara più bella a cui abbia mai partecipato.

Grande equilibrio invece nella prova maschile, con un plotoncino di otto atleti che si è raggruppato all’inizio della frazione in bici e ha badato esclusivamente a tenere a distanza gli inseguitori. Dietro i fuggitivi un’altra decina di concorrenti è arrancata a più di un minuto, senza alcuna possibilità di rientrare. Decisivi dunque, come molto spesso accade, i dieci chilometri conclusivi, in cui si sono immessi praticamente alla pari gli italiani Ceccarelli, Molinari, Ballerini, Facchinetti e Casadei, accompagnati dagli ungheresi Pocsai e Kuttor e da una vecchia conoscenza di Bardolino, il plurivincitore degli anni passati Vladimir Polikarpenko.

Alberto Casadei e Balazs Pocsai spingono fin dal primo tratto e fanno il vuoto alle loro spalle, ma i sogni di vittoria dell’atleta delle Fiamme Oro si infrangono a due km dalla fine sull’allungo decisivo dell’ungherese, che vince con pieno merito. Casadei tenta di reagire ma nulla può contro un Pocsai incontenibile. Terzo arriva il vincitore di Bardolino 2007, Csaba Kuttor, poi un trio azzurro formato da Giulio Molinari, Luca Facchinetti e Luciano Taccone. Menzione d’onore per quest’ultimo, autore di gran lunga della miglior frazione di corsa, chiusa nel notevole tempo di 31:54.

Si chiude così un’edizione memorabile e davvero riuscita. La scommessa di ammettere alla competizione un numero così elevato di concorrenti è stata vinta, e fugati tutti i timori legati a un possibile caos nelle aree di cambio. L’appuntamento è dunque per il 2012, con la gara che farà da ponte ideale verso lo storico trentennale del Triathlon di Bardolino e con un sogno nel cassetto, entrare in un circuito internazionale blasonato. Dante Armanini, uno dei tre inventori insieme a Francesco Marchiori e a Camillo Cametti, sta lavorando già a questo obiettivo.

Premiazioni affollate con le istituzioni ad incitare gli organizzatori, sindaco Ivan De Beni di Bardolino in testa.

Info: www.triathlonbardolino.it



Le dichiarazioni del dopogara



Pocsai: “Quella di corsa è la mia frazione migliore e l’ho sfruttata, scattando a due km dalla fine. È la seconda volta che vengo a Bardolino dopo il nono posto ottenuto due anni fa. La corsa mi piace moltissimo e sono felice di avercela fatta”.



Casadei: “Eravamo insieme all’ottavo km, poi Pocsai ha aumentato, m’ha dato 10 secondi in un chilometro ed è rimasto là. Avevo i riferimenti cronometrici ogni 500 metri ma il distacco è rimasto invariato: il momento decisivo è stato quello.”



Kuttor: “La gara di Bardolino è molto tecnica, quindi ho badato a controllare nella frazione a nuoto e ad entrare nel primo gruppo in bici. La parte in bici era molto dura, quindi non ci siamo attaccati ma aiutati a vicenda. Poi nella corsa io ho mantenuto i miei livelli da 33’ sui 10 km, mentre gli altri sono semplicemente andati più forte, dunque non ho niente da rimproverarmi. Ero anche stanco, dopo aver partecipato a Klagenfurt la settimana scorsa.”



Simic: “Conosco il percorso come le mie tasche, e sapevo che la differenza potevo farla solo in bicicletta, ed è lì che ho spinto al massimo. Radka la conosco dalla Coppa Europa e so che nella corsa è al mio stesso livello, quindi ho deciso questa strategia che alla fine ha pagato. Fin dall’inizio ero convinta di poter vincere la gara.”



Vodickova: “Ero assieme alla Peron dopo il nuoto, ma non c’è stato modo di tenere la Simic che si è involata sulle alture in bici. Soffro molto questa corsa, che è molto particolare anche se mi piace. Mi ero già piazzata seconda cinque anni fa, ma sono comunque soddisfatta.”



Csomor: “Ho corso bene, superando la Peron al settimo chilometro e mezzo per conquistare il terzo posto. L’ho superata di netto, senza che opponesse resistenza e sono riuscita ad arrivare sul podio.”



Peron: “Ho fatto una bella gara, ma purtroppo nella frazione di corsa ho avuto un attacco di crampi. A quel punto non avevo più speranze di podio e ho pensato solo ad arrivare in fondo”.



Classifica maschile



1) Balazs Pocsai (HUN) 1.52.06; 2) Alberto Casadei (FFOO) 1.52.06; 3) Csaba Kuttor (HUN- Peperoncino Team) 1.52.49; 4) Giulio Molinari (CS Carabinieri) 1.53.02; 5) Luca Facchinetti (TD Rimini) 1.53.04; 6) Luciano Taccone (Yarg) 1.53.21; 7) Brice Daubord (FRA - DDS) 1.53.44; 8) Leonardo Ballerini (Triathlon Cremona) 1.53.54; 9) Vladimir Polikarpenko (UKR CUS Torino) 1.54.00; 10) Mattia Ceccarelli (Peperoncino Team) 1.54.29.


Classifica femminile

1) Mateja Simic (SLO – Triathlon Cremona) 2.07.32; 2) Radka Vodickova (CZE) 2.09.27; 3) Erika Csomor (HUN) 2.10.19; 4) Gaia Peron (FFOO) 2.11.02; 5) Eszter Dudas (HUN- Peperoncino Team); 6) Elisa Battistoni (Freezone) 2.12.01; 7) Francesca Tibaldi (Bcicli Triathlon) 2.14.05; 8) Camille Donat (FRA - Peperoncino Team) 2.14.29; 9) Renate Forstner (GER - TSV 1860) 2.16.46; 10) Carla Elena Stampfli (DDS) 2.20.11.



 

