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B E N V E N U T I nel blog di corsa più consultato, criticato, invidiato, amato, odiato, copiato... compresi gli errori! Un blog trasformato in piccolo sito, strumento di informazione di un mondo quello del running e dell'atletica molto vasto e ancora ignoto ai più...
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martedì 26 luglio 2011

Oslo, 22.07.2011. I 76 morti sono figli di uan strage annunciata

Oslo, 22 luglio 2011. I 76 morti sono figli di una strage annunciata o "solo" della pazzia di Anders Breivic


Di solito le stragi si guardano con l'occhio dell'emotività senza porsi troppe domande. D'altronde immagini di ordigni che esplodono e di persone che uccidono non pretendono, sul momento, una spiegazione. Si dice ci siano cose inevitabili al mondo, destini che non si possono cambiare perché l'imprevedibilità delle persone non conosce limiti. Sarà vero o è il solito luogo comune, come il credere che quando una bomba esplode "nell'occidente libero", o per meglio dire nella patria della finta libertà, la colpa è sempre degli integralisti islamici? Terroristi che poco hanno a che fare con i veri mussulmani e molto con la repressione, o almeno con il cambiamento radicale fatto di violenza assurda, e vorrebbero il "Corano" diverso da come gli antichi l'hanno scritto e concepito. Ma non sempre ciò che a prima vista appare reale lo è, come quelle storie di vita che appaiono appaganti a chi non può permettersi l'agio ed il lusso che promette un futuro migliore, che appaiono perfette a chi crede che l'erba del vicino sia sempre e comunque più verde. Ci sono storie come la storia di Anders Behring Breivic, un uomo di 32 anni a cui, in apparenza, la vita non poteva dare di più.

Anders nasce nel 1979 a Londra, il padre è un diplomatico che per decenni ha rappresentato, e fino a pochi anni fa ha continuato a rappresentare, la Reale Ambasciata di Norvegia (prima in Gran Bretagna poi a Parigi), la madre un'infermiera con alle spalle un'altra storia d'amore che le ha lasciato in eredità una figlia. La coppia però si separa. Anders ha un anno quando va a vivere ad Oslo con la sorellastra e la madre. Lei si farà una nuova vita ed avrà un altro figlio, così come il padre che di figli ne avrà altri due. La situazione economica della famiglia è molto buona e gli permette di studiare nelle migliori scuole norvegesi. Tutti in quel periodo parlano in modo entusiastico del ragazzo che si espone aiutando i più deboli, le vittime del bullismo scolastico. Ha sedici anni vede il padre per l'ultima volta, ora è pensionato e si è stabilito definitivamente a Parigi, ma questo pare non influenzare la sua vita, infatti continua gli studi con molto profitto e si laurea in economia e commercio. Ancora acerbo d'età si iscrive alla massoneria, nell'Ordine del Liberi Muratori, ma viene espulso per atti contrari alla loggia.

Ed è dai primi anni duemila che la sua vita si modifica e prende strade estremistiche, strade di destra che lo portano ad odiare chi non è cristiano e chi non ha le sue stesse idee. Nel 2002 inizia la stesura di un libro molto particolare che titola: "2083-Una dichiarazione europea di indipendenza". Lo finisce nel 2009 e più che un libro è un memoriale di 1500 pagine che pubblica sul web con lo pseudonimo di Berwick. Saranno oltre 6000 le persone che ne entreranno in possesso imparando a conoscere Anders Breivic per come è e per come vorrebbe essere, un teologo del terrorismo. In vari capitoli, oltre che scagliarsi contro l'integrazione e l'immigrazione mussulmana, parla di come fabbricare ordigni chimici, di dove installarli per ottenere una massima resa di vite umane, di come si può portare a termine una strage con tecniche militari e quant'altro serve per diventare il perfetto terrorista (Per leggere il memoriale clicca qui). Inoltre afferma chiaramente la sua intenzione di farsi ricordare come il mostro peggiore del dopo-guerra. Il suo slogan risulta chiaro e capibile a tutti, "solo il terrorismo può risvegliare le masse", e non si capisce il motivo per cui nessuno lo abbia mai controllato lasciandolo libero di progettare e procedere col suo piano. 

Lui stesso, è scritto nel suo diario, si stupisce del fatto di non essere mai stato controllato da nessun uomo dei servizi segreti, anche perché nello stesso periodo aveva partecipato attivamente ad un forum internet del sito norvegese di estrema destra document.no, fermamente contrario all'Islam ed all'immigrazione (che ora, dopo l'attentato, è molto critico nei confronti dell'uomo), postando scritti altamente razzisti e preoccupanti. Il suo nome, fra il popolo internet della destra norvegese, divenne perciò molto famoso nel 2010 per le sue idee estremamente estremiste e per come avrebbe voluto risolvere certe situazioni a lui contrarie, ciononostante nessuno degli enti preposti al controllo ed alla salvaguardia della popolazione pensò mai di preoccuparsi per quanto scriveva e per quanto faceva. Questo perché la Norvegia è considerata la terra della tranquillità, una sorta di "Paradiso" che negli ultimi cinque anni ha registrato "solo" 132 omicidi, e di questi oltre un terzo ad opera di psicopatici e più di un terzo in liti fra ubriachi. Quindi solo il 19% dei delitti sono stati trattati come casi di normale criminalità in cui l'assassino ha agito per cause di interesse o in stato di stress momentaneo.

E' qui dunque che va cercato il motivo del non controllo? Perché è a questo non controllo che va ascritta la causa scatenante dell'azione, programmata nel tempo, di Breivic. Ad un uomo del genere può consentirsi, dopo che ha insegnato a tutti con quali modalità ed ingredienti costruire un ordigno, di acquistare tonnellate e tonnellate di fertilizzanti, notoriamente obbligatori per bombe ad ampio raggio? Si è detto che gli acquisti non erano sospetti dato che aveva aperto, dopo essere andato a vivere in campagna a 170 chilometri da Oslo, un'azienda agricola. Ma non era sospetto che un laureato in economia e commercio, un estremista conosciuto nell'area razzista della popolazione, un uomo che aveva scritto, ed in tanti lo avevano letto, un memoriale a favore del terrorismo, cambiasse radicalmente stile di vita? Nessuno si è posto l'interrogativo: "Perché chi insegna a fabbricare bombe coi fertilizzanti va a gestire una fattoria ed acquista, il primo ordinativo ad aprile, montagne di possibili ordigni?". E' a causa di queste mancanze, che io chiamo negligenze dell'intelligence e dei servizi segreti norvegesi, che è maturata la strage evitabilissima di venerdì 22 luglio? 

La ricostruzione. Sono le 15.15, Breivic parcheggia l'auto imbottita di esplosivo sotto le sedi governative di Oslo e si allontana. Alle 15.20 preme sul telecomando il tasto che aziona il detonatore. Sente il botto e se ne va, deve fare 30 chilometri ed arrivare ai traghetti che portano all'isolotto di Utoya. Ma perché vuole andare in quel luogo? Perché i giovani laburisti l'hanno scelta ed occupata, sono oltre cinquecento, per il solito campus estivo che alterna divertimenti e confronti ideologici; ed i laburisti norvegesi sono da sempre di matrice social-comunista, non hanno il credo cristiano e predicano l'unione fra le razze, l'integrazione fra i popoli. Tutto il contrario di quanto pensa Breivic che, già vestito da poliziotto, quando arriva al porto, armato di tutto punto, deve attendere perché la nave non è ancora arrivata. Tutti fanno caso a lui, è il primo a salire e vuol essere il primo a scendere. Una donna si insospettisce, in Norvegia la polizia non è armata ed anche se lui le dice che deve rafforzare la sicurezza dell'isola, proprio a causa dell'attentato di Oslo, lei quando scende va direttamente dalla guardia locale che ha l'ufficio a meno di cento metri dal porto di Utoya. Sono passate da poco le 17.00 e loro saranno i primi due a morire.