sabato 18 giugno 2011

Maratona del Gargano: presenti i big! Com.4

Maratona del Gargano: presenti i big! Com.4
Alla maratona del Gargano che vedrà il suo svolgersi nel pomeriggio di sabato 18 giugno, nel piccolo quanto tranquillo paesino di Cagnano Varano (FG), saranno presenti molti big che sicuramente si daranno battaglia sulle strade del Gargano: Giorgio Calcaterra, recente vincitore per la sesta volta consecutiva della Firenze-Faenza, ovvero il mitico Passatore. Marco d’Innocenti, l’ingegnere di Subiaco, dal curriculum di ultramaratoneta lungo più della lista della spesa per un reggimento di soldati. Mario Fattore, idem come sopra dicasi di lui. Pio Malfatti, altro maratoneta dal progetto ambizioso ma non impossibile in questo 2011, 150esimo dell’Unità d’Italia: correre una maratona in ogni regione, o meglio dire, correrne trenta e tutte sotto le tre ore. Il progetto prende il nome di “Maratrenta”. E poi il fortissimo maratoneta, oriundo cagnanese. Fra le donne, fra le altre anche la compagna di Calcaterra, Veronica Correale, recente vincitrice a Martinsicuro. Ma poi c’è un altro illustre maratoneta, se non nei numeri, nello spessore morale, e si tratta di Don Luca Santoro, che, dopo aver sistemato ogni cosa, pomeriggio in maglietta e pantaloncini correrà la sua maratona: “Per un prete è sempre molto complicato partecipare ad una maratona che, nella maggior parte dei casi, è organizzata di domenica, questa invece l’abbiamo fatto apposta ad organizzarla sabato pomeriggio e siamo fieri come Parrocchia di collaborare alla realizzazione della stessa. Siate i benvenuti”.
Il paese si è animato presto questo sabato mattina, pieno fermento e piena attività. Da tanto la Maratona del Gargano non aveva un successo simile, diamo un po’ di numeri: 200 iscritti sulla maratona, 300 sulla mezza maratona, un centinaio sulla 10km e più di 50 staffettisti, per un totale di circa 700. Un boom di iscritti a questa edizione del 2011 che solo una volta, nel passato, aveva superato. La serata finirà con canti, balli e l’immancabile pasta-party sotto le stelle.
Ufficio stampa Maratona del Gargano
in attesa della maratona eccovi il video della pizzicata Cagnano varano

venerdì 17 giugno 2011

53 azzurri a Stoccolma per l'Europeo a squadre

53 azzurri a Stoccolma per l'Europeo a squadre


Il Direttore Tecnico delle squadre nazionali Francesco Uguagliati ha comunicato questa mattina l'elenco dei convocati per il Campionato europeo a squadre, in programma a Stoccolma (Svezia) nelle giornate di sabato e domenica 18 e 19 giugno. Vestiranno l'azzurro 53 atleti (27 uomini e 26 donne, tra queste ultime anche la riserva viaggiante, la mezzofondista Valentina Costanza), impegnati nelle 40 gare che compongono il programma. Iscritte, oltre a quella italiana, le formazioni di Bielorussia, Rep. Ceca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Portogallo, Russia (campione uscente), Spagna, Svezia e Ucraina. La delegazione tricolore raggiungerà la Svezia nella giornata di giovedì. Di seguito, il dettaglio dei convocati.


UOMINI / Men
100-200-
4x100
EmanueleDI GREGORIOC.S. Aeronautica Militare
SimoneCOLLIOG.A. Fiamme Gialle
MaurizioCHECCUCCIG.S. Fiamme Oro Padova
MatteoGALVANG.A. Fiamme Gialle
RobertoDONATIC.S. Esercito
FabioCERUTTIG.A. Fiamme Gialle
JacquesRIPARELLIC.S. Aeronautica Militare
400-4x400Marco FrancescoVISTALLIG.S. Fiamme Oro Padova/Atl. Bergamo 1959 Creberg
DomenicoFONTANAG.S. Fiamme Oro Padova/G.A. Bassano
AndreaBARBERIG.A. Fiamme Gialle
LucaGALLETTIC.S. Carabinieri Sez. Atletica
IsalbetJUAREZG.S. Fiamme Oro Padova
MatteoGALVANG.A. Fiamme Gialle
800 mt MarioSCAPINICus Pro Patria Milano
1500 mt LukasRIFESSERC.S. Esercito
3000 mt StefanoLA ROSAC.S. Carabinieri Sez. Atletica
5000 mt AhmedEL MAZOURYG.A. Fiamme Gialle/Atl. Lecco Colombo Costruz.
3000 stPatrickNASTIG.A. Fiamme Gialle/Marathon UOEI Trieste
110hs EmanueleABATEG.S. Fiamme Oro Padova
400 hs GiacomoPANIZZAAtl. Lecco-Colombo Costruz.
alto / HJSilvanoCHESANIG.S. Fiamme Oro Padova
asta / PVGiuseppeGIBILISCOG.A. Fiamme Gialle/Bruni Pubbl. Atl. Vomano
lungo / LJAndrewHOWEC.S. Aeronautica Militare
triplo / TJFabrizioSCHEMBRIC.S. Carabinieri Sez. Atletica
peso / SPMarcoDI MAGGIOC.S. Aeronautica Militare
disco / DTGiovanniFALOCIG.A. Fiamme Gialle
giavellotto / JT RobertoBERTOLINIG.S. Fiamme Oro Padova
martello / HTNicolaVIZZONIG.A. Fiamme Gialle
DONNE / Women
100-200-
4x100
AudreyALLOHG.S. Fiamme Azzurre/Atl. Firenze Marathon SS
Tiziana Maria GRASSOCus Parma
Maria AuroraSALVAGNOC.S. Aeronautica Militare
GiuliaARCIONIG.S. Forestale
VeronicaBORSIG.A. Fiamme Gialle
MarziaCARAVELLIC.U.S. Cagliari
400 mt
4x400
MartaMILANIC.S. Esercito
Maria EnricaSPACCAG.S. Forestale
ChiaraBAZZONIC.S. Esercito
Elena MariaBONFANTIAtl. Lecco-Colombo Costruz.
EleonoraSIRTOLICamelot
LibaniaGRENOTG.A. Fiamme Gialle/Cus Cagliari
800ElisaCUSMA PICCIONEC.S. Esercito
1500ElisaCUSMA PICCIONEC.S. Esercito
3000 mtSilviaWEISSTEINERG.S. Forestale
5000 mt AnnaINCERTIG.S. Fiamme Azzurre
3000 stGiuliaMARTINELLIG.S. Forestale/Atl. Studentesca CA.RI.RI
100hs MarziaCARAVELLIC.U.S. Cagliari
400 hs ManuelaGENTILIA.S.D. C.U.S. Palermo
alto / HJRaffaella LAMERAC.S. Esercito
asta / PVElenaSCARPELLINIC.S. Aeronautica Militare/Audacia Record Atletica
lungo / LJTaniaVICENZINOC.S. Esercito
triplo / TJSimonaLA MANTIAG.A. Fiamme Gialle
peso / SPChiaraROSAG.S. Fiamme Azzurre
disco / DTLauraBORDIGNONG.S. Fiamme Azzurre
giavellotto / JT ZahraBANIG.S. Fiamme Azzurre
martello / HTSilviaSALISG.S. Fiamme Azzurre/Cus Genova
Riserva:                               Valentina COSTANZA                    (C.S. Esercito)
Nella foto, Nicola Vizzoni (Giancarlo Colombo/FIDAL)
fonte Fidal.it

Domani 18 giugno la maratona del Gargano, Cagnano Varano

Sabato la Maratona del Gargano, sabato 18 gugno 2011

Mancano pochi giorni all’8^ edizione della Maratona e Mezza del Gargano, organizzata dal G.S. Atletica Stracagnano, in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria della Pietà, il comune di Cagnano Varano e Lupo Sport Marathon. Infatti, quest’anno, la Maratona sarà tappa del Circuito Lupo Sport Marathon, giunto alla sua 11^edizione. Il via sarà dato sabato 18 giugno alle ore 16,30.