Nonostante queste due morti l'allarme non parte; i giovani sono nei locali sulla costa e seguono le dirette televisive che parlano di una strage nella capitale, non sapendo che presto loro faranno parte di quella strage, o sono intenti a sincerarsi, tramite i cellulari, di come stanno i loro cari. L'eco dell'esplosione non li turba, loro sono in un'isola distante. Capiscono che non è così quando Anders Breivic inizia a sparare. Chi gli passa a distanza di tiro viene falciato e resta a terra. Poche centinaia di metri ed entra nel campeggio dov'è il campus estivo gridando a tutti di andarsene. I primi ragazzi vedono un poliziotto e si fidano. Ma lui, uno alla volta, li uccide. Chi resta all'interno viene fatto uscire grazie ai lacrimogeni che ha con sé. Il fuggi fuggi è generale così come le richieste di aiuto. Troppe per non intasare le linee e per far intervenire in fretta reparti speciali. 

Così l'orrore si mischia alla paura, oltre cinquecento ragazzi fra i quindici ed i ventitré anni si trovano impreparati all'evento ed un'ora e quindici minuti in balia di un assassino che gira indisturbato, e non finisce mai le munizioni, è lunga a passare. Chi si nasconde nei canneti usa i telefonini per mandare messaggi ai familiari chiedendo loro di non richiamare per paura che la suoneria attiri il killer, chi si getta in mare non sempre si salva dalle pallottole. I più forti nuotano per ottocento metri fino ad arrivare in un campeggio del continente, ma chi ha provato l'impresa da ferito non è riuscito ugualmente a salvarsi ed è stato risucchiato dall'acqua. Alcuni restano ad un centinaio di metri dalla riva e vengono soccorsi da chi ha delle imbarcazioni, una volta sullo scafo sono costretti a vedere vere e proprie esecuzioni perché Breivic non lascia feriti, chi non muore subito lo finisce con un colpo alla testa. 

Alle 18.20 arrivano i soccorsi, le squadre speciali, ma i ragazzi non si fidano perché vestiti come il killer e scappano anche di fronte alla vera polizia. Solo alle 18.35 il killer viene individuato e fermato, l'incubo per i  sopravvissuti è terminato (continuerà nella loro mente fino a quando avranno vita) e si iniziano a contare i morti. Alla fine saranno 68 i corpi senza vita sull'isola e 5 i dispersi. All'infuori della guardia e della donna uccisi per primi erano tutti ragazzi che pensavano di trascorre una vacanza divertente e rilassante nel luogo più tranquillo del mondo, nella nazione in cui nessuno gira armato.

Ora il governo norvegese dovrà dare tante spiegazioni ai suoi cittadini, non potrà cavarsela con scuse ufficiali o dando la colpa al destino o al solo Anders Breivic che, grazie alle leggi norvegesi, anche se si spera facciano eccezioni e per lui cambino qualcosa, rischia al massimo 21 anni di carcere. 

Anders voleva diventare famoso, voleva diventare il mostro per eccellenza del dopo Hitler. Considerarlo sano dopo quanto ha fatto gli darebbe la qualifica a cui ambiva e lo incenserebbe agli occhi di certe persone, chiuderlo per la vita in un manicomio, al contrario, lo qualificherebbe per ciò che si è dimostrato essere, solo un pazzo criminale da curare.

Massimo Prati http://albatros-volandocontrovento.blogspot.com(

100km Rimini-Extreme 2011: le FOTO e classifiche

ecco qui le foto della 100 km Rimini-Extreme 2011


qui le classifiche (oltre che sul sito della manifestaz)

qui un pò di discussioni in merito

SARA' L'ULTIMA EDIZIONE DELLA 100 KM RIMINESE
1, 2

qui il mio pensiero " a caldo" quello definitivo nei prossimi giorni

Penultima settimana del mese e la Rimini extreme ...



domenica 24 luglio 2011

Una crono per la storia


Non lo so se la sfortuna esista davvero. So solo che io non voglio crederci. E basta.
Le cose accadono perché é scritto così. E quasi sempre siamo noi stessi a tracciare la rotta inzuppando con l'inchiostro delle nostre parole le pagine bianche del libro della vita.
Per decidere questo Tour non sono servite le Alpi e nemmeno le salite dei Pirenei.
E allora sarà la cronometro di Grenoble a scegliere il Dio della Pedivella.......là, dove le Grandi Montagne non hanno potuto. O forse solamente non hanno saputo.
Gli occhi lucidi dell'australiano che oggi ha scritto la storia.
Perché in questa specialità la squadra non conta.
Non si sfruttano le scie. Non c'é possibilità di barare. E non bastano le gambe, ci vuole la testa.
Bisogna educare il corpo alla sofferenza, i muscoli devono razionare l'ossigeno e spalare l'acido lattico.
Perché stasera apprezzo la vita, quella ricca di sorprese, quella che non ti aspetti, quella che hai sognato fin da quando eri ragazzo.
E Cadel Evans sul gradino più alto del podio. Nessuno potrà più togliergli la maglia gialla.

giovedì 21 luglio 2011

Salitredici 2011: le FOTO !

ECCO LE FOTO DELLA SALITREDICI! mi ero dimenticata di linkarle, basta cliccare sui due album ed attendfere che si carichino tutte le foto, poi per guardarle una ad una basta cliccare su una delle foto e poi andare avanti (o indietro ) gli album sono due ..resto a disposizione per qualsiasi cosa basta scrivermi a: runnerspercaso@alice.it




Abbadia S.Salvatore (SI) - 28^ Salitredici

“La corsa sulla montagna incantata, montagna di bronzo sacra agli etruschi, isola sulla terraferma”. La guida Amiata solo a leggerla fa rivivere momenti leggendari misti alla spiritualità del luogo: l'Amiata è un antichissimo vulcano spento che affascina con i suoi panorami mozzafiato e i suoi segreti millenari, ove ogni momento storico ha lasciato le sue impronte: dalla preistoria all'epoca moderna, dalle leggende amorose, alle apparizioni miracolose, ma anche costellata di draghi e demoni. Alle sorgenti amiatine andavano a riposare e ispirarsi poeti e mistici, come Santa Caterina da Siena, San Francesco. Per parlare di questa terra ci vorrebbero giorni interi, tanta è la ricchezza naturale che ivi è racchiusa, un luogo incontaminato ancora e poco noto anche agli stessi toscani. Passeggiare per le foreste, fino in cima all'Amiata d'estate, fino alla Madonnina e poi ancora più su fino alla Croce, da dove si possono ammirare le due province grossetana e senese e da dove, impossibile non elevare un canto di gratitudine per “sora nostra madre Terra e tutte le sue creature”.
Bisognerebbe chiedere a Silvio Carli e alla UISP Abbadia San Salvatore il segreto del successo di questa creatura sempre crescente anno dopo anno, ma a parlare sono i numeri, nonché il livello qualitativo della manifestazione: parliamo della Salitredici, la manifestazione che da Abbadia San Salvatore si snoda per 13 km lungo la strada delle miniere, attraverso i rifugi, per giungere quasi alla vetta del Monte Amiata, alla sua 28^ edizione, domenica 17 luglio. Di anno in anno la manifestazione si è ritagliata uno spazio di valore sia in ambito regionale, sia in ambito nazionale, perché a parteciparvi sono atleti non solo del senese, aretino, fiorentino, grossetano, pistoiese e pratese, ma ci sono anche altre regioni che partecipano sempre più numerose, sia perché attratti dal fascino dei luoghi, quelli amiatini, della montagna incantata, delle miniere, dell'aria salubre, dalle attrattive come l'annuale Cartoon Village, sia perché correre in un ambiente da favola, senza neanche una macchina a disturbare l'incedere dei podisti che sia esso a falcata come quello del primo dell'edizione 2011, l'aretino Filippo Occhiolini, sia dell'incedere magari lento delle ultime due arrivate: Cristina Borgoncini de Il Gregge ribelle e Silvia Forlani, la Stanca valenzatico che hanno terminato la loro “passeggiata competitiva” dopo 2h26'.
Gli iscritti quest'anno hanno superato ogni aspettativa, erano più di 700 alla vigilia, quasi 650 sulla competitiva, poi il caldo, la voglia di fare une passeggiata ha fatto desistere alcuni e cosi gli arrivi finali si attestano a poco meno di 550.
Affiancata alla competitiva anche una prova di Fit-Walking e passeggiata a passo libero che non arrivava alla vetta, ma si fermava presso uno dei rifugi, alle quali hanno partecipato circa 200 persone, compresi tanti ragazzini e famiglie intere. Perché è questa la bellezza della Salitredici, una corsa dove protagonista diventa anche la famiglia.
I vincitori: Filippo Occhioli, Policiano Arezzo, giunto in vetta per niente affaticato e ben poco sudato, nonostante la continua salita che ha impiegato l'ottimo tempo di 56'12'', davanti al laziale Giuseppe Cioccolini, 57'45'', terzo Jacopo Boscarini, Costa d'argento.
Fra le donne, si riprende la rivincita Paola Garinei, perugina, su Chiara Parigi, Podistica Amatori Arezzo, mentre la scorsa settimana le parti si erano invertite. C'è da dire che nonostante il secondo ottimo posto, oggi alla Salitredici, Chiara è apparsa affaticata. Garinei vince il campionato nazionale UISP chiudendo in 1h06'05''. La forte atleta dell'Amatori Arezzo, Maria Chiara Parigi, chiude in 1h08'30''. Terza classificata sul podio la marchigiana Barbara Cimmarusti.
La Salitredici è da qualche anno a questa parte valida come campionato nazionale UISP di corsa in salita con classifiche a parte e premiazioni a categorie da 5 anni in 5.
Occhiolini vince sia il campionato Italiano UISP sia quello regionale, per la categoria Senior 30 cosi come la forte e simpatica atleta dell'Olimpic Runners Lama, la perugina Paola Garinei che ha vinto quello nazionale UISP senior F35. Dietro di loro Giuseppe Cioccolini, viterbese della Zona Olimpic Team e la fortissima atleta aretina della Podistica Arezzo, Maria Chiara Parigi, la quale si è laureata vice campionessa italiana di categoria F35 e ha vinto il titolo di Campionessa regionale UISP.
Per quanto riguarda le società italiane, erano presenti ben 78 società italiane; per le società maschili vince la Silvano Fedi di Pistoia, davanti alla UISP Chianciano, terzo il team Marathon Bike di Grosseto, 4° Atletica Di Marco Sport Viterbo, 5° Il Gregge Ribelle, 6° Pod. Amatori Arezzo. Al femminile vince il Team Marathon Bike, davanti alla Silvano Fedi, Il Gregge Ribelle, Liberi Podisti Viterbo, Olympic Runners Lama, Atl. Banca di Pesaro.
La Salitredici è un esempio organizzativo per molte altre società e si avvale di strutture sia ricettive, nonostante il periodo estivo, di punta per il turismo, sia culturali e sportivi. Basti pensare che la partenza data all'interno del bellissimo stadio di atletica di Abbadia con il parco a fargli da cornice, dopo il minuto di silenzio per il 40esimo soldato italiano morto in Afganistan la settimana scorsa, con una partenza da brivido sulle note dell'Inno di Mameli, la comunità montana, il Comune di Abbadia con il suo Sindaco sempre in prima fila in questa manifestazione, la Pro Loco, la strada per la miniera e l'Amiata chiusa per l'intera mattinata, sono esempi di come lo sport supera qualunque barriera. Gli sforzi organizzativi sono stati ampiamente ripagati dalla presenza di almeno un migliaio di persone nel solo fine settimana.

mercoledì 20 luglio 2011

L’eroica running – the second edition

L’eroica running – the second edition

Gaiole in Chianti.
Imagine waking up early in an Autumn morning and meeting a group of people that is happy to run in the Tuscan countryside. The location of the running is special: the point of departure is Gaiole in Chianti, one of the most charming places in Tuscany. There are people that run/walk 6km (3,7miles), other that prefer a medium distance – 15 km (9,3 miles) and finally expert runners – 42,195 km (26,6 miles) and 65 km (30 miles ?).
The final prize for the participants is a bottle of Tuscan wine and later if you want you can taste truffles in a “Sagra del Tartuffo” nearby.I don’t know about you, but this is what I call a nice vacation! Healthy life, happy people and the perfect scenario… sounds like a dream? It’s the second edition of L’Eroica running.

L’Eroica is a traditional Bike Tour: the 2010 was the 14th edition and put together 3.480 people cycling in vintage bicycles!

The L’Eroica running will happen next Sunday, November 7th and the departure is at 8.00am.

42,195 km and 65 km – The registration fee is Euro 20,00 at the October 2, after and it’s possible to enroll in the same day of the run fee is Euro 30,00.

15km & 6km – The registration fee is Euro 5,00 and it's possible to enroll in the sam day of the run

For more information visit the official site: www.eroica-ciclismo.it

(ripreso da uan traduzione di Barbara di turismo in toscana )

Salitredici 2011: le foto

“La corsa sulla montagna incantata, montagna di bronzo sacra agli etruschi, isola sulla terraferma”. La guida Amiata solo a leggerla fa rivivere momenti leggendari misti alla spiritualità del luogo: l'Amiata è un antichissimo vulcano spento che affascina con i suoi panorami mozzafiato e i suoi segreti millenari, ove ogni momento storico ha lasciato le sue impronte: dalla preistoria all'epoca moderna, dalle leggende amorose, alle apparizioni miracolose, ma anche costellata di draghi e demoni. Alle sorgenti amiatine andavano a riposare e ispirarsi poeti e mistici, come Santa Caterina da Siena, San Francesco. Per parlare di questa terra ci vorrebbero giorni interi, tanta è la ricchezza naturale che ivi è racchiusa, un luogo incontaminato ancora e poco noto anche agli stessi toscani. Passeggiare per le foreste, fino in cima all'Amiata d'estate, fino alla Madonnina e poi ancora più su fino alla Croce, da dove si possono ammirare le due province grossetana e senese e da dove, impossibile non elevare un canto di gratitudine per “sora nostra madre Terra e tutte le sue creature”.
Bisognerebbe chiedere a Silvio Carli e alla UISP Abbadia San Salvatore il segreto del successo di questa creatura sempre crescente anno dopo anno, ma a parlare sono i numeri, nonché il livello qualitativo della manifestazione: parliamo della Salitredici, la manifestazione che da Abbadia San Salvatore si snoda per 13 km lungo la strada delle miniere, attraverso i rifugi, per giungere quasi alla vetta del Monte Amiata, alla sua 28^ edizione, domenica 17 luglio. Di anno in anno la manifestazione si è ritagliata uno spazio di valore sia in ambito regionale, sia in ambito nazionale, perché a parteciparvi sono atleti non solo del senese, aretino, fiorentino, grossetano, pistoiese e pratese, ma ci sono anche altre regioni che partecipano sempre più numerose, sia perché attratti dal fascino dei luoghi, quelli amiatini, della montagna incantata, delle miniere, dell'aria salubre, dalle attrattive come l'annuale Cartoon Village, sia perché correre in un ambiente da favola, senza neanche una macchina a disturbare l'incedere dei podisti che sia esso a falcata come quello del primo dell'edizione 2011, l'aretino Filippo Occhiolini, sia dell'incedere magari lento delle ultime due arrivate: Cristina Borgoncini de Il Gregge ribelle e Silvia Forlani, la Stanca valenzatico che hanno terminato la loro “passeggiata competitiva” dopo 2h26'.
Gli iscritti quest'anno hanno superato ogni aspettativa, erano più di 700 alla vigilia, quasi 650 sulla competitiva, poi il caldo, la voglia di fare une passeggiata ha fatto desistere alcuni e cosi gli arrivi finali si attestano a poco meno di 550.
Affiancata alla competitiva anche una prova di Fit-Walking e passeggiata a passo libero che non arrivava alla vetta, ma si fermava presso uno dei rifugi, alle quali hanno partecipato circa 200 persone, compresi tanti ragazzini e famiglie intere. Perché è questa la bellezza della Salitredici, una corsa dove protagonista diventa anche la famiglia.
I vincitori: Filippo Occhioli, Policiano Arezzo, giunto in vetta per niente affaticato e ben poco sudato, nonostante la continua salita che ha impiegato l'ottimo tempo di 56'12'', davanti al laziale Giuseppe Cioccolini, 57'45'', terzo Jacopo Boscarini, Costa d'argento.
Fra le donne, si riprende la rivincita Paola Garinei, perugina, su Chiara Parigi, Podistica Amatori Arezzo, mentre la scorsa settimana le parti si erano invertite. C'è da dire che nonostante il secondo ottimo posto, oggi alla Salitredici, Chiara è apparsa affaticata. Garinei vince il campionato nazionale UISP chiudendo in 1h06'05''. La forte atleta dell'Amatori Arezzo, Maria Chiara Parigi, chiude in 1h08'30''. Terza classificata sul podio la marchigiana Barbara Cimmarusti.
La Salitredici è da qualche anno a questa parte valida come campionato nazionale UISP di corsa in salita con classifiche a parte e premiazioni a categorie da 5 anni in 5.
Occhiolini vince sia il campionato Italiano UISP sia quello regionale, per la categoria Senior 30 cosi come la forte e simpatica atleta dell'Olimpic Runners Lama, la perugina Paola Garinei che ha vinto quello nazionale UISP senior F35. Dietro di loro Giuseppe Cioccolini, viterbese della Zona Olimpic Team e la fortissima atleta aretina della Podistica Arezzo, Maria Chiara Parigi, la quale si è laureata vice campionessa italiana di categoria F35 e ha vinto il titolo di Campionessa regionale UISP.
Per quanto riguarda le società italiane, erano presenti ben 78 società italiane; per le società maschili vince la Silvano Fedi di Pistoia, davanti alla UISP Chianciano, terzo il team Marathon Bike di Grosseto, 4° Atletica Di Marco Sport Viterbo, 5° Il Gregge Ribelle, 6° Pod. Amatori Arezzo. Al femminile vince il Team Marathon Bike, davanti alla Silvano Fedi, Il Gregge Ribelle, Liberi Podisti Viterbo, Olympic Runners Lama, Atl. Banca di Pesaro.
La Salitredici è un esempio organizzativo per molte altre società e si avvale di strutture sia ricettive, nonostante il periodo estivo, di punta per il turismo, sia culturali e sportivi. Basti pensare che la partenza data all'interno del bellissimo stadio di atletica di Abbadia con il parco a fargli da cornice, dopo il minuto di silenzio per il 40esimo soldato italiano morto in Afganistan la settimana scorsa, con una partenza da brivido sulle note dell'Inno di Mameli, la comunità montana, il Comune di Abbadia con il suo Sindaco sempre in prima fila in questa manifestazione, la Pro Loco, la strada per la miniera e l'Amiata chiusa per l'intera mattinata, sono esempi di come lo sport supera qualunque barriera. Gli sforzi organizzativi sono stati ampiamente ripagati dalla presenza di almeno un migliaio di persone nel solo fine settimana.