Tra storia e leggenda, Cagnano oggi

Cagnano Varano è un piccolo comune del foggiano dedito a turismo e pesca, situato sul lago Varano, ha origini antichissime e sorge su una collina che, secondo la tradizione, fu sede dell'antica città italica di Uria, citata anche da Plinio e Strabone. Famosa poi per chi vuole visitare la zona, la Grotta di San Michele Arcangelo. Secondo la tradizione, l’Arcangelo si sarebbe fermato nei pressi di Cagnano, dopo essere fuggito da San Marco, poiché non era stato ben accolto. La veduta e la vicinanza poi di Cagnano sul Gargano con la panoramica vista sulle Isole Tremiti ne fanno un luogo di attrattiva, ma anche di quiete assoluta. Per chi vuole vivere un fine settimana all’insegna del non solo sport, ecco che Cagnano offre quanto di meglio sa con musica, canti e balli durante e dopo la Maratona e pasta party finale.

La Maratona

La Maratona e la Mezza Maratona si svilupperanno secondo il seguente percorso: partenza unica da Cagnano Varano, attraverso la SS.89 ove sarà posizionato il giro di boa , ritorno a Cagnano Varano. Premiati i primi 5 di ogni categoria, maschile e femminile. La Maratona sarà valida anche come Campionato regionale UISP di Maratona. Per quanto concerne i nomi di prestigio l’organizzazione non ha ancora “sciolto le riserve”, ma di sicuro, oltre ai tanti supermaratoneti e ultramaratoneti, al via ci sarà anche Don Luca Santoro, il parroco di Cagnano e noto maratoneta e ultramaratoneta seriamente intenzionato a scrivere quanto prima il suo nome al Club Supermarathon Italia. E’ lui, Don Luca, che rinnova l’invito ad essere presenti: “Invito tutti a Cagnano Varano sabato pomeriggio 18 giugno, per l'ottava edizione della “Maratona del Gargano”. Il Lago di Varano con le Isole Tremiti che si possono ammirare lungo il percorso costituiscono indubbiamente un magnifico e incantevole scorcio del panorama garganico; l'atmosfera familiare che gli atleti avvertono durante la manifestazione, il clima festoso e il ricco pasta party accompagnato da animazione musicale al termine della gara, arricchiscono gli ottimi motivi per ritrovarci. Vi aspetto!”

Iscrizioni

Per le iscrizioni utilizzare l’apposita scheda di iscrizione scaricabile sul sito della manifestazione, anche in fotocopia, accompagnata con la quota di iscrizione di €25 per la Maratona, € 15 per la Mezza e €7,00 per la 10 km. Le iscrizioni si chiudono il 16 giugno.

Per i Supermaratoneti iscritti al Club e per i Nobili : quota fissa di € 15,00.

Le quote dovranno essere versate su C.C. P. N. 80753379 intestato a D.A. Giuliani Pasquale, oppure bonifico bancario intestato a ASD STRACAGNANO, Cod. Iban : It91 U 05584 78310 000000008132

Sito della manifestazione: www.maratonadelgargano.it

I convocati per il campionato del mondo di ultra trail

Ho il piacere di comunicare che sono state formalizzate ed autorizzate le proposte di convocazione degli atleti che rappresenteranno l’Italia al prossimo Campionato del Mondo di UltraTrail, che avrà luogo in Irlanda il 9 luglio 2011.
Su indicazione del Consulente Tecnico Iuta di specialità Enrico Vedilei e del suo collaboratore Roberto Beretta, ho pertanto inviato al Settore Tecnico della Federazione la seguente lista di 9 uomini e 6 donne per l’iscrizione alla competizione individuale:

rappresentativa maschile (in ordine alfabetico)Caroni Francesco, Cavallo Giuliano, Fedel Silvano, Fornoni Daniele, Granzotto Fabio, Tagliaferri Massimo, Trincheri Lorenzo, Zanchi Marco e Zarantonello Marco;

rappresentativa femminile (in ordine alfabetico)Arrigoni Giuliana, Bertasa Cinzia, Fori Katia, Mora Cecilia, Pensa Patrizia e Zantedeschi Cristina.

Il Campionato del Mondo 2011 di UltraTrail, oltre ad assegnare il titolo individuale maschile e femminile, prevede anche, per la prima volta, lo svolgimento del Campionato del Mondo a squadre per nazioni, con due classifiche separate, una maschile ed una femminile. Ciascuna squadra potrà essere composta al massimo da 6 atleti. Mentre per la squadra femminile la lista è già definitiva, i nominativi dei sei atleti che comporranno la squadra maschile verranno annunciati alla vigilia della manifestazione.
Con l’occasione ringrazio anticipatamente lo staff della Iuta e per essa il suo Presidente per l’importante supporto logistico ed organizzativo che verrà fornito al buon esito della trasferta.

Torino-Roma No Stop: per sempre!