p.s. scusate, in giornata le foto

I Convocati per i Camp.ti europei Juniors

Otto toscani convocati per i Campionati europei juniores - Bene i fratelli Dini ai mondiali giovanili di Lille


Lorenzo Dini (foto di Giancarlo Colombo - FIDAL)
E´ l´ultimo grande appuntamento giovanile internazionale di questa parte di stagione, dopo i Campionati mondiali allievi-under 18 di Lille e gli europei under 23 in corso di svolgimento a Ostrava, ed anche ai Campionati europei juniores (under 20) saranno presenti atleti toscani.
Diramate oggi le convocazioni per l´appuntamento di Tallinn (Estonia) dal 21 al 24 luglio, sono otto infatti i giovani toscani chiamati a vestire la maglia della nazionale.
A livello maschile parteciperanno Filippo Bruschi (Atletica Firenze Marathon) per la velocità, Ivan Mach di Palmstein (Fiamme Gialle/Atletica Riccardi) nei 110hs, Luca Giangravè (CUS Pisa Atletica Cascina) nei 400hs, Giacomo Grotti (Libertas Runners Livorno) nel disco, e Filippo Girardi (Atletica Livorno) nella marcia.
Tra le ragazze saranno invece in gara Anna Bongiorni (CUS Pisa Atletica Cascina) ed Irene Siragusa (Altetica 2005) nella velocità, mentre Anna Visibelli (Atletica Firenze Marathon) sarà in pedana nel salto in lungo.
La prima settimana di luglio aveva invece visto la presenza di sei "under 18" toscani ai Campionati mondiali giovanili di Lille. Per lo più alle prese per la prima volta con un grande evento internazionale, questi atleti hanno avuto l´opportunità di fare una esaltante esperienza che in taluni casi ha già lasciato positivi frutti. Sono sicuramente da ricordare le performance dei gemelli Lorenzo e Samuele Dini (Atletica Livorno), specialisti livornesi del mezzofondo allenati da Saverio Marconi. Addirittura Lorenzo dopo aver centrato la finale dei 1500m a suon di personale in batteria (3´52"14), è riuscito ancora a migliorarsi in finale fino a raggiungere il quarto crono italiano di sempre della categoria (3´48"40) e il nono posto al mondo. Bene anche Samuele, impegnato nei 3000m, dove ha chiuso la propria batteria al settimo posto con il personale di 8´23"35. Anche un altro livornese, Mattia Contini (Libertas Runners Livorno) ha mostrato di saper ben reagire all´atmosfera dell´importante palcoscenico, passando il primo turno dei 400hs in 53"88, e poi concludendo la propria semifinale al settimo posto in 53"75. Nella pedana del martello non ha trovato invece fortuna il quarto dei livornesi in gara, ovvero Francesco Neri (Atletica Livorno) che si è dovuto fermare a 64,52m, equivalente all´undicesimo posto del proprio gruppo di qualificazione.
Nell´alto femminile la qualificazione è scorsa in mezzo ad improvvisi rovesci d´acqua e vento, elementi che hanno costretto la pratese Anna Pau (Atletica Prato) ad accontentarsi di un pur valido 1,72m, ma alla terza prova, e quindi non sufficiente per entrare in finale, dove hanno avuto accesso altre atlete con la stessa misura ma con minor numero di errori. L´empolese Rebecca Palandri (Toscana Atletica Nissan) è stata infine impegnata nei 100hs, ma purtroppo una partenza non esaltante l´ha costretta soltanto a una buona rimonta terminata in 14"42 (-1,2), e il settimo posto in batteria.
Nel complesso ovviamente questi risultati lasciano ben sperare per la maturazione che atleti ancora così giovani potranno compiere negli anni a venire.
E´ da sottolineare inoltre che, accanto ai sei elementi che hanno conseguito i minimi per la prestigiosa rassegna iridata, il movimento toscano under 18 si mostra particolarmente vivace.
In tal senso parlano i risultati dei Campionati di società della categoria allievi, che nei mesi passati hanno visto due società maschili e due femminili accedere alla "Finale A", ovvero l´elite nazionale con in gara i primi dodici migliori club della penisola.
Tra gli allievi (titolo alle Fiamme Gialle Simoni), la Toscana Atletica Caripit era giunta sesta, subito seguita dall´Atletica Livorno.
Tra le allieve (vittoria dell´Atletica Vicentina), medesimo sesto posto della Toscana Atletica Empoli Nissan, mentre l´Atletica Livorno è risultata ottava.

Fonte: Andrea Bruschettini

lunedì 18 luglio 2011

Salitredici 2011: Occhiolini, Garinei e gli Aretini...


Salitredici: la situazione degli aretini e i vincitori

il primo articolo che segue l'ho scritto ieri e invato alle testate della provincia aretina in quanto precedentemente era stato inviato loro un comunicato infarcito come spesso succede, non solo parte che questo è normale trattandosi di uno pseudocomunicato stampa societario, ma infarcito dicevo di un mare di errori .. purtroppo nell'aretino l'obiettività giornalistica è veramente qualcosa di ciò che più lontano non si può ... mancando di deontologia professionale (anche se parliamo di sport)
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Bisognerebbe chiedere a Silvio Carli e alla UISP Abbadia San Salvatore il segreto del successo sempre crescente anno dopo anno, ma a parlare sono i numeri, nonché il livello qualitativo della manifestazione: è La Salitredici, la manifestazione che da Abbadia San Salvatore si snoda per 13 km lungo la strada delle miniere, attraverso i rifugi, per giungere quasi alla vetta del Monte Amiata e giunta alla sua 28esima edizione. Di anno in anno la manifestazione si è ritagliata uno spazio di valore sia in ambito regionale, sia in ambito nazionale, perchè a parteciparvi sono atleti non solo del senese, aretino, fiorentino, grossetano, pistoiese e pratese, ma ci sono anche altre regioni che partecipano sempre più numerose, sia perchè attratti dal fascino dei luoghi, quelli amiatini, della montagna incantata, delle miniere, dell'aria salubre, dalle attrattive come l'annuale Cartoon Village, sia perchè correre in un ambiente da favola, senza neanche una macchina a disturbare l'incedere dei podisti che sia esso a falcata coem quello del primo, l'aretino Filippo Occhiolini, sia dell'incedere magari lento dell'ultimo arrivato. Gli iscritti quest'anno hanno superato gìogni aspettativa, erano più di 700 alla vigilia, quasi 650 sulla competitiva, poi il caldo, la voglia di fare une passeggiata ha fatto desistere alcuni e cosi gli arrivi finali si attestano a poco meno di 550.
Affiancata alla competitiva anche una prova di Fit-Walking e passeggiata a passo libero che non arrivava alla vetta, ma si fermava presso uno dei rifugi, alle quali hanno partecipato circa 200 persone, compresi tanti ragazzini e famiglie intere. Perchè è questa la bellezza della Salitredici, una corsa epr la famiglia.
I vincitori: Filippo Occhiolini, Policiano Arezzo, giunto in vetta per niente affaticato e ben poco sudato, nonostante la continua salita che ha impiegato l'ottimo tempo di 56'12'', davanti al laziale Giuseppe Cioccolini, 57'45'', terzo Jacopo Boscarini, Costa d'argento. Fra le donne, si riprende la rivincita Paola Garinei, perugina su Chiara Parigi, Amatori Podistica Arezzo, mentre la scorsa settimana le parti si erano invertite. C'è da dire che nonostante il secondo ottimo posto, oggi alla Salitredici, Chiara è apparsa affaticata. Garinei vince il campionato nazionale UISP chiudendo in 1h06'05''. La forte atleta dell'Amatori Arezzo; Maria Chiara Parigi, chiude in 1h08'30''. Terza classificata sul podio la marchigiana Barbara Cimmarusti. Per quanto concerne gli aretini, ecco la situazione:
Filippo Occhiolini, UP Policiano vince il Campionato italiano UISP e quello regionale.
Maria Chiara Parigi, Pod. Amatori Arezzo, Vice Campionessa nazionale UISP e campionessa regionale UISP.
Gensiana Cenni, Policiano, vice campionessa regionale UISP categoria F30
Luca Berlingozzi, Amatori Arezzo, 11esimo assoluto nella classifica generale e terzo nel Campio.to reg.le UISP
Massimiliano Sfondalmondo, Policiano Arezzo, 18esimo nella classifica generale e terzo nel Campionato Italiano, nonchè vice campione regionale.
A questi atleti, 15 dell'Amatori e 3 del Policiano, le compagini cittadine,  si vanno ad aggiungere , almeno altri 20 atleti della provincia aretina presenti alla manifestazione.
La Salitredici è un esempio organizzativo per molte altre società e si avvale di strutture sia ricettive, nonostante il periodo estivo, di punta per il turismo, sia culturali e sportivi. Basti pensare che la partenza data all'interno del bellissimo stadio di atletica di Abbadia con il parco a fargli da cornice, dopo il minuto di silenzio per il 40esimo soldato italiano morto in Afganistan la settimana scorsa, con una partenza da brivido sulle note dell'Inno di Mameli,  la Comunità Montana, il Comune di Abbadia, la Pro Loco, la strada per la miniera e l'Amiata chiusa per l'intera mattinata, sono esempi di come lo sport supera qualunque barriera. Gli sforzi organizzativi sono stati ampiamente ripagati dalla presenza di almeno un migliaio di persone nel solo fine settimana.

Denise Quintieri
Salitredici da record: Occhiolini e Garinei Campioni italiani UISP

la classifica qui

Classifica SALITREDICI -Abbadia S.Salvatore 17.06.2011 
 
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martedì 12 luglio 2011

Montagna, i campioni master del 2011

Montagna, i campioni master del 2011Versione stampabile


Mentre gli azzurri della corsa in montagna vincevano cinque medaglie agli Europei di Bursa (Turchia), ad Aviano (Pordenone), domenica 10 luglio, sono stati assegnati i titoli master della specialità. Oltre 600 gli atleti che hanno animato la rassegna tricolore, disputatasi in località Piancavallo e illuminata da una bella giornata di sole. Una gustosa anteprima degli XI Mondiali Master che, il 16 e il 17 settembre, proprio il Friuli Venezia Giulia accoglierà a Paluzza, in provincia di Udine. Per la cronaca il più veloce dei 12.570 metri della gara maschile è stato il cunense Massimo Galliano (GS Roata Chiusani), 48:30, mentre in campo femminile prima al traguardo è stata la friulana Ljudmila Di Bert (Atletica Trento CMB), 34:57 sui 7.220 metri. La manifestazione era valida anche per l'assegnazione del titolo di Società, conquistato dagli uomini dell'Atletica Valdobbiadene e dalle donne dell'Atletica 85 Faenza. Di seguito l'elenco completo dei nuovi campioni master. 
CAMPIONATO ITALIANO MASTER di CORSA IN MONTAGNA 2011
Aviano (PN), 10 luglio 2011
I CAMPIONI TRICOLORE

DONNEMF35: DI BERT Ljudmila (ATLETICA TRENTO CMB)
MF40: CHEMELLO Maria Pia (GS SCHIO BIKE VALLI SPORT)
MF45: COCCHETTI Maria (ATL. PARATICO)
MF50: LORENZONI Maria (ATLETICA 85 FAENZA)
MF55: MORAS Danila (ATLETICA BRUGNERA FRIULINTAGLI)
MF60: BASSAN Rosanna (G.S. ALPINI VICENZA)
MF65: GATTI Isabella (ATL CUMIANA STILCAR)
MF70: RIBOLDI Maria Pia (Atl. Cinisiello)
MF75: BRACALE Maria Elena (NUOVA ATLETICA DAL FRIULI)
UOMINIMM35: GALLIANO Massimo (G.S. ROATA CHIUSANI)
MM40: DELLA PIETRA Lorenzo (UNIONE SPORTIVA ALDO MORO)
MM45: FREGONA Lucio (ATLETICA VITTORIO VENETO)
MM50: ROSSO Marco (ATLETICA TRENTO CMB)
MM55: ENGLARO Gianpaolo  (ATLETICA BRUGNERA FRIULINTAGLI)
MM60: MOSCATO Aurelio (POL. LIB. CERNUSCHESE)
MM65: IMBROSCI Vincenzo (G.S.A. VALSESIA)
MM70: MONINI Giuseppe (G.S. ORECCHIELLA GARFAGNANA)
MM75: BAGGIA Bruno (ATL. VALLI DI NON E SOLE)
MM80: MORBIOLI Lucio (LAGARINA CRUS TEAM)
CLASSIFICA DI SOCIETA'
DONNE:
1. Atletica 85 Faenza (388 punti); 2. Atletica Aviano (374); 3. Idealdoor San Biagio (306)
UOMINI: 1. Atletica Valdobbiadene (344); 2. Atletica Paratico (322); 3. Sernaglia Mobilificio Villanova (258)

Il cielo d'Irlanda si tinge d'argento per gli azzurri

Il cielo d'Irlanda si tinge d'argento per gli azzurri
 
Sembra un gioco di parole, ma quello che è successo a Connemara è soprattutto un gioco di colori.
 