Ultramarathon - Ultra - Giugno 2011
Torino_Roma_No_Stop_2011“Per sempre...” E' l'ultima fatica di Susanna Tamaro, e anche l'ultimo libro che sto ancora leggendo che si intreccia nella vita vissuta. Un cammino interiore molto moderno e attuale, il cammino interiore di un uomo colpito da una tragedia più grande di lui. E' cosi la Torino-Roma, una corsa, un'avventura, un cammino esteriore ed interiore che, dal programma che avevamo in mano, era di 715 km, ma da alcuni rilevamenti dei GPS forse aveva qualche chilometro in più. Senza contare le salite, gli attraversamenti dei passi come quello del Bracco, ad un livello di 600 m e un D+ superiore. E' finita! Giovedì 9 giugno, una settimana dopo quel 2 giugno, ore 11 e qualche minuto di ritardo, mente in Piazza Castello a Torino, gli alpini suonavano l'alza bandiera, 17 intrepidi protagonisti partivano alla volta di Roma. Sono arrivati in 8 in Piazza del Popolo a Roma, che all'ultimo momento ha sostituito l'Altare della Patria, un sogno a lungo caldeggiato dai protagonisti: Antonio Tallarita, mercoledì 8 giugno, alle ore 14, si presenta per primo nella Piazza accompagnato dai suoi sostenitori venuti da Reggio Emilia, nella notte è arrivato Roy Pirrung, americano dal curriculum di ultramaratoneta impressionante. Alle ore 13 di giovedì 8 giugno è arrivato l'ultramaratoneta Aldo Maranzina, un'ora dopo la prima donna, Marinella Satta, già azzurra di ultramaratona negli anni a cavallo fra i '90 e il 2000. Qualche ora successiva giunge il maltese di Roma, Victor Vella, in serata, con qualche minuto di anticipo dello scadere del tempo limite dato dagli organizzatori, sono giunti in ordine: Paolo Aiudi, finanziere nella vita, la seconda donna, la trentenne Paola Pari, l'altro fratello Aiudi, Luca, poliziotto.
Sono loro tre i vincitori morali di questa avventura, soprattutto lo è la piccola grande Paola Pari, per la sua tenacia, forza interiore, per la costanza e capacità di sopportare il dolore. 715-720 km non sono uno scherzo, sono un cammino interiore che non lascia indifferenti. Un arrivo a Roma un po’ spartano per tutti tranne che per il primo e per gli ultimi. Il primo, Tallarita, perché seguito da molti suoi fan venuti da Reggio Emilia e anche da Roma, gli ultimi i fratelli Aiudi e Paola Pari, aiutati negli ultimi 50 km di questa lunga avventura dai loro amici del Marathon Truppen. Sono stati gli ultimi 50 km in cui hanno corso insieme a qualcuno, per il resto la loro lunga corsa è stata solitaria, senza aiuti che quelli forniti dagli organizzatori de Il Giro d'Italia Run di Torino.
Li abbiamo seguiti in questi lunghi 7 giorni, abbiamo fatto il tifo per loro, abbiamo sperato, perché quando si supera metà del cammino, ritirarsi è un verbo che non può esistere dal vocabolario. A partire con loro c'erano altri grandi atleti del calibro di Paolo Rovera, Fausto Parigi, l'ironman Vincenzo Catalano, Pietro Frendino, Vasile Frigura, Giovanni Giuliano, Fortunato Grillo, Nicola Adamo e l'ideatore-organizzatore, Enzo Caporaso, l'ultimo a ritirarsi. Tutti loro compreso i ritirati sono gli eroi della Torino-Roma No stop 2011.
La Torino-Roma è stata una delle più belle e affascinati avventure vissute su suolo italico in questo anno: ci vuole una buona dose di capacità e freddezza e anche “pazzia” a inventarsi una gara simile, a metterla in piedi senza sapere, ma ci vuole ancora più dose di “pazzia”, incoscienza, a mettersi in cammino per 720 km, e non tutti erano forniti di personale assistenza. A parte l'organizzatore Caporaso, la Satta e Tallarita, gli altri, nessuno di loro aveva alcuna personale assistenza. Ed è qui che entra in gioco l'organizzazione: 13 check-point posti lungo il cammino fra i 50 e gli 80 km di distanza l'uno dall'altro, attraverso quattro regioni, il Piemonte, la Liguria, la Toscana, il Lazio.
Sono gli eroi di questa lunga avventura, i decani delle lunghissime distanze, l'americano Roy Pirrung e Aldo Maranzina, esperti delle gare oltre 48 ore, gli altri alla loro primissima esperienza, tranne che per lo Spartathleta Tallarita, gli altri avevano solo nel curriculum la 24 ore e alcuni la Nove Colli, come i tre magi solitari gli Aiudi e la piccola Pari, peraltro senza neanche finirla. L'eroina, la vincitrice morale di questa avventura la trentenne Pala Pari, partita con le vesciche ai piedi e finirla senza piedi su cui riversare le proprie lacrime di gioia.
Ma ci sono altri eroi di questa splendida avventura che ha visto il sole nascere e tramontare diverse volte, per compagnia solo le stelle del cielo e a volte anche la pioggia, l'oscurità della notte neanche rischiarata dalla luna a condurre i viaggiatori verso la meta.
Ci sono altri eroi in questa splendida avventura, e sono i 15 volontari al seguito della carovana. Ci sono altresì due eroine che hanno dato tutto se stesse affinché tutto andasse per il meglio, due eroine senza la quale questa avventura non era e sarebbe tale, la conditio sine qua non. Sono due fiori nel deserto che rispondono al nome di Cristina Borra, avvocato nella vita e Tiziana DeMaria, tra l'altro anche la portavoce, l'ufficio stampa della manifestazione e delle altre manifestazioni organizzate dal Il Giro d'Italia Run. Per loro due, cosi come per gli altri volontari non ci sono parole e frasi sufficienti per ringraziarli e le lacrime di Tiziana a fine avventura forse dicono tutto. Insieme a loro ci sono stati volontari dal cuore grande, incommensurabile, non hanno dormito molto in qusta lunga settimana, spostandosi da un check-point all'altro, mentre le due eroine erano sempre per strada notte e giorno a macinare chilometri con le loro macchine strapiene di ogni genere di conforto. Non ci sono parole per la loro tenacia, la loro passione, la dedizione, la loro grande umanità, cosi come per gli altri, Giannina (colei che mi ha regalato la bella maglia della 24 ore di Torino, a Livorno prima di tornare a casa, alla vita di sempre), Paola, un'altra grande del gruppo, pronta a soddisfare ogni piccola o grande richiesta e poi Giorgio, Domenico, Vito, Emilio e tutti gli altri di cui non ricordo i nomi. Perché se è vero che “Nessuno si salva da solo”, sono loro, insieme ai magnifici otto vincitori, gli eroi di questa grande avventura in mezzo al deserto delle nostre strade, talora affollate, talora trafficate, talora solitarie.
Alla fine, tutti felici i protagonisti di questa memorabile avventura, ancora da raccontare, tutti dimentichi delle sofferenze patite, al telefono Marinella Satta dice: “Ora so quali sono i miei limiti” così le fa eco Paolo Aiudi, che nella vita è stato colpito da una tragedia quasi simile a quella del protagonista del libro di Susanna Tamaro.
La Torino-Roma è giunta al termine, con la festa finale nella bella Piazza del Popolo a Roma, ma la sua eco rimarrà nel nostri cuori “Per sempre...”

Torino-Roma No stop: 5° giorno, Tallarita non molla!