Azzurro
Questo fantastico gruppo ha saputo vestire l’azzurro con umiltà, determinazione e passione, ma anche con professionalità e tecnica.
La maggior parte di questi ragazzi erano matricole al loro esordio in nazionale, fatta eccezione per Cecilia Mora, Cristina Zantedeschi, Francesco Caroni e Lorenzo Trincheri.
Argento
Sono arrivate tre medaglie, tutte d’argento. Quella di Cecilia Mora, dopo due anni dalla vittoria iridata a Serre Chevalier, ha un peso specifico notevole. Non è facile confermarsi sul podio della competizione più importante, soprattutto se sono passati anche due anni. Cecilia ci è riuscita, con serenità ed esperienza, due qualità che in qualche modo ha trasmesso a tutti i suoi compagni di squadra. Le altre medaglie d’argento, quelle della squadra femminile e della squadra maschile, sono pesanti per il movimento italiano, perché hanno dato uno spessore ed un riconoscimento all’UltraTrail. Gli atleti che hanno voglia di sfondare in questo movimento ora sanno di poter contare su delle certezze.
 
Verde
Se è vero che il verde simboleggia l’Irlanda, ricorderò soprattutto questo colore abbinandolo al vestito tutto verde che Ilaria (ndr Fossati) ha indossato appositamente per venirci ad accogliere all’aeroporto di Bergamo al nostro rientro. La sua è stata una testimonianza personale e personalizzata dell’affetto che c’è per questa rappresentanza del gruppo di ragazzi UltraTop, al quale Ilaria, Nicola Tiso (il grande capo) e Sara Valdo stanno dedicando tempo, passione e competenza.
 
Bianco
Qualche capello bianco c’è l’ha anche lui tra i suoi famosi riccioli. Enrico Vedilei, il Vichingo, ha creduto in questi ragazzi da subito. Si è fatto dare una mano da persone fidate e veramente in gamba, primo fra tutti Roberto Beretta. Da tempo Enrico mi confidava che era difficile fare delle scelte in Italia, tanti sono i protagonisti di un certo spessore, anche perché non era per niente sicuro che il percorso di Connemara fosse così facile, come veniva anticipato. Ma alla fine non ha sbagliato nulla. Ha dato fiducia ai suoi ragazzi, ricevendo tutto quello che potevano dare.
 
Rosso
Rosso come il cuore che hanno dimostrato tutti gli assistenti che hanno lavorato e collaborato per la trasferta e per l’assistenza. Le capacità organizzative di Nicola hanno saputo amalgamare l’entusiasmo dei massaggiatori Stefano Punzo e Francesco Damiani, ma anche lo spirito volontario di amici e familiari, quanto mai apprezzato e soprattutto molto professionale. Gregorio Zucchinali, il gran Presidente della Iuta, ha più volte ringraziato tutti formalmente per il super lavoro fatto e l’ho visto più volte emozionato.
 
I sogni hanno colore?
Non lo so, ma di certo so che questo è un sogno diventato realtà. L’ho sentito dire spesso nel dopo gara. Ma altri sogni arriveranno ancora e non bisogna aver paura di sognare. Qualcuno c’ha anche provato in gara. Silvano Fedel, quinto all’arrivo, è arrivato durante la gara anche fino al secondo posto, subito dopo il passaggio dei 60 km. Ed ha fatto benissimo a provarci. Ci abbiamo provato anche noi a sognare all’arrivo, nel vedere scorrere sul tabellone la sua progressione e poi ad apprendere da Nicola, via sms, che era secondo.
 
Oro
Enrico ha vissuto a Torhout nel 2002 un esperienza che gli ha segnato profondamente e positivamente la sua carriera sportiva. L’oro di Mario Fattore nel Campionato del mondo della 100 km era venuto in quella serata un po’ a sorpresa. Enrico si trovava sul terzo scalino del podio assieme ai compagni di squadra e sognava un domani tinto del metallo più prezioso. Per anni ho tenuto quella foto nel mio desktop del PC. Aveva ragione Enrico a sognare. L’anno successivo a Taiwan arrivarono quattro medaglie d’oro, due individuali su due e due di squadra su due.
 
 
Permettemi ora un grazie mio personale. L’impegno che ho preso all’inizio di questo mandato quadriennale, sia in ambito tecnico in Federazione, sia in seno alla Iuta, sembra talvolta essere pesante ed anche eccessivo. Le difficoltà emergono quando previsto, ma talvolta vengono anche dove meno te le aspetti. Ma una cosa era sicura all’inizio e a maggior ragione dopo questa esperienza fantastica. So di poter contare sull’appoggio di un sacco di amici. Amici fidati e competenti, siano essi dirigenti, siano essi tecnici, siano essi atleti UltraTop, siano essi semplici amatori partecipanti di questo mondo, un po’ d’altri tempi, dell’Ultramaratona. 
 
Stefano Scevaroli
 
dal sito www.iutaitalia.it 
foto di Nicola Tiso
 

lunedì 11 luglio 2011

La 10,00 miglia di Migliarina, 12 luglio

Torna martedi 12 luglio la 10,00 miglia di Migliarina!

Martedi 12 luglio, va in scena la 3^ edizione della 10,00 miglia di Migliarina, una frazione alle porte carpigiane, nel modenese. Ritrovo dalle 18.30 nel Parco di Via Budrione nella fraz. Migliarina e inizio gare dalle ore 19.15 per i più piccoli. edizione questa gara a carattere non competitivo (pur premiando i primi dieci uomini e le prime 5 donne, ma sopratutto i primi 30 gruppi), ha visto il parco di Migliarina invaso da podisti e non, bambini e famiglie intere provenienti non solo dalle zone limitrofe ma anche da alcune province vicine. Furono più di 1.100 i partecipanti lo scorso anno, e, in questa terza edizione, gli organizzatori della Pico Runners di Mirandola, patrocinati dalla città di Carpi, sperano di eguagliare almeno il record di presenze dello scorso anno. Il ricavato della manifestazione sarà devoluto ad Emergency. Di seguito il programma della manifestazione:

le foto della passata edizione qui

https://picasaweb.google.com/denisequin ... FotoDenise




Martedì 12 luglio, ore 19.45
3^ 10,00 miglia di Migliarina - Parco di Migliarina -Carpi (MO)
a cura di ASD Pico Runners con il patrocinio della Città di Carpi
Camminata non competitiva a carattere ricreativo ludico-motorio
2° Camminata della salute, nuovo percorso a ovest di Carpi

Ritrovo
Ore 18.30 presso il Parco di Migliarina

Partenza
Ore 19.15: Bambini (mini percorso)
Ore 19.40: Ragazzi (percorso corto)
Ore 19.45: Adulti (percorso medio e lungo)

Percorsi
Mini: Km 1 - Bambini fino a 5 anni
Corto: km 2,300 - Ragazzi delle scuole prmarie di 1° grado
Medio: Km 5 - Adulti e ragazzi delle scuole primarie di 2° grado
Lungo: km 10 - Adulti

Iscrizioni
Il giorno stesso della manifestazione fino al momento della partenza

Quota iscrizione: € 1,00
Il ricavato sarà devoluto a "Emergency"
un delegato sarà presente alla manifestazione

Premiazioni
Primi 10 classificati assoluti uomini e prime 5 donne del percorso lungo
Primi 3 ragazzi/e del percorso medio e corto
Primi 3 bambini/e del mini percorso
Saranno premiati tutti i 30 gruppi più numerosi con almeno 10 iscritti e tutti i gruppi delle delle classi delle scuole primarie
Premio individuale a tutti i partecipanti

Assistenza
Garantita la presenza del servizio ambulanza della Croce Rossa di Carpi e di un Medico

Ristori
Previsti 3 punti di rifornimento:
2 sul percorso lungo,1 sul percorso medio e 1 all'arrivo
con acqua, the, coca-cola, frutta, dolce e salato

Per informazioni e iscrizioni gruppi
333/3722335 Enrico - 340/3051261 Fausto

Le Foto 35^Reggello-Vallombrosa 2011

le foto della 35esima reggello-vallombrosa 2011 del 10 luglio 2011



un minivideo durante la reggello vallombrosa 2011

Un bimba cresciuta come un cane!

Bimba come un cane E' solo il triste simbolo di un’Italia incapace...


Choc a Bari: sette anni, figlia di genitori problematici, la piccola non parla ma abbaia. Assistenti sociali e scuola non l’hanno aiutata. La piccola ora vice in una casa famiglia e si esprime a gesti. E il pm non trova colpevoli...


Il magistrato si è arreso. Ha fallito anche lui. La bimba, nove anni, non sa ancora parlare. E non può sporgere denuncia. Senza denuncia non si possono perseguire i genitori per il reato di abbandono di minori. Dunque, ha deciso il pm della Procura di Bari Angela Borea, archiviamo. Mancano le prove. Mancano i capi d’imputazione e gli indagati. A giorni si pronuncerà il giudice per le indagini preliminari. E si aspetta, ancora increduli. Intanto un fatto è certo: l’archiviazione sarebbe la certificazione definitiva del fallimento, un’autodenuncia d’impotenza del sistema giudiziario. Dei magistrati. Ma nella raccapricciante storia che ha per protagonista una disgraziata famiglia del quartiere Carrassi di Bari, il fallimento del tribunale è solo l’ultimo in ordine di tempo. Prima del magistrato, infatti, hanno fallito assistenti sociali, psicologi e maestri. Una débâcle senz’appello di tutte le istituzioni dello Stato: scuola, servizi sociali, magistratura. Il fallimento di un’intera comunità. Solo così si spiega la storia di degrado e abbandono che stiamo per raccontarvi. Una storia raggelante. Rimasta confinata in ambito locale e venuta alla ribalta dei media nazionali solo ora che il Pm della Procura di Bari ha deciso per l’archiviazione. Perché si sa, quando manca il delittaccio che sfruculia morbosità e audience, telecamere e reporter non si scomodano. 
Una storia incredibile nell’Italia del Terzo millennio, che è un atto d’accusa contro tutte le istituzioni. E, in un certo senso, contro tutti noi senza troppe distinzioni, che queste istituzioni abbiamo prodotto. 

Ora la bambina ha nove anni, vive in una casa famiglia, va a scuola e mangia seduta a tavola. Ma anche adesso, come quando fu trovata nell’ottobre del 2009, non sa parlare. Si esprime a gesti. Mima la violenza subita. Chissà per quanto tempo e da chi. Sono i suoi stessi genitori a dare l’allarme. Non trovano più la loro figlia, pensano sia scappata. Chiamano il 112 e il 113. Il papà, 57 anni, è invalido civile, disoccupato e privo di reddito. La mamma, 46 anni, ha problemi psichici e una piccola pensione con la quale non riesce a mantenere la famiglia. Quando arrivano gli uomini del Pronto intervento sono costretti ad avviare le ricerche a lume di candela perché la luce elettrica è stata tagliata causa morosità. 

I genitori non sanno descrivere la figlia, né ricordano che abiti indossi. Alla fine la bimba viene trovata dentro un armadio. Addormentata vicino al suo cagnolino. In mezzo a escrementi, materassi sporchi, avanzi di rifiuti. Ma lo scenario si fa ancora più sconvolgente quando gli uomini del 113 cercano di farsi raccontare i fatti. La bambina non parla. Abbaia. Si comporta come il suo cane, l’essere vivente che le è stato più vicino. Anche lei mangia da una ciotola posata sul pavimento. Non è difficile immaginare lo sconcerto che avrà colpito i soccorritori. Mentre è inspiegabile il comportamento degli addetti ai servizi sociali e d’igiene mentale che già assistevano la famiglia con visite qundicinali nell’appartamento dei Carrassi. Possibile non si fossero accorti di nulla? E se sì, perché non hanno tolto la bambina ai genitori? Ci vorranno delle risposte su questo. E si attendono risposte anche dall’istituzione scolastica. Aveva contezza dell’esistenza di questa bambina? Si è mai accorta della sua assenza? È successo a Bari, una delle città più moderne del Mezzogiorno. Non nella campagna sottoproletaria di Avetrana.
Dopo il ritrovamento la bambina è stata ricoverata in ospedale per sospetta scabbia e pidocchi....

.............. a qeusto articolo non ci sono davvero parole, invece di pensare a riempire le tasche dei soliti con las cusa solidale, perchè non pensiamo a chi ha davvero bisogno.. facile tirar dalla giacchetta 5 euro-10 euro..poi se tendi una mano chiedendo un aiuto, la risposta è negativa ! gli stessi che un attimo prima si sono riempiti la bocca sulla solidarietà ... interroghiamoci prima...

35^Reggello-Vallombrosa 2011

35^Reggello-Vallombrosa: vincono Vannucci e il ruandese Ntirenganya


35^Reggello-Vallombrosa: vincono Vannucci e il ruandese Ntirenganya
Maria Chiara Parigi
Arezzo - Una bellissima edizione la 35esima edizione della Reggello-Vallombrosa, con partenza dalla piazza principale del Comune della provincia fiorentina e arrivo davanti all'Abbazia famosa non solo in Toscana. Vallombrosa è un paradiso immerso nei boschi dei monaci benedettini dell'ordine vallombrosano fondato da San Giovanni Gualberto. Un luogo da fiaba dove i podisti dopo le fatiche della 13 km tutta in salita, amano riposare all'ombra di faggi e abeti o passeggiare fra boschi. Per la prima volta è stato fatto rispettare l'ordine della completa chiusura delle strade, anche se qualche auto qua e la non è mancata, ma per il resto veramente bella! Poco meno di 500 partenti, 432 arrivati competitivi e un centinaio di non competitivi, tra i quali molti partiti presto per evitare di arrivare in “cima” con il sole che anche oggi si è fatto sentire in tutta la sua prorompenza. L'unico ruandese presente, di un altro pianeta, ha preso il volo sin dalla partenza, è Felix Ntirengania, nessuna parola in italiano, ma veloce su qualunque tracciato, dal cross alla mezza maratona. Ha corso solo per 13 km realizzando “credo” miglior tempo della manifestazione, 47'17''. A dire il vero il tempo record è di 46 miniti e 6 secondi del 2007, anno in cui un tale Barbi (sempre lui) mise in fila 2 kenioti e due marocchini, mentre l'anno precedente era “stranamente” arrivato secondo dietro a Mohamed Taqui, con ben due minuti di ritardo rispetto all'anno successivo. Se è pur vero che la gara è targata UISP, essendo una competitiva, dovrebbero pensare di depennare tale record dall'albo d'oro.
Chiusa la parentesi poco piacevole, e tornando alla bella giornata vissuta, domenica 13 luglio, a parte l'assolo di felix, dietro è stata un po' bagarre, con Jlilali Jamali, sempre atl. Futura che ha la meglio sull'aretino Filippo Occhiolini, a 20 secondi di stanza l'uno dall'altro e a più di 3 minuti dal ruandese. Un bel quarto posto per Lorenzo Schiera.
Al femminile si è assistito ad un'avvincente gara: la favorita, Veronica Vannucci, già vincitrice in questa gara, che sembra abbia recuperato un periodo brutto di infortunio, è partita in testa ma è stata raggiunta dalla ormai nota ex triathleta Maria Chiara Parigi, della Podistica Amatori Arezzo, che ormai va affermandosi via via sempre più oltre i confini aretini, verso traguardi maggiori. Ne aveva già dato dimostrazione alla Strasimeno, a marzo,arrivando addiruttura prima di alcune azzurre dell'ultramaratona nazionale e ultimamente in tutte le gare della provincia. Ad un certo punto, intorno a metà gara, Vannucci va in crisi e grazie all'aiuto di David Zanobini, dell'atletica Futura, riesce a superare la crisi, ma Chiara non molla e la tallona. Veronica arriva felice al traguardo sotto l'ora, mentre Maria Chiara alla sua prima Reggello-Vallombrosa giunge felicemente seconda a 26'' dalla Vannuncci. Altri 50' e arriva al traguardo l'umbra Paola Garinei, terza. Quarta l'ex calciatrice Emma Iozzelli. Momenti di paura per un lieve malore accusato da un'altra forte atleta, poi costretta al ritiro, risoltosi con il pronto intervento dell'ambulanza con medico a bordo.
Anche in questo si è vista l'ormai collaudata macchina organizzativa della Podistica Resco Reggello, che, senza clamori e troppe evidenze hanno fatto tutto per bene, compreso le bellissime premiazioni nella stupenda cornice vallombrosana, con gli assessori comunali a premiare gli atleti e un ristoro-pranzo. Per quanto riguarda le società premiate sembra essere stato un affaire fra Firenze, con il GS Maiano in auge e le società aretine del Policiano e dell'Amatori Arezzo, con l'incursione delle società valdarnesi dell'Atletica Futura Figline e la rinascita Montevarchi. La gara era valida anche come tappa del Gran Prix aretino. Squalificati due atleti che si sono presentati a petto nudo senza esibire il pettorale. Speaker il Presidente dell'atletica Futura, Fabio Meini, mentre un grazie particolare all'organizzatore ideatore storico della Reggello-Vallombrosa, Costanzo Fabiani, dal quale traspare ancora quella passione disinteressata che lo animava in tempi in cui il podismo non era ancora fenomeno di massa ed era molto più semplice.