Panta rei os potamòs! Antonio Tallarita prosegue la sua marcia verso Roma, come un vetusto guerriero, verso quell’Iter gloriae che lo condurrà all’Altare della Patria!
Sono trascorsi cinque giorni dal quel 2 giugno tricolore torinese, per Antonio Tallarita e gli altri otto compagni di viaggio tutto scorre, la strada, le città, gli alberi, i chilometri, tanti, davvero tanti, per molti la maggioranza, inimmaginabili, 720 km circa, troppo faticoso pure a pronunciarli e davanti a loro solo la meta! Panta rei! Di giorno la vita che scorre veloce come un fiume, di notte la solitudine dell’ultramaratoneta in cammino versus et intra.
E’ stata un’altra notte difficile quella trascorsa fra domenica e lunedì, le vesciche si fanno prepotentemente sentire, il sonno c’è ma il verbo dormire è come qualcosa da cancellare dal proprio vocabolario personale, il sonno e la stanchezza sono come le sirene ammaliatrici che, con il loro suadente canto rivolto ai naviganti, chiedevano loro di indugiare, ma questo li portava a sicura morte. Solo Ulisse si è salvato e oggi ci prova Antonio Tallarita e, con lui, gli altri amici. La notte buia e tormentosa è trascorsa, la giornata di lunedì ha visto Antonio Tallarita avanzare bene, lasciata la provincia di Livorno, avviatosi verso quella di Grosseto, alle ore 1 di notte, dopo la sosta al check-point di Venturina, Antonio si è avviato verso Grosseto, anche se con molta difficoltà, dove presso il campo scuola di atletica leggera era posto il check-point. Il tempo seppur bello, contrariamente a quanto successo agli altri atleti in gara che, sulla famigerata Aurelia pisana hanno vissuto anche loro una notte di tregenda! A Grosseto, Antonio Tallarita, dopo essere stato medicato e massaggiato dallo staff medico, Dottor Citarella e Giovanni Moccia, ha incontrato alcuni fans e soprattutto l’ultramaratoneta, l’architetto Silvia Sacchini, che corre per il Marathon Bike di Grosseto. Silvia è ferma da parecchi mesi, per problematiche legate al lavoro che le impediscono di allenarsi con continuità e per periodi lunghi, come prevede chi prende sul serio l’ultramaratona (fra le sue maggior soddisfazioni, annovera il terzo bellissimo posto femminile alla 100 km di Tarquinia del 2009). Dopo l’abbraccio alle ore 18.00 di lunedì 6 giugno, Antonio ha lasciato Grosseto per dirigersi verso Manciano, un minuscolo Comune di 7.000 abitanti posto a circa 62 km dalla provincia grossetana e soprattutto è il paese di confine fra le regioni Toscana e Lazio. Antonio si appresta così a lasciare la terza regione interessata dall’evento, per entrare poi in quel Lazio, miraggio per i più a inizio fatica, che sempre più sta prendendo forma sotto l’incedere dei passi talvolta lunghi, talvolta corti, brevi del moderno Ulisse o, se vogliamo rimanere in chiave podistica, del moderno emerodromo, chiamato ad annunciare che l’Italia, dopo 150 anni è lì, ancora unita, sotto quel tricolore nato ufficialmente nella città di residenza di Tallarita, Reggio Emilia. Ha un alleato molto particolare Antonio, oltre allo staff medico già menzionato ieri che fa l’impossibile, oltre ciò che sarebbero i ruoli effettivi, standogli accanto notte e giorno, c’è una conditio sine qua non, senza la quale non potrebbe esser dove è al momento, a meno di 200 km da Roma: si chiama Salvatore Tallarita, il fratello maggiore, colui che spesso e volentieri quanto può segue Antonio nelle varie imprese, anche a Brive, durante il Mondiale di 24 ore, c’era Salvatore a supportarlo. Salvatore, sposato, vive a Gela, in Sicilia, guida in questa avventura un camper pieno di rifornimenti ove a volte sogna di distendersi per riposare, ma non può, c’è un fratello da aiutare, da seguire, su cui vigilare! Se Antonio è giunto sin qui, molto lo si deve a lui, al sangue freddo tenuto la notte sul raccordo fra Viareggio, Torre del lago, la via Aurelia, quando Antonio si è smarrito. E’ stato lui a ritrovarlo, non è cosi semplice come raccontarlo! Salvo è davvero un alleato prezioso!
Per quanto concerne gli altri, nella giornata odierna, il maltese di Roma, Victor Vella è stato portato in ospedale ma poi è tornato ed ha ripreso chiudendo il cammino dei Nove.
A precederlo i fratelli Aiudi con Paola Pari, la giovane del gruppo. Al quinto posto procede instancabile Marinella Satta, prima donna, che, superata la difficoltà dell’ormai tristemente famosa Aurelia e dopo aver dormito un po’ di ore, ha ripreso con lena maggiore il suo cammino. Tutti in giornata hanno lasciato il campo base di Rosignano Solvay, mentre l’americano Roy Pirrung, conduce saldamente in seconda posizione a circa 61 km di distacco da Tallarita: dopo le ore 18.30 infatti aveva lasciato Venturina per dirigersi verso Grosseto. Terza posizione per l’organizzatore Enzo Caporaso, quarto Aldo Maranzina. Altra nota, da ieri sera a scortare Antonio Tallarita c’è anche il giudice UISP Eugenio Vaccaro, tra l’altro marito della Satta.
I nove procedono, Antonio non si lascia ammaliare dalle sirene, ma non si fa legare come il vero Odisseo, lui corre e cammina spedito verso l’iter gloriae, le sirene sono avvisate!

Torino-Roma no stop: vittoria di Antonio Tallarita!