la classifica qui:
Classifica 35ª Reggello-Vallombrosa- Reggello (FI) - 10 lugl

domenica 10 luglio 2011

IAU Trail World Championships (IRL) 09.07.2011

IAU Trail World Championships (IRL) 09.07.2011



 

IAU Trail World Championships

Connemara - 09 Jul 2011 07:02:31
(70Km)
131 partecipanti registrati
IL TEAM ITALIANO MASCHILE E LE POSIZIONI IN CLASSIFICA GENERALE
Pos Bib Name Club Cat. Fine ~12K ~28K ~40K ~48K ~60K ~70K
5 53  Silvano Fedel  ITA IAUMTeam 06:51:18 00:57:34 01:25:31 01:22:31 00:34:34 01:28:34 01:02:31
9 52  Giuliano Cavallo  ITA IAUMTeam 07:01:24 00:57:44 01:25:27 01:26:06 00:37:31 01:34:39 00:59:55
11 58  Francesco Caroni  ITA IAUMTeam 07:03:54 00:58:46 01:24:22 01:26:38 00:36:55 01:41:42 00:55:30
12 56  Marco Zanchi  ITA IAUMTeam 07:04:57 00:58:04 01:25:58 01:26:00 00:36:37 01:39:01 00:59:15
22 54  Daniele Fornoni  ITA IAUMTeam 07:30:17 00:58:51 01:26:02 01:31:27 00:37:12 01:49:58 01:06:45
59 55  Lorenzo Trincheri  ITA IAUMTeam 03:53:35 00:57:07 01:25:11 01:31:16 -
IL TEAM ITALIANO MASCHILE E LE POSIZIONI IN CLASSIFICA GENERALE
Pos Bib Name Club Cat. Fine ~12K ~28K ~40K ~48K ~60K ~70K
2 25  Cecilia Mora  ITA IAUFTeam 07:50:02 01:04:43 01:33:17 01:34:46 00:41:39 01:45:19 01:10:15
5 23  Cinzia Bertasa  ITA IAUFTeam 08:14:01 01:11:54 01:47:48 01:41:00 00:39:57 01:49:06 01:04:13
7 24  Katia Fori  ITA IAUFTeam 08:17:32 01:08:15 01:43:01 01:47:32 00:41:51 01:49:23 01:07:27
11 27  Cristina Zantedeschi  ITA IAUFTeam 08:53:21 01:12:00 01:49:00 02:00:29 00:44:08 01:59:50 01:07:52
14 26  Patrizia Pensa  ITA IAUFTeam 09:10:27 01:08:15 01:45:57 01:53:56 00:48:28 02:13:28 01:20:21
16 22  Giuliana Arrigoni  ITA IAUFTeam 09:26:01 01:10:48 01:50:18 01:51:47 00:50:19 02:11:25 01:31:22

giovedì 7 luglio 2011

SALITREDICI camp.to UISP 2011

Il 17 luglio 2011 ad Abbadia San Salvatore in provincia di Siena si svolgerà la 28à edizione della Salitredici , la classica competizione podistica che da Abbadia S.S. porta alla Vetta dell’Amiata.
La manifestazione si svolge lungo 13 Km della strada provinciale ,l’occasione totalmente chiusa al traffico, alla verde ombra dei freschi boschi di faggi e castagni
La salita è regolare senza particolari “muri” e consente di mantenere qualsiasi passo anche grazie ai.
tre ristori previsti lungo il percorso che allieveranno la fatica degli atleti così come il rinfresco all’arrivo.
La gara è aperta a tutti gli enti di promozione sportiva, a singoli e società e prevede due diversi tipi di classifiche una assoluta per tutti i partecipanti ed una per i tesserati UISP visto che la gara è valida come prova unica del campionato nazionale,Toscano e senese di corsa in salita.
Anche quest’anno,visto il crescente interesse verso la manifestazione il comitato organizzatore introdurrà miglioramenti organizzativi e logistici.
In particolare l’edizione 2011 vedrà l’introduzione del chip elettronico, il potenziamento del servizio navetta e un ampliamento delle categorie assolute.
Oltre all’evento agonistico,su un tragitto più breve,che porterà in località secondo rifugio,si svolgerà una camminata non competitiva aperta a tutti grandi e piccini e che permetterà di godere appieno del fresco offerto dai faggi e dai castagni della montagna amiatina.
Durante lo stesso fine settimana Abbadia San Salvatore sarà teatro del Cartoon village con animazione,giochi e musica legata al mondo dei cartoons dedicato ai bambini di tutte le età con stand gastronomici all’aperto dove è possibile mangiare a prezzi vantaggiosi.
Ma come ormai da tre anni anche nel 2011 particolare attenzione viene riservata al messaggio ambientale voluto dalla UISP Abbadia ASD e condiviso appieno da Sienambiente la cui disponibilità e sensibilità ha permesso di qualificare la manifestazione mettendo in campo tante iniziative tra cui la raccolta differenziata, l’uso di biomateriali, gadget ecologici,incentivi per viaggi collettivi, ecc.
Per tutto ciò che riguarda foto, percorso, altimetria, logistica, orari,iscrizioni,filmati,premi,categorie, ospitalità alberghiera, e altre manifestazioni 2011 realizzate ad Abbadia è possibile visitare sul sito www.amiatarunners.com

LE FOTO DELLA PASSATA EDIZIONE! cliccate sulle due foto-album



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mercoledì 6 luglio 2011

Arezzo, notturna della città vecchia

Campionato del Mondo trail

Italy Enters Biggest Squad

Italy will have 9 men and 6 women take part in Run Connemara: the IAU Trail World Championships 2011, including the female world champion Cecilia Mora.
The Italian six-person men's team includes Lorenzo Trincheri, Giuliano Cavallo, Daniele Fornoni, Silvano Fedel, Marco Zanchi and Marco Zarantonello. In addition, there are three individual male runners, namely Francesco Caroni, Massimo Tagliaferri and Fabio Granzotto.
A ful six-person women's team will comprise Cecilia Mora, Patrizia Pensa, Cinzia Bertasa, Giuliana Arrigoni, Katia Fori and Cristina Zantedeschi.
The squad is supported by six officials: Stefano Scevaroli (Ultramarathon Technical Coordinator of FIDAL), Gregorio Zucchinali (IUTA President), Enrico Vedilei, Nicola Tiso and Francesco Damiani.

per seguire in diretta il tutto eccovi il link
http://www.runconnemara.com
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_____________LE NOSTRE FOTO LE POTETE TROVARE SU...

LE FOTO DEL 2010-2011 LA MAGGIORANZA QUI-

*FOTO 2010-2011*

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io non getto i miei rifiuti

"IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI" è una campagna promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti i veri trailers, atleti e organizzatori, per tutelare l'ambiente e la natura. Troppo spesso durante le gare si vedono sul tracciato rifiuti lasciati dai partecipanti. Una maggiore sensibilizzazione servirà a far capire a tutti che le corse trail non possono prescindere da questa semplice regola: non si gettano rifiuti per terra! Aiutateci a diffondere questo messaggio alle vostre gare, con i vostri siti, i vostri blog, o semplicemente con il passaparola... E i runnerspercaso aggiungono "Corriamo Etico, Pulito, Non usiamo bestemmie e blasfemie prima durante e dopo le gare... Aiutiamo gli altri, sempre anche quando vai a tutta birra in una discesa...

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Se non puoi correre, cammina...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un' altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
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Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

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