Tallarita_Antonio_2011_Foto_Roberto_Mandelli_“Veni, Vidi, Vici”. Mai frase sembra più appropriata per celebrare la vittoria del successore del re di Roma, Antonio Tallarita che, nell’Anno Domini 2011, l’8 giugno alle ore 14.00 (orario dettato da esigenze tecniche di ripresa televisiva), faceva il suo ingresso trionfale nell’Urbe più famosa al mondo, scortato da alcuni amici, ma soprattutto scortato dal suo staff che lo ha seguito in questa gloriosa ed imperitura avventura, partita da Piazza Castello a Torino, 147 ore prima.
Non fu facile per l’organizzazione convincere Tallarita alla partecipazione a questa impresa a dir poco titanica che ricorda le grandi imprese dei guerrieri romani al seguito di Giulio Cesare, poi ebbe il suo assenso, ok, vengo e vedrò.. e no!
Veni, Vidi, Vici! Come Giulio Cesare annunciava con queste sole tre parole la trionfale vittoria contro l’esercito di Farnace II a Zela nel 47 a.C., Antonio Tallarita giunse, vide, vinse! Non più a quell’Altare della Patria simbolo dell’amor patrio, ma in Piazza del Popolo, una delle più belle Piazze della città eterna, è lì che dopo sei giorni di continuo incedere, alla media di 120 km al giorno, per sei giorni consecutivi, notte e giorno ininterrotti, attraversando paesi, città, fiumi, laghi, come ha scritto Giovanni Moccia sul blog del CTR di Reggio: “Per sei giorni abbiamo percorso le strade del Piemonte, della Liguria, della Toscana e del Lazio. Di giorno e di notte. Col sole, col caldo, col vento, con la pioggia. Attraverso città storiche e paesini sperduti di montagna. A pochi metri dal mare, al culmine di un valico montano. Nel silenzio e nella tranquillità della campagna tosco-laziale, nel frenetico traffico del sabato notte in Versilia. Tra la paura di non farcela e la certezza di essere a un passo dalla storia…”.
E poi c’è stato il passo del Bracco, la solitudine dell’ultramaratoneta in una notte stellata e piena di lucciole, o quando Antonio ha attraversato, in una brutta notte, con il suo staff medico e tecnico, l’odierno Rubicone, l’Aurelia, in Toscana, e una volta superata… Alea jacta est! E poi l’entrata tante volte sognata, ambita, desiderata, nel Lazio, l’attraversamento della Tuscia, e, infine, la Città eterna! Roma! Entrata trionfale con accanto il Presidente della società sportiva cui milita Antonio Tallarita, Giuliano Mainini, alcuni amici romani fra cui Mauro e Gianluca, ma soprattutto l’Assessore provinciale di Reggio Emilia, Marco Fantini, l’artefice di questa avventura, giunto martedì 7 offrendo supporto morale e pratico nelle ultime 24 ore di gara.
Torino-Roma solo andata no stop! 720 km senza contare quelli percorsi in più perché le rotonde sono sempre delle trappole e il personale Rubicone è sempre lì davanti!
Infine, ce l’ha fatta! Dopo i campionati mondiali di 24 ore, dopo la Nove Colli Running, 202 km, dopo la Spartathlon, (ove, per 246 km da Atene, attraverso il Peloponneso, Tallarita giunse a Sparta 17° assoluto, giustamente cinto di quella corona di ulivo cui venivano incoronati i vincitori delle antiche olimpiadi, accolto dalle ancelle, trionfante), dopo tutto questo e altro ancora, ecco i 720 km verso Roma, alla conquista della città eterna! A sostenerlo da casa la moglie, la Professoressa Gabriella impegnata negli scrutini di fine anno scolastico, ansiosa e sofferente, ma fiduciosa!
A sostenerlo in questi sei splendidi giorni uno staff medico non comune, del Centro Terapia riabilitativa di Reggio Emilia, nella persona del Presidente Giovanni Moccia, fisioterapista, del Dottor Roberto Citarella, unico, caro, amico, di una professionalità mista ad umanità e altre qualità, non facili da individuare in un’unica persona. Il fratello di Antonio, Salvatore, la conditio sine qua non questo viaggio e questa avventura non potevano mai svolgersi!
I ringraziamenti per l'organizzazione che non si è risparmiata in niente offrendo supporto morale e materiale ai partecipanti, un grazie alle donne del Giro d'Italia Run, Cristina Borra, Tiziana Demaria e al Presidente, Enzo Caporaso e a ogni singolo volontario che ha contribuito alla riuscita della manifestazione, con dedizione, amore.
Tallarita ai microfoni di Radio Uno, sabato pomeriggio ebbe a dire: “Ringrazio, oltre allo staff medico e tecnico, l’organizzazione della corsa che sta offrendo un’assistenza impeccabile ai podisti, con tanti punti di ristoro e campi-base ospitali dove riposare e recuperare le energie. Nella vita di tutti i giorni sono un ingegnere, dirigente d’azienda. Lo sport mi dà equilibrio e serenità. La corsa è un momento importante che amo vivere con molta intensità. Io vivo a Reggio Emilia, la città che ha ideato il tricolore. Ecco perché non potevo proprio mancare alla Torino-Roma No Stop, una corsa che, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, collega la capitale storica a quella attuale del nostro Belpaese”.
Antonio Tallarita vince la Torino-Roma no stop con quasi 34 ore di anticipo sul tempo massimo dato dagli organizzatori. Veni, Vidi, Vici!

(Foto di Roberto Mandelli - Podisti.Net)

Torino-Roma no stop: Antonio Tallarita solo al comando

Torino_Roma_2011_Antonio_Tallarita“Nihil est magnum somnianti!” Il 2 giugno come previsto è partita da Torino, Piazza Castello, la Torino-Roma No stop di 720 km circa.
Subito in evidenza Antonio Tallarita, azzurro di ultramaratona, uno dei 17 partecipanti a questa impresa nel 150esimo dell’Unità Italiana, uno dei più accreditati alla vittoria finale, all’arrivo al Vittoriano, a quell’Altare della Patria in Roma che commemora la libertà della nostra nazione, nonché il sacrificio che ha comportato per la sua conquista.
Antonio Tallarita che rappresenta il Comune di Reggio Emilia, la città in cui vive e lavora (Società Lombardini), nel quale nacque ufficialmente il tricolore, dopo aver corso per i primi chilometri con Paolo Rovera (suo compagno di nazionale della 24 ore), il rumeno Vasile Frigura e soprattutto il ligure Fausto Parigi che era transitato per primo al primo vero check-point, si è incamminato in solitaria, da nessuno più infastidito, allorquando nel giro delle prime 24 ore si sono ritirati uno dopo l’altro tutti i più accreditati “avversari”. Sono però rimasti in gara gli “irriducibili” coloro che, con passo lento, pian piano, ma abituati a correre/camminare per giorni e giorni come Roy Pirrung, americano, Presidente dell’Associazione ultramaratona negli State, il maltese che abita a Roma, Victor Vella, il friulano Aldo Maranzina, Marinella Satta, atleta di casa, azzurra di ultramaratona di fine anni ’90, lo stesso organizzatore, Enzo Caporaso.
Il primo vero percorso impegnativo e anche abbastanza pericoloso è stato in Liguria, nella salita del Bracco, a una quota di circa 600 s.l.m., con un D+ molto più alto e totale assenza di luce, in una notte, quella fra venerdì e sabato, stellata bellissima e le solo lucciole a far da compagnia!
Le temperature giornaliere si assestano intorno ai 30° con un’alta percentuale di umidità, e la notte non si può dire che vada meglio!
Dopo tre giorni di corsa, domenica 5 giugno, all’affacciarsi del 4° giorno di gara, alle ore 10.00 circa Antonio Tallarita è partito dal settimo check-point, quello di Livorno verso Rosignano Solvay a più di 35 km di distanza.
Questa tappa è stata preceduta da una bruttissima notte, fra sabato e domenica, quando, all’uscita di Viareggio, Antonio ha perso la strada poiché da quel punto in poi, le segnalazioni del percorso manifestazione sono risultate inesistenti! Risultato disastroso che si va ad assommare alla stanchezza che Antonio sente: percorsi infatti circa 7 km in più, girovagando per ritrovare la strada, ovvero l’imbocco della pericolosissima Via Aurelia che attraversa alcuni paesi del pisano verso Livorno.
La via Aurelia è pericolosa per svariati motivi che vanno dai lavori in corso, al traffico particolarmente veloce, al buio pressoché totale in molti punti e, ultimo ma non ultimo, una via lunga parecchi km in balìa a viados, delinquenti, spacciatori, lucciole (non riferite ai cari simpatici volatili della famiglia dei coleotteri che emettono una magica luce!).
Antonio Tallarita ad un certo punto è stato preso da un simil attacco di panico e solo grazie al supporto dello Staff al seguito, si è convinto a non ritirarsi ed è riuscito ad arrivare a Livorno con 3 ore circa di ritardo rispetto alla sua tabella di marcia.
Menzione a parte merita lo Staff medico di cui dispone Antonio: il Dottor Roberto Citarella e il massaggiatore Giovanni Moccia del CTR di Reggio Emilia sono, non solo medico e massaggiatore, ma amici, consulenti, guida morale e reale (non ci sono apripista, pur essendo una gara definita competitiva), un qualcosa che va ben oltre il loro status.
Fino a domenica mattina, Antonio Tallarita ha percorso 375 Km dei 720 circa in programma, senza ovviamente contare i km percorsi in più: Numquam quiescere Antonio!

Marinella Satta alla Torino-roma No stop

Ultramarathon - Ultra - Giugno 2011
“Immenso cuore, immensa energia, immensa casinista! Guai se non fosse cosi!” E’ cosi che la definiscono gli amici, gli altri amici! Stiamo parlando di Marinella Satta, nata in Sardegna quasi 54 anni or sono, per 41 anni di attività sportiva ad alti livelli, trasferitasi a Torino, ove sposa un atleta allora di buon livello nella zona, ha due figli, ha giocato a basket militando in serie C e serie B, prima di darsi alla corsa. Dalla semplice corsa all’ultramaratona il passo è stato breve. Marinella è stata azzurra di ultramaratona sia della 100 km sia della 24 ore e sta partecipando alla Torino-Roma No stop che ha preso il via alle ore 11.00 di ieri da Torino, per arrivare a Roma dopo circa 712 km da effettuare in 7 giorni e 10 ore. Questo è il tempo concesso dall’organizzazione, l’Asd IlGirodItaliaRun. Fra le tante partecipazioni ai campionati di Marinella Satta piace menzionare la partecipazione al quello europeo di Belves (Francia) il 30 aprile 2000 dove ha ottenuto il 14° posto e conquistato la medaglia d’argento a squadre dietro la Francia. La squadra era composta anche da Maria Luisa Costetti, Maura Bulzoni e Maria Teresa Nardin.
Marinella un po’ mi somiglia: molto rompiscatole, molto propositiva e, soprattutto, al contrario di me, più passano gli anni, più diventa brava, buona, positiva, sempre sorridente, sempre con idee nuove ed innovative, tanto che continua a rompere le scatole a chiunque sia disposta ad ascoltarla, per realizzare tutti
i suoi progetti. E di progetti lei in testa ne ha anche per il prossimo futuro!
Prima di questa ennesima “pazzia” della Torino-Roma No stop, ha pure ricevuto il Guinness dei Primati per aver corso cinque maratone palleggiando per, udite udite, 42 km e 195 metri con un pallone da basket! Provateci! E’ l’unica al mondo, sia al maschile che al femminile, ad aver concluso la maratona con il
pallone da basket senza senza mai fermarsi, chiudendo in 4 ore e 28 minuti! Non solo, fra le sue performance, anche la 24 ore su tapis roulant dove ha totalizzato km 157,400, che significa il sesto posto mondiale e prima della categoria W50.
E’ unica, la Marinella! Solo chi ha la fortuna di conoscerla sa quanto grande è il suo cuore e quando pensa agli altri! E’ sua l’idea messa in pratica di organizzare, con il gruppo delle Podiste Torinesi, la 1.000 Donne x 1.000 metri, che si è svolta qualche giorno fa a Borgaretto, Torino, per aiutare le donne più disagiate. Quest’anno hanno corso per le donne del Burkina Fasu.
Il vulcano pieno di idee asserisce che ci vuole “un pizzico d’incoscienza per fare questi 712 km no stop” Sarà seguita da suo fratello e da noi amici che, da
casa, tiferemo per lei e per tutti i 17 partenti per questa nuova avventura tutta da vivere e da correre!

Banzi: 6 ore dei Templari 2011

Ultramarathon - Ultra - Maggio 2011
Banzi_Ore_dei_Templari_2011Lo scorso anno, alla mia prima presenza, scrissi un articolo davvero bello su questa splendida manifestazione, anzi a dire il vero si tratta di una vera e propria festa che coinvolge primariamente non meno di una ventina di comuni del potentino che notoriamente guardano al proprio orticello (come spesso succede a tutte le latitudini del nostro paese e non solo). Difficile quest’anno superarmi o avvicinarmi alle parole di elogio che ebbi lo scorso anno, pertanto chiedo venia se quanto andrò ad esporre sarà una semplice e pura cronaca di una giornata in cui un migliaio e più di persone hanno potuto vivere un medesimo sogno.
Ecco cos’è la Sei ore e maratona dei Templari: un sogno lungo un giorno. A dire il vero il sogno comincia il giorno prima, appena “sbarcati” in quel di Banzi, un minuscolo comune del potentino praticamente al confine fra Basilicata e Puglia, di sole 1500 anime, cani compresi. Sì perché i nostri amici a quattro zampe sono anch’essi protagonisti, partecipano alla gara... senza pettorale, loro sono del luogo, ma ne sono attori inconsapevoli, aiutano i podisti, li rincorrono, li aiutano, silenziosamente e senza disturbare!
Parlavo di sogno, e i sogni sono difficili da raccontare, specie quando il sogno supera qualunque immaginario, quando il sogno si confonde beatamene con la realtà. E’ cominciato tutto venerdi 6 maggio, quando sulla strada che da Genzano di Lucania porta a Banzi, si possono ammirare distese verdi, una tavolozza di colori variopinti, un’aria fine che ti entra nei polmoni e da essa ne sei impregnata: aria pura, fresca, pulita. Un attimo, chiudi gli occhi e ti ritrovi catapultata nel medioevo, come se la macchina di Luciano Mastrodonato, maratoneta con un buon e lungo curriculum sportivo, fosse stata predisposta per un viaggio oltre i confini del tempo e dello spazio o, semplicemente indietro di circa mille anni.
Arrivati a Banzi, si notano tutti, dal sindaco Nicola Vertone all’assessore allo sport, cultura, sociale e chi ne ha più ne metta, Antonio Massaro, maniche di camicia in su, insieme ai tanti volontari sistemano panche, tavoli, ed impegnati a superare barriere logistiche di vario genere. La piccola ed operosa Banzi, i volontari provenienti da alcuni paesi della vallata, perché questo è un primo miracolo della Sei ore dei Templari: unire una vallata di circa 20 comuni, e far festa con loro, condividerne gioia e dolori e da qui estendere a tutto il territorio lucano, l’aria di festa , sport e solidarietà. Irene Franculli, Presidente della Genzano On the road, è di Palazzo San Gervasio, a pochi chilometri dalla cittadina bantina, Gabriele Mazzoccoli mente e braccia di questa festa, di Genzano, insieme ad altri e cosi via… L’elenco sarebbe lungo! Poi nel primo pomeriggio, resto in macchina con l’Assessore Antonio, c’è un atleta, anzi uno Spartatleta da recuperare, seduto tranquillamente su una panchina di un paese accanto: è Ivan Cudin, l’eroe di Sparta 2010, l’eroe di Banzi 2011!
E intanto arrivano anche gli altri da ogni regione d’Italia, dal Piemonte, dalla Lombardia con mitici Runners Bergamo, il Road Runners Milano, la Valsugana, tanto per citare qualche società. Arrivano tanti podisti con famiglie al seguito e intanto… è subito sera! E’ al tramonto che la cittadina sembra come sospesa, si viene coinvolti in un gioco incantevole e ingegnoso sul rapporto fra immaginazione e realtà (La storia infinita). E’ il 1088 quando sale al soglio pontificio Urbano II e l’anno successivo consacrerà la Chiesa di Banzi e la sua Abbazia. E’ da qui che, per ordine di Urbano, partiranno sette cavalieri appartenenti all’Ordine dei Templari, per le crociate. Ed è a Banzi che la sera prima della sei ore e maratona, si rinnova il rito dei Templari, ovvero dei "Pauperes commilitones Christi templique Salomonis" . Una sera di festa alla quale gli atleti non vogliono mancare: fra essi vestito da cavaliere Ivan Cudin, Fabio Ricci, il grande Boris Bakmaz e via via tutti gli altri. Un viaggio nel mito, nella storia, nella letteratura, un viaggio alla ricerca delle proprie impronte all’interno della storia infinita…
Sabato mattina, lo scenario cambia letteralmente, passato e presente, la piazza bantina si anima di svariate associazioni di ragazzi diversabili pronti per la camminata, preceduti dalle varie gare dei ragazzi delle scuole elementari e medie di tutta la vallata. Ecco la diversità con altre manifestazioni: l’interesse per questi ragazzi, l’importanza di farli sentire protagonisti, una giornata per loro, eleva questa organizzazione ad un rango di alto valore umano e rilevanza sociale: il loro sorriso, i loro gesti non lasciano indifferenti e non c’è pietismo, ma umanità, amore. Una festa nella festa che dura fino a mezzogiorno, quando viene offerto ai numerosi atleti e accompagnatori giunti da ogni dove il pasta party, sempre nella parte storica, dentro le mura di ciò che rimane della famosa abbazia benedettina. Nel pomeriggio comincia la kermesse per sei ore alla quale hanno partecipato 73 finisher sulla maratona, 165 finisher sulla lunga distanza. Il percorso certificato è di km 1,980, con un lancio iniziale di 615 m, mentre gli ultimi 25 minuti, si ritorna sul giro piccolo. Quest’anno il circuito ha subito uno spostamento di 330 m per l’improvvisa nube abbattutasi su una giornata spettacolare: l’ex sindaco di Banzi, colto da infarto, che abitava lungo il percorso della gara.
Alle ore 14 in punto, dopo l’affanno di sistemare tutto, affinchè si potesse tenere in piedi e continuare una festa e al contempo portar rispetto alla famiglia e a una persona che tanto ha dato per il paese, i quasi 250 atleti si sono lanciati lungo il percorso in un tripudio di colori, suoni, magia, non prima di aver ascoltato l’inno di Mameli e cosa più importante il dovuto minuto di raccoglimento per coloro che non son più, come Vito Frangione, cui la manifestazione porta il nome, un atleta, sportivo morto giovane, che, anche come dirigente, aveva portato l’atletica e altre iniziative sportive in una terra ancora troppo avara e ancora sorda al richiamo sportivo atletico, come del resto lo sono tanti altri posti della nostra penisola. In questo contesto che la sei ore si pone come collegamento fra storia, cultura, sport, volontariato. Tutti sono impegnati, la Pro Lco, il Comune, le associazioni dell’Alto Bradano, gli Amici di Ursone, la Protezione civile, la Croce Rossa e poi scultori e pittori, nonché espositori vari dei prodotti di una terra ricca e fertile. E mentre i grandi atleti inanellavano giro su giro, nella piazza gruppi folckloristici, scuole di ballo davano il meglio di sé, allietando accompagnatori e gente accorsa dai paesi vicini, perché tutti desiderosi di partecipare ad una festa senza tempo. Inutile dire che, se lo scorso anno il nome sulla bocca di tutti era l’inglese Richard Withehead che con le sue protesi sembrava trovarsi a suo agio, sull’asperita di un percorso non proprio piatto, quest’anno il nome più gettonato è stato quello di Ivan! Oltre a lui, una presenza importante fra tanti campioni: Cristian Sighel, Valsugana, ipovedente che ha corso affiancato dalla sua fidanzatina, Romina Ioratti, naturalmente senza cordino, per sei ore. Sono stati loro la coppia più acclamata, più applaudita. Non è voluta mancare Angela Gargano, reduce dalla 1.000 km di Atene, il marito Michele Rizzitelli, e poi gli atleti dell’esercito, con in testa Fabio Ricci, il forte atleta Saverio Giardiello. Sarebbero da menzionarli tutti, uno ad uno i partecipanti di questa edizione, come i tre ragazzi sordomuti capitanati da Vincenzo Perrone.
Passando all’aspetto agonistico e numerico, la maratona è stata vinta invece da Saverio Giardiello, atleta irpino, in poco meno di 3 ore, secondo posto per Fabio Ricci, terzo è stato Giuseppe Di Maio. La maratona femminile, infine, è stata vinta da Angela Latorre, con Alessandra Camassa e Wilma Chiarlone arrivate rispettivamente seconda e terza.
Naturalmente la sei ore è stata vinta da Ivan Cudin che, ad un successivo controllo dei bravissimi ed attenti cronometristi della DreamRunners di Perugia, risulta aver percorso 80,321 km. Secondo Valerio Fatatis, con 76,627 km e terzo Vito Intini, con 73,479 km. Vito è reduce dall’aver conquistato la miglior prestazione sulla 100 km corsa su un tapis roulant. Al femminile Luisa Zecchino, di Massafra, vince con 64,188 km percorsi, seconda l’atleta molisana Giovanna Zappitelli, con 59,893 km, terza la pesarese Chiara Zurli, con 58,269 km. Curiosità: tre atleti che hanno corso per la prima volta una sei ore e tutti e tre anno 1985, ovvero i più giovani in gara. La sei ore è stata salutata con i classici fuochi di artificio, mentre le premiazioni si sono protratte come in una festa senza fine fino a ora tarda.
Esternare gli elogi verso chi ti offre due giorni sospesi fra passato e presente, come a vivere una terza dimensione, a chi ti ha aperto la propria casa, il proprio ufficio, anche la biblioteca a disposizione, pranzo e cene per due giorni, e, per chi correva una minima spesa a fronte di un pacco gara che le migliori maratone si sognano di offrire ai podisti, fatto di prodotti locali, poi tavole imbandite per due giorni, vino a fiumi e tanto altro, uniti al benvenuto caloroso, alla disponibilità e cortesia di gente semplice che, senza tanti giri di paorle, ci hanno lascito tanti piccoli aneddoti su cui meditare una volta tornati a casa; tessere parole di elogio in questo contesto sembra semplice e scontato. Non ci sono parole, anzi una sola, forse banale: GRAZIE! Grazie per averci fatto vivere un sogno lungo due giorni. E’ questo il meraviglioso mondo della Genzano On The Road, di Gabriele Mazzoccoli e di Irene Franculli, del sindaco Nicola Vertone e il suo braccio destro, l’assessore Antonio Massaro, della Pro loco e di tutti coloro che si sono prodigati per questa magnifica festa. Un sogno e oltre al grazie, chiediamo a gran voce: non smettete di farci sognare!

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"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Se non puoi correre, cammina...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
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Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

